Il taccuino di Paolo Fontanelli
A volte basta ampliare un po' lo sguardo per scoprire che ''gli asili nido di Pisa sono un modello per la Toscana''

Sono rimasto a Roma fino a venerdì perché è stato organizzato un seminario sul tema "L'Italia in Europa e nel mondo. Dove eravamo, dove saremo".Il programma, pensato e costruito da Gianni Cuperlo, era impegnativo. Al mattino relazione di D'Alema e interventi di Caracciolo, Dassù, Padoan, Annunziata , Guolo. E poi Fassino, Castagnetti, Frassoni, Merkel (non Angela), De Puig, Sassoli, Pistelli e conclusioni di Bersani. La sala era piena e animata da interesse e curiosità. Forse perché non si parlava della solita politica da dibattito quotidiano. Purtroppo io ho potuto ascoltare solo la fase iniziale perché volevo rientrare a Pisa in tempo per i funerali di Elio Panchetti, stroncato improvvisamente da un infarto. Tuttavia per il tempo che ci sono stato l'impressione è stata molto positiva. D'Alema, dopo una sintetica ricostruzione della politica estera dell'Italia Repubblicana, ha affrontato i processi di cambiamento che caratterizzano la situazione internazionale. In primo luogo il superamento dei vecchi schemi geopolitici con l'avvento del nuovo , potente, polo asiatico. Nel 2025 l'Asia avrà la metà degli abitanti del pianeta e produrrà quasi la metà della ricchezza mondiale. Però anche l'America Latina sta manifestando i segni visibili di ripresa dello sviluppo e della crescita e l'Africa non è ferma. In questo scenario D'Alema ha posto la questione di un rilancio dell'Europa, possibile solo se si cambia politica uscendo dai dogmi del monetarismo e del debito (che aumentano le iniquità e le diseguaglianze) e se si scommette sul ruolo del Mediterraneo e sulla pace in medio oriente: centrali, al riguardo, sono la questione palestinese e quella turca. Comunque se l'Europa non ritrova la visione e il coraggio del progetto d'integrazione non avrà un grande futuro, né sul piano economico così come su quello politico.
Sicuramente la mia sintesi è troppo schematica e mi fermo qui, anche se confesso che riflettere su questi temi fa bene, perché ti spinge ad allargare l'orizzonte e a vedere con una luce diversa i nostri problemi quotidiani. E questo è utile perché troppo spesso siamo portati a pensare che le cose che facciamo o i luoghi che frequentiamo siano il centro del mondo. Ma non è così .... E' invece importante non perdere di vista ciò che possiamo fare concretamente per migliorare le cose. Forse questo è più facile sul piano dell'attività amministrativa. E oggi, a Pisa, ho saputo del Consiglio Comunale di ieri che ha discusso del piano per gli asili nido. Su questo problema c'è stata agitazione, promossa soprattutto dai Cobas con il sostegno dei consiglieri del Prc e della SEL. Una agitazione tutta fondata sulle rivendicazioni sindacali del personale e che metteva e mette in secondo piano la possibilità di rispondere con questo servizio al maggior numero possibile di domande delle famiglie. E dunque si attacca la giunta del Comune di Pisa a prescindere dai risultati. Ecco, ieri al Consiglio è stata fatta un po' di chiarezza. La vice presidente della Regione, guidata da una giunta che comprende anche il Prc, ha detto che Pisa è una delle situazioni più avanzate della Toscana, è un modello. Cosa che era già chiara dai numeri e dall'azzeramento delle liste d'attesa per i posti nei nidi. Basta andare in altri comuni, vicini o lontani, anche con maggioranze "più di sinistra" di quella pisana, per trovare situazioni assai più arretrate della nostra. E ciò non avviene per caso, ma per le scelte di programma e di destinazione delle risorse delle amministrazioni. Però di questi dati si parla e si informa poco. Attrae molto di più una manifestazione di protesta in sala delle Baleari che non un serio dibattito sull'effettivo funzionamento dei servizi primari ai cittadini.
