Il taccuino di Paolo Fontanelli
Che confusione la finanziaria del centro-destra! Per ora si è capito solo che pagheranno Regioni ed Enti Locali
Ieri si respirava un'aria di grande confusione, alla ripresa dei lavori settimanali in aula. Soprattutto nella maggioranza. Le dimissioni di Brancher hanno sì risolto un bel problema a Berlusconi, perché con il voto sulla mozione di sfiducia presentata dal Pd il governo rischiava di andare sotto, ma nel contempo hanno amplificato da una forte sensazione di debolezza e di incertezza nel centrodestra, che si tocca con mano. Non solo per la linea di distinzione e di logoramento portata avanti da Fini nei confronti di Berlusconi. E' l'avvio della battaglia nel Pdl sul dopo Berlusconi che alimenta questa situazione, per di più con il pungolo della Lega che sta guadagnando peso politico e consensi a spese del centrodestra. Basta dare un'occhiata al livello di caos che ruota intorno alla manovra finanziaria: ogni giorno ci sono annunci e correzioni in rapporto alle proteste delle varie istanze, accompagnate da tentativi maldestri come gli ennesimi emendamenti sui condoni. Per ora l'unico dato certo è che a pagare i costi maggiori saranno le Regioni e gli Enti Locali. Meno male che non ci sono più i margini per fare operazioni vergognose di clientelismo istituzionale come i finanziamenti dati ai Comuni "amici", quali Catania e Palermo, per salvarli dalla bancarotta.
Ma anche su provvedimenti "minori", costruiti in modo furbo da qualche ministro, la maggioranza fa fatica a tenere una posizione politica compatta. Infatti ieri è arrivata in aula la proposta di legge del Ministro della gioventù, Giorgia Meloni, sul "riconoscimento e sostegno alle comunità giovanili" e non pochi problemi sono sorti all'interno del centrodestra. Si tratta di una legge che permette nei fatti al ministero di gestire con discrezionalità un fondo volto a finanziare progetti di "comunità" giovanili, al di fuori delle normative esistenti sull'associazionismo e in contrasto con le funzioni assegnate agli Enti Locali. Di fronte alle osservazioni critiche delle opposizioni si è aperta una certa confusione nella maggioranza che ha momentaneamente sospeso le votazioni. Forse nella notte si saranno ricompattati. Vedremo.
Però è forte il clima di precarietà che peraltro contrasta con la grande maggioranza numerica di cui il centrodestra fa sfoggio ogni volta in cui il capo chiama. Certo, forse Berlusconi preferirebbe andare alle elezioni anticipate per togliersi di dosso la paura del logoramento. Ma con un Parlamento così composto si deve votare la sfiducia lui stesso, e non è così semplice spiegarlo al Paese.
Comunque il problema più serio a me sembra la crescente sfiducia nell'opinione pubblica verso la politica e le istituzioni. Si tratta di un processo che va avanti a ondate continue, alimentato dal populismo e dai mezzi di comunicazione, che prepara le condizioni per soluzioni alla crisi di tipo plebiscitario, e in qualche modo neoautoritario. Non so, Forse sbaglio o esagero. Però questo pensiero si è ripresentato anche leggendo i risultati dell'indagine di Mannheimer sul Corriere . Resta alto il grado di fiducia degli italiani verso la polizia e i carabinieri, le forze armate e il Presidente della Repubblica, mentre cala significativamente nella magistratura, nella scuola e nell'università e nella Chiesa cattolica. In quest'ultimo caso probabilmente pesano gli scandali sulla pedofilia. Ma ne riparleremo....
Quanto ai commenti sull'ultimo taccuino mi preoccupano i toni ammonitori su "ciò che avverrà" e sull'eccitazione per il "caso nazionale". Evidentemente c'è poco da discutere...nel senso del confronto e dell'ascolto.
13 commenti
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domenico 09/07/2010 10.49.33
FASCI ERANO E FASCI SONO RIMASTI.
Milano, tensione al corteo degli operai "Feriti in cinque per le manganellate"
Scontri durante la protesta per la Mangiarotti. La questura: "Non si sono fermati nel punto prestabilito".
http://milano.repubblica.it/cronaca/2010/07/08/news/milano_tensione_al_corteo_degli_operai_feriti_in_cinque_per_le_manganellate-5479459/?ref=HREC1-8
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domenico 09/07/2010 10.32.27
Certo è proprio vero che Berlusconi è l'uomo più bugiardo D'Italia.
Ieri sera nell'intervista al TG 5 affermava:
- La crisi è finita L'Italia cresce di uno 0,4% sul trimestre precedente ed è in linea con L'Europa.
- LA DISOCCUPAZIONE è AL 7,1% IL TASSO PIU' BASSO IN EUROPA
MA COME L'ISTAT A GIUGNO CERTIFICA QUESTO:
Alla crescita della disoccupazione si accompagna un moderato incremento degli inattivi (85.000 mila unità), sintesi di una lieve riduzione delle non forze di lavoro italiane e di una ulteriore crescita di quelle straniere. Il tasso di disoccupazione è pari, nella media del primo trimestre, al 9,1% (7,9% nel primo trimestre 2009).