17 commenti
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francesco 06/07/2010 10.55.17
Sinceramente non lo so neanch'io cosa sia veramente la sinistra, l'unico che mi ha sempre convinto è Gaber:
http://www.youtube.com/watch?v=SzUoAfcyPsk
Io nella mia ignoranza credo che se il PDL al Nord sfrutta la presenza sul territorio della Lega, il PD in Toscana dovrebbe sfruttare realtà tipo Rebeldia.
Poi va da sè che Rebeldia non si farebbe sfruttare perchè "il bastardo è di sinistra e il figlio di puttana è a destra", sempre per omaggiare Gaber.
Ma si può iniziare a coesistere, e poi si vedrà se il PD diventa veramente quello che avrebbe dovuto essere.
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Giuseppe 06/07/2010 10.51.39
Caro Domenico,
come non essere d'accordo con quanto scrivi sui giovani e la politica? Il problema è che a Pisa, su questo punto, c'è grande presunzione da parte del PD, nonostante i numeri impietosi che ricordava Francesco. A Pisa i giovani che si interessano di politica sono tendenzialmente avvertiti come una minaccia dall'apparato. Nonostante un'oscillante retorica sui problemi della "movida", la realtà è che si preferisce dare ai giovani una città trasformata in un distributore automatico di alcolici (in queste sere Pisa è uno spettacolo indecente se si passeggia per il centro intorno alla mezzanotte...), piuttosto che favorire centri di socialità sana, capaci di fare reale mediazione tra l'offerta culturale ma anche il divertimento (perché no?) e le migliaia di giovani che vivono a Pisa. Oggi Rebeldía rappresenta tutto questo in città più di chiunque altro. È anche per questo che non si comprende la cattiveria con cui il Comune vuole sottoporre un progetto così prezioso all'umiliazione di una sede piccola e periferica come quella di via Saragat e i toni come sempre stalinisti del comunicato con cui il segretario provinciale del PD, Ferrucci, ha pubblicamente ammonito l'assessore provinciale Sanzo per avere osato proporre la riapertura di una delle poche soluzioni valide al problema della nuova sede di Rebeldía. O meglio, si comprende benissimo: Rebeldía dà grande fastidio, perché è un corpo vivo, autonomo da qualsiasi partito, lo specchio di che cosa dovrebbe essere (e clamorosamente non lo è) un posto a gestione clientelare come la Leopolda. Caro Domenico, le suggerisco di seguire con attenzione ciò che avverrà a Pisa nelle prossime settimane intorno a Rebeldía: da parte del PD locale ci troveremo di fronte a un mix di arroganza, allarmismo e difesa a spada tratta di grossi interessi economici (ieri si è tenuta una penosa presentazione della Sesta Porta, presso la polizia municipale: sala rovente, microfoni che non funzionavano, relatori che parlavano nel vuoto di interesse di un pubblico fatto per il 95% di un ceto politico locale che ci ha regalato lo spettacolo indecente di un brusio costante che impediva persino di sentire ciò che veniva detto; nonostante i goffi tentativi dei presentatori, le criticità della Sesta Porta erano evidenti anche a un bambino, a cominciare dal fatto che, stando alle carte che hanno presentato, altro che centro intermodale, i pullman manco ci gireranno in quel groviglio di traffico infernale che diventerà via Battisti... fra qualche anno, quando verrà a Pisa, caro Domenico, mi ricorderà). E intanto, mentre la vicenda di Rebeldía diventerà un caso nazionale, come già lo sta diventando, lei, Domenico, potrà godersi l'interessante spettacolo dell'elevata considerazione dei giovani che caratterizza gli amministratori pisani.
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domenico 06/07/2010 10.30.04
Non entro sulla polemica di Rebeldia perchè non essendo Pisano non conosco le vicende di cui parlate.
In linea di massima e per quello che ho letto sul blog, in genere sono favorevole a trutture come Rebeldia che di fatto creano aggregazione e integrazione sociale.
Mi incuriosisce invece la disputa sul il PD e il fatto che sia un partito di sinistra.
Ma cosa vuol dire essere di sinistra nel XXI secolo?
Mettersi addosso l'aggettivo io sono di sinistra e con questo lanciare condanne morali su tutto e tutti, più che di valori di sinistra mi sembra che si possa parlare di valori trascendentali e questi di solito non vengono messi mai in discussione per chi ci crede.
Quindi per capire se il PD è di sinistra anche se sarebbe più giusto dire di CS ( le aree della politica prevedono due estremi e un centro anche se non piace a qualcuno è così), bisognerebbe identificarne i valori di fondo sui quali possono anche emergere dei dissidi politici ma non dei dissensi.
Io sono un socio fondatore e un militante iscritto al PD faccio l'imprenditore (edile per giunta) e penso che il PD sia di sinistra e che io stesso sia più a sinistra su certi temi di tanti che sono iscritti a RC o SEL.
I giovani e la partecipazione alla politica.
Questo è un tema importante e che andrebbe affrontato, ma non riguarda solo i giovani per la verità.
Oggi aggregano molto di più le persone le iniziative non politiche che quelle politiche attuate tramite i partiti.
A Bientina ci sono diverse associazioni che si occupano di varie attività cultura, palio, carnevale ecc..ecc... la partecipazione è alta segno che le persone sentono il bisogno di interragire fra di loro e socializzare.
Mentre la parte politica che riguarda il circolo del PD, nonostante si sia cambiato la sede mettendola al centro del paese, nonostante la scelta di un giovane segretario e la presenza di giovani asessori eletti con l'Unione ma che di fatto non provenivano da nessun partito politico, nonostante le scelte dell'Amministrazione che di fatto a riversato sul sociale in particolare sulla scuola compresa quella per l'infazia buona parte del suo bilancio per compensare i tagli del governo, Ecco nonostante tutto questo più passa il tempo e meno siamo a frequentare il circolo anzi ultimamente siamo i soliti 5/6 persone sui 20 membri del direttivo, e di giovani sotto i 25 anni non c'è nessuno nemmeno nel direttivo e credo che non ci siano nemmeno fra gli iscitti.
Credo che un partito serio che ragiona sui problemi con l'obbiettivo di individuarli per tentare una soluzione, dovrebbe interrogarsi su questo, sopratutto in considerazione del fatto che altre forme di aggregazione e che richiedono un impegno anche maggiore di quello politico vedono un alta partecipazione dei giovani e giovanissimi.
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francesco 06/07/2010 9.23.57
Caro Raffaele,
sono d'accordo con te che Rebeldia non sia l'unica sinistra nel mondo. Ma nemmeno d'Italia. E nemmeno di Pisa.
Anche perchè sennò saremmo davvero del gatto.
Sono d'accordo con te anche sul fatto che una cosa tipica della sinistra italiana è farsi del male.
Converrai con me che ci troviamo nel bel mezzo di un cortocircuito, altro che le mie contraddizioni. Perchè, se il PD è di sinistra (sto seguendo il tuo ragionamento eh, per me il PD non è di sinistra) allora è facile capire chi fa male e chi subisce.
Del resto non credo di fare un ragionamento troppo fazioso. Io credo che a Pisa ci sia da un lato un progetto sociale (Rebeldia) che ha già vinto politicamente in città (poi chiaramente siamo tutti consapevoli che la politica purtroppo ormai è una roba da perdenti), e dall'altro un progetto politico (il PD) che ancora stenta a capire cosa sia la socialità. Perchè Via Saragat così com'è è antisociale. Perchè la musica è socialità e invece il nostro Sindaco pare preferire l'isolamento di chi ascolta musica con le cuffie, anzichè dotare la città di un centro insonorizzato dove alzare il volume collettivamente senza disturbare chi vuol dormire.
Ora, in un mondo sano il progetto politico avrebbe valorizzato al massimo il progetto sociale, cercando di trovare finalmente il collante con la realtà (non è un caso se i Giovani Democratici della Provincia di Pisa sono solo 60, di cui 40 votanti, mentre a Rebeldia circolano migliaia di persone). E invece ci ritroviamo in questo imbuto (grazie alla Ciccone) in cui perderemo tutti. Perderà Rebeldia, perderà il PD. Perderà la città.