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/forzelav/20100624_00/
INOLTRE L'OCSE AFFERMA CHE L'AUMENTO DELLA CASSA INTEGRAZIONE A A incidevano per uno 0,5% sull'incremento del tasso di disoccupazione, oggi incidono per il 3,5%. Il dato era stato rilevato anche dalla CGIL alcuni mesi addietro. IN SINTESI IN ITALIA LA CRISI A RIPORTATO IL TASSO EFFETTIVO DI DISOCCUPAZIONE A DUE CIFRE.
http://www.oecd.org/dataoecd/14/21/45603907.pdf
NON SOLO! L'ISTAT CERTIFICA ANCHE CHE GLI INVESTIMENTI INDUSTRIALI FATTO 100 IL 2007 SONO CALATI DEL 14.% COSI COME SONO CALATI DEL 13,50% GLI INVESTIMENTI DELLE SOCIETA' NON FINANZIARIE ( LE FAMIGLIE PRODUTTRICI).
INOLTRE IL REDDITO DELLE FAMIGLIE ITALIANE SI E' CONTRATTO DEL 2,6% SUL 2009, COSI COME SI E' CONTRATTO IL RISPARMIO.
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/redrisp/20100708_00/testointegrale20100708.pdf
L'ITALIA STA TIRANDO LA CINTA, LO DIMOSTRA LA RIDUZIONE DEI CONSUMI ALIMENTARI, MA PER BERLUSCONI IL PAESE VA A GONFIE VELEEEEEEEEEEEEEEE
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domenico 08/07/2010 15.11.29
IN POLITICA COME NELLA VITA E' BENE DARE A CESARE CIO' CHE E' DI CESARE.
QUI SOTTO C'è UNO STRALCIO DELL'INTERVISTA CHE AVEVO EVIDENZIATO IERI.
Rossi chiude le sedi all’estero E dice no al «partito sexy».Niente più uffici nel mondo, resta solo Bruxelles. Risparmio di 404 mila euro Il presidente al Pd: «Ripartire dal lavoro, non ci serve un leader fighetto»
http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/notiziari/rassegna_stampa/quotidiani_periodici/visualizza_asset.html_1666861319.html
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Se PD Nazionale fosse un pò più Toscanizzato e se la Toscana fosse meno D'Alemiana all'ora si che il PD troverebbe la strada maestra del riformismo di CS che pende a sinistra. L'aggettivo democratico in politica acquisterebbe un senso di appartenenza per persone libere che anno attenzione per il sociale e l'uguaglianza. Quell'uguaglianza che è di fatto l'anticamera della giustizia sociale.
Speriamo che il tempo aiuti e che dalla crisi attuale si esca tutti più convinti che la diversità fra CS e CD non è nell'essere contro a prescindere, ma è essere contro a ciò che distante dai nostri valori fondamentali.
Oggi la Germania è la nazione che fa parte del G.8 e che meno di tutte soffre la globalizzazione perchè?
Perchè a loro di Tony Blair o di Bill Clinton e delle loro Terze vie poco importava, loro avevano e hanno fin dal 1959 una visione molto più dinamica e sociale e che vede "l'economia come quel sistema in cui o sta in piedi tutto o crolla tutto".
Fino a quando nelle nostre manifestazioni elogeremo uomini come A.Profumo che hanno scritto saggi sulla responsabilità sociale dell'impresa, ma nello stesso tempo rifilavano i Bond Parmalat ai nostri pensionati per alleggerire i loro impegni nei confronti della Parmalat, o che hanno riempito i Comuni di derivati, sapendo che questi strumenti erano banditi da oltre 20 anni in nazioni come Germania e Inghilterra, con due sentenze analoghe che hanno fatto si che le banche dovessero restituire il mal tolto alla collettività in quanto la PA gestisce i denari pubblici per fornire servizi e non è nei suoi compiti la speculazione.
IL GRANDE RIFORMISTA DI NOI ALTRI E AD DI UNICREDIT E CHE SCRIVE SAGGI SULLA RESPONSABILITA' SOCIALE DELLE IMPRESE, QUESTE COSE LE SAPEVA, MA NON GLI HANNO IMPEDITO DI OPERARE IN MERITO.
Le istituzioni sia formali che informali contano, guidano le persone che di solito tendono ad emulare gli altri. I POLITICI COME LA CLASSE DIRIGENTE DI QUESTO BELLISSIMO PAESE "DEVONO DARE IL BUON ESEMPIO" PER ESSERE CREDIBILI.
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Giuseppe 08/07/2010 9.40.06
Il fremito censorio di Cristiana mi sorprende, ma certo meno del fatto che, in tanti anni, non abbia ancora capito dove sta l'ironia del nomignolo "Filipescu" (con due "p" nella versione filologicamente meno pura). Forse può farlo qualcuno dei frequentatori di questo blog?
In ogni caso, anche il merito delle osservazioni sue