Un unico appunto al tuo commento: gli appartamenti sfitti sono davvero 5000, non 1500. Nella documentazione divulgata dal Comune sono esclusi gli appartamenti di Marina. Così, giusto per essere precisi.
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Raffaele 05/07/2010 17.06.16
Per la cronaca:
Mercoledì ero all'assemblea di cui parla Giuseppe, a volte frequento Rebeldia, ho molti amici che lì fanno attività come volontari, e vado a seguire alcuni spettacoli-concerti-presentazioni di libri. E dalla prima sede. Quindi un pochino conosco l'argomento.
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Giuseppe 05/07/2010 16.25.34
Cavoli, Henry, mi ha dato 0 su 4... è proprio impietoso! Come uno studente un po' "sbuccione", ma con guizzi di vivacità, mi consolo con il fatto che almeno il mio intervento ha favorito la discussione e l'analisi, di cui dà prova la replica di Raffaele, che non condivido nei contenuti, ma sì nei toni e nello stile. Senza tante pagelline, o bacchettine, caro Henry.
Certo, una riflessione sul suo finale, Raffaele, me la toglie proprio dalla penna: trovo incredibile che a Pisa ci sia ancora qualcuno tenti di dare di Rebeldía la rappresentazione auto-referenziale che lei goffamente ne dà. Guardi che in città non esiste una realtà più aperta e plurale di Rebeldía: se fosse venuto all'assemblea pubblica di mercoledì scorso se ne sarebbe reso conto. Si informi, perché a Rebeldía ci sono anche tanti tesserati del PD, socialisti, cattolici. Il fatto che forse le sfugge è che Rebeldía realizza molto di quello che, sulla carta, il PD avrebbe dovuto essere nei rapporti con la società. La clamorosa anomalia è che a Pisa l'amministrazione comunale non prende atto che Rebeldía è una straordinaria risorsa (forse è troppo libera?), che offre tantissimi servizi gratuiti, tanto più preziosi quanto più ci si trova in tempi di crisi. Inoltre, da Rebeldía in questi anni sono giunte molte proposte lungimiranti anche sull'urbanistica, che avrebbero fatto di Pisa una città più vivibile, ordinata, decorosa e meno inquinata; dove non si costruiscono parcheggi su parcheggi, ma si incentiva l'uso della bicicletta, dimenticato persino nei progetti della Sesta Porta, alla faccia del centro intermodale! (lo ha fatto notare davanti a 300 cittadini, durante l'assemblea di Rebeldía, il presidente di Legambiente all'assessore Cerri, che sul momento ha umilmente chinato il capo, salvo poi inserire un riferimento alla cosa, come se nulla fosse, nel comunicato apparso oggi sul Tirreno... roba da "gatti fradici", come si dice a Pisa).
Forse, se ogni tanto si avesse anche l'umiltà di ascoltare e si dialogare davvero, il PD pisano e le maggioranze che ne sono espressione avrebbero già capito da un pezzo che Rebeldía potrebbe solo rafforzarle, anziché indebolirle. Del resto, è in questa direzione che stanno iniziando ad andare sempre più pezzi del partito, anche con responsabilità di governo, come ha fatto Sanzo nell'intervista di ieri sul Tirreno. Il guaio è che Sanzo ha espresso una posizione assolutamente civile e razionale, ma dall'interno del partito è stato subito risposto con un siluro violento e cattivo quale il comunicato a firma del segretario provinciale Ferrucci... un comunicato, a dire il vero, proprio poco "democratico". Di nuovo, un misto di decisionismo e "celodurismo". Se a Pisa continuano a ripetersi simili episodi di intimidazione e censura, perché sorprendersi di un articolo come quello di Marrucci?
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Raffaele 05/07/2010 15.58.37
Sono rimasto un po' esterrefatto dall'articolo di Marrucci.
Innanzitutto gli appartamenti sfitti a Pisa sono 1500 e non 5000. La giunta ha inoltre varato un piano per invogliare-forzare i proprietari ad affittarli. Si chiama Agenzia Casa.
I soldi per la costruzione della VI porta hanno una provenienza chiara: vengono da quegli enti che lì avranno i loro uffici, tra cui l'istituto italiano di Vulcanologia.
Mi sembra fazioso dire che il PD va a braccetto con la Lega perchè il Sindaco chiede delle cose a Maroni in quanto Ministro degli Interni. Si tratta di normale rapporto istituzionale. A meno di non volere dichiarare l'indipendenza della Repubblica Pisana. Non si dice inoltre che tale rapporto ha prodotto un'unicità a Pisa: la prima città in cui i permessi di soggiorno si possono rinnovare in Comune, diminuendo tempi burocratici e soprattutto ansie. Se non è di sinistra questo.
Poi si può fare sempre meglio, per carità, ma le considerazioni politiche vanno fatto partendo anche dai dati, non solo dalle emozioni.
Una provocazione: forse se i giornalisti spendessero metà del tempo che usano per preoccuparsi della legge bavaglio per informarsi e scrivere articoli più seri, l'Italia sarebbe un paese migliore. E le informazioni devono riguardare soprattutto i numeri, prima di quello che pensano i singoli esponenti politici, cosa che vale per esempio sulla questione dei nidi.
Ma mi sembra anche troppo per un articolo che si può riassumere così: Rebeldia è l'unica sinistra nel mondo, tutto il resto è destra e ve lo dimostro. Anche con dati falsi. Una cosa tipica della sinistra italiana. Continuiamo così, facciamoci del male.
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francesco 05/07/2010 15.48.34
Ringrazio Henry per il gran complimento che mi ha fatto.
Il quarto punto, quello che ho ciccato, non credo che lo raggiungerò mai. Non voglio guidare proprio nessuno, dato che non mi riuscirebbe.
Hai detto bene, sono contraddittorio, e cambio idea alla svelta. Non potrei fare nè il giornalista nè il politico.
E' una questione di coerenza e convinzione. Per capirsi, Grillo mi sta simpatico, ma politicamente è agghiacciante. Ed è ancora più agghiacciante che spesso sia una spanna sopra i politici veri.
Sinceramente anche Travaglio mi sta simpatico, ma proprio perchè troppo bravo (il famigerato quarto punto lui ce l'ha, magari non sempre, ma ce l'ha) tendo a diffidare da quelli come lui.
Eh oh...so fatto strano...
Ci tengo solo a precisare all'On. Fontanelli che lo so che il PD non vuol sgomberare Rebeldia. Ma quando ci sarà da decidere fra Sesta Porta e Rebeldia chiaramente sceglierà la Sesta Porta.
Del resto è proprio questo che il Comune ha toppato in modo incredibile e stupido: arrivare a scegliere fra l'una o l'altra sarà comunque una sconfitta.
L'unica salvezza sarà far convergere le energie di tutti (associazioni, partiti, esponenti di qualsiasi tipo, ecc...) sulla soluzione Ex Asnu. Se anche fosse risolta a settembre (o comunque dopo le elezioni del Rettore) non vedo i problemi.
Se il Comune non voleva arrivare a questi punti (le sollecitazioni di Rebeldia sono talmente tante che è ovvio da quale parte stia la ragione) bastava che togliesse di mezzo la Ciccone, vero e principale artefice di questo cul de sac.
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Paolo Fontanelli 05/07/2010 15.28.32
Intervengo solo per fare alcune puntualizzazioni su affermazioni non vere contenute nel citato articolo di Marrucci. Invece per quanto riguarda le opinioni ognuno ha le sue e ciascuno à in grado di giudicarle come vuole. Io mi trovo d’accordo con ciò che ha scritto Cristiana.
Le precisazioni sono: 1) Rebeldia non è entrata in via Battisti col solo “consenso del Comune”, ma su proposta del Comune per risolvere una situazione di emergenza e sulla base di un accordo sottoscritto che aveva una scadenza; 2) nessuno ha mai parlato di “cacciare” Rebeldia, tanto è vero che c’è da tempo una trattativa per individuare soluzioni alternative; 3) Bulgarella non c’entra nulla con i progetti di recupero del Santa Chiara o delle caserme di cui si parla; 4) nelle attività di Bulgarella a Pisa, tra cui anche un finanziamento del Pisa calcio quando rischiava di non iscriversi alla B, non si sono mai riscontrati fatti o comportamenti imprenditoriali dubbi o irregolari. Dopo di che viva Report, e magari andiamola a rivedere per constatare il livello di condizionamento nell’economia siciliana determinato dalla mafia. Ma le allusioni a Pisa no …. Le allusioni sono roba da mafiosi, appunto. 5) E’ falso dire che lo sgombero citato è stato fatto “a suon di calci dei vigili urbani”.
Ma dopo le precisazioni sui fatti, obbligate visto che si usa anche questo sito per diffondere testi e io ne sono felice perché posso dire la mia, voglio commentare brevemente sui nidi. I pisani sanno bene cosa si è fatto in quanto sono state coperte di fatto tutte le richieste di posti per gli Asili Nido, diversamente da ciò che accade nella stragrande maggioranza dei comuni dive restano lunghe liste di attesa. Qui parlano i numeri e non sono smentiti da nessuno. E lo standard di qualità degli asili pisani è stato costruito con il lavoro delle educatrici e con lo straordinario impegno programmatico e finanziario delle giunte. Non certo dei Cobas che hanno fatto tutto il possibile per boicottare l’ampliamento dei servizi. Infine se applichiamo il concetto che l’assessore regionale non è credibile perché è dello stesso partito del Sindaco (a parte che è un indipendente scelta dal Presidente Rossi), questo vale anche per tutti quelli che frequentano Rebeldia e ne difendono le ragioni. Sarebbero anche loro poco credibili nelle loro valutazioni…, Se non che la Targetti almeno qualche confronto di numeri e di cifre con le altre città della Toscana lo ha fatto.
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henry 05/07/2010 15.15.09
“Esprimi il tuo pensiero in modo conciso perché sia letto, in modo chiaro perché sia capito, in modo pittoresco perché sia ricordato e, soprattutto, in modo esatto perché i lettori siano guidati dalla sua luce. (Pulitzer)” Caro Francesco peccato hai fatto 3 su quattro, la tua luce non illumina proprio nessuno. Comunque, hai un futuro da giornalista alla travaglio, ti consiglio di aprirti un tuo blog, tanto per cominciare. Mentre, giuseppe il giudizio è 0 su 4, bocciato, ci vuole maggiore impegno soprattutto nell’analisi, insisti magari non solo su questo blog. Scherzi a parte è la prima e ultima volta che vi disturbo per un semplice motivo vi trovo noiosamente contradditori, spesso lo sono anch’io e sono contento quando qualcuno me lo fa notare. Non strumentali quello no, perché siete oltre la strumentalizzazione ma tanto oltre. L’articolo di Giuliano è carino, ironico il giusto, ma nulla di più, siamo lontani professionalmente dalle grandi inchieste giornalistiche, la distanza qualitativa è siderale senza togliere che il ragazzo è bravo e capace, certamente sa fare di meglio, almeno me lo (e glielo) auguro. In sintesi, non ha sempre ragione il “proprietario” del blog come non l’avete voi, giuliano o il sottoscritto. Lui però dimostra maggior rispetto ed interesse per gli altri. Concludo, il rebeldia è un progetto con un valore aggiunto per la nostra città, in quanto tale va difeso strenuamente ed allo stesso tempo occorre capire (e far capire) che vi devono essere investite maggiori risorse.
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Giuseppe 05/07/2010 9.36.34
Già... quanto si scrive su Bulgarella in quell'articolo meriterebbe una seria discussione, perché getta luce su una dinamica delle strategie delle attività di costruzione edilizia in città che ha numerosi esempi analoghi in Italia, ma di cui – non si capisce perché – a Pisa nessuno parla. Non fraintendetemi, non voglio fare alcun processo alle intenzioni. Non conosco la parabola dell'imprenditore di cui si parla al punto da metterne in discussione l'onestà: non ho elementi sufficienti per esprimermi. Ma proprio il giornalismo d'inchiesta alla Marrucci ha tante volte permesso di scoperchiare situazioni su cui poi la magistratura è intervenuta. Del resto, in un post recente lo stesso On. Fontanelli invocava il bisogno di un serio giornalismo d'inchiesta. Ma se si considera tale solo quello che smaschera Berlusconi, o qualche trafficante di migranti, quale credibilità si può pretendere di avere? Il problema, caro Francesco, è che finché la reazione più comune sarà come quella di Cristiana (censura, condanna totale, "non c'è proprio da rifletterci su") in Italia continueranno a farla da padroni i potenti, i furbetti e gli arroganti. Alla faccia della legalità!
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francesco 05/07/2010 9.15.22
Non fraintendermi Giuseppa/o, per me l'articolo di Marrucci/e è un gran bel pezzo.
Il collegamento con Bulgarella/x è giornalismo di alto livello.
Certo, pestando i piedi a qualcuno e usando toni sopra le righe si connota da subito come farabutto: e io sto con lui, su tutta la linea!
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Giuseppe 05/07/2010 8.26.44
Cara Cristiana,
la sua reazione assomiglia più a un riflesso d'ordine che a una riflessione. Me ne dolgo. Quanto al nomignolo affibbiato al Sindaco, che io peraltro non ho mai usato, avevo 14 anni e già lo sentivo usare in città, dagli stessi compagni di partito di Filippeschi (allora PDS). Insomma, di fronte a un appellativo tanto ironico e universale non mi pare il caso d'essere così suscettibili. Anche per questo, il suo tentativo di rigirarmi la cosa non sta in piedi; anzi, se mi passa l'immagine, assomiglia tanto a quello del bambino preso in giro che replica all'interlocutore con le sue stesse battute, perché non sa farne di proprie. È un po' lo stesso grigiore che temo sia all'origine del soprannome del sindaco. Grigiore che per fortuna è lontano anni luce dalla mia persona. Comunque, sì, lei e Francesco avete indubbiamente ragione, l'articolo di Marrucci è fazioso; io però lo definirei piuttosto provocatorio e purtroppo, si sa, le provocazioni intelligenti celano spesso frammenti di verità... Poi, si può tranquillamente proseguire sulla via di un decisionismo indifferente a ogni critica, di un "celodurismo" in salsa toscana: io continuo a preferirlo all'originale in salsa padana, ma non so fino a quando si continueranno a distinguere i sapori, sempre più a rischio nella società contemporanea, soprattutto nel caso di prodotti a lunga conservazione come troppi dei nostri politici. In ogni caso, personalmente non credo che quello di Marrucci sia un articolo da "contestare in toto", come lei scrive: secondo me, si tratta di un atteggiamento vagamente censorio, che non condivido, perché bisogna saper ascoltare e interloquire anche quando non si è d'accordo... Altrimenti, per citare l'On. Fontanelli, si apre un autostrada alla destra e al populismo. Per davvero.
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cristiana 04/07/2010 20.54.38
Caro Giuseppe, in omaggio all'articolo da lei segnalato "nello spirito di un libero dibattito", d'ora in poi la chiamerò Giuseppu; dunque, caro Giuseppu, il sindaco se crede le risponderà da solo; ma certo quello che lei cita è un articolo da farabutti, chiunque l'abbia scritto, perchè riporta una serie di falsità, dette in un modo estremamente di parte, dalla cacciata di Rebeldia (che come sa io ho difeso) ai calci dei vigili urbani, e si connota per avere usato esclusivamente fonti di parte. Cosa che un bravo giornalista non dovrebbe fare MAI; sarebbe anche opportuno lasciar perdere la figlia del sindaco, tirata vergognosamente in ballo, ma qui si tratta più che altro di stile. Quello di Marrucci (chiedo scusa, Marruccu) è dunque un articolo da contestare in toto, e non c'è proprio da rifletterci su.
Capisco le sue preoccupazioni, ma io mi preoccupo di più quando leggo le cose che lei, Giuseppu, scrive e consiglia.
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francesco 04/07/2010 19.43.13
Caro Giuseppe non ti seguo.
Prima attachi giustamente l'On. Fontanelli perchè cita una sua collega di partito per garantire l'ottimo operato del PD pisano e poi citi quel comunista di Giuliano Marrucci.
Via, sennò poi aizzi Gregorio.
L'ottimo Marrucci lavora per Report e scrive sul Fatto, direi che è un farabutto di sinistra. Il PD non c'entra nulla con la sinistra. Nè con la sua storia. Ricordiamoci che il Piccì è un computer, non un partito.
Infatti trovo molto intelligente il contributo di Fulvio Abbate di cui vi riporto il link qua sotto:
http://www.youtube.com/watch?v=gG822ypmafA
Comunque, senza approfittare dei compagni, oggi il primo commento sano di area PD c'è stato: lunga vita allo spadaccino! Ottimo Sanzo!
Eppur si muove, speriamo solo che ora non si muova tutto l'apparato per fargli togliere la medaglia olimpica.
Ah ma qui si parlava di asili nido...
Beh, le parole del taccuino le trovo strumentali, chi è di Pisa sa bene che la realtà è un'altra. Come al solito straborda la fuffa.
Niente di nuvo.
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Giuseppe 04/07/2010 18.55.31
Non conosco nei dettagli la controversia sugli asili nido e dunque non entro in merito. Però, attenzione On. Fontanelli, nel suo ragionamento c'è un vizio (temo voluto) che non fa onore all'intelligenza dei suoi lettori: infatti, il parere incondizionatamente positivo sulla gestione degli asili nido pisani non proviene da un'agenzia neutrale di valutazione, ma addirittura da una collega di partito dei membri della maggioranza nel Comune di Pisa. Ora, io non metto in dubbio le doti politiche della vice-presidente della Regione, ma capirà che il suo giudizio, proprio perché palesemente di parte (un mal pensante potrebbe anche pensare che sia stata chiamata apposta a fare una "passerella" in Consiglio Comunale per consolidare una giunta traballante sempre meno in grado di affrontare da sola i problemi della politica pisana), non vale se non all'interno del PD. È un po' come se Berlusconi dicesse che la Lombardia è la regione meglio amministrata d'Italia... bella forza! Cerchiamo di stare attenti a questi giochini, perché altrimenti altro che democrazia, qui riaffiorano i peggiori fantasmi della demagogia.
Insomma, confesso di nutrire sempre più preoccupazioni. Ho iniziato a commentare su questo blog perché mi pareva uno spazio relativamente libero e onesto, dove la franchezza era scevra da ogni contorsione di ragionamento. Dopo lo stupefacente teorema della sinistra che vuol far vincere la destra, ecco che ora si invoca la parola di un proprio compagno di strada (sebbene su un piano distinto, quello regionale) per dire che "è stata fatta un po' di chiarezza". Se queste sono le basi su cui edificare un progetto politico fatto di trasparenza, partecipazione e condivisione delle scelte, andiamo bene... Al contrario, se avessi responsabilità di governo cittadino, mi preoccuperei piuttosto di dare un segnale di distensione, perché con il decisionismo esasperato si va da poche parti e, con molte probabilità, non si viene rieletti. È di oggi un articolo sul Fatto Quotidiano che pone l'accento sul "caso Pisa", chiamando in causa anche questo blog. L'autore è un noto e apprezzato giornalista di "Report", trasmissione che spicca per il suo coraggio informativo nell'Italia di oggi e che, non a caso, il nostro premier e i suoi "peones" sono soliti attaccare. Sempre nello spirito di un libero dibattito con cui sono sempre intervenuto su questo blog, mi pare giusto postare il link (http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/07/04/se-la-torre-pende-a-destra/36252/), auspicando una riflessione comune su quanto si legge nell'articolo.







siccome vedo che si è arrivati a discorrere di cosa sia la sinistra, segnalo la bella riflessione di Adriano Sofri oggi 6/7 su Repubblica, p. 27, in ricordo di due "comunisti" ognuno a suo modo, Rina Gagliardi e Renzo Foa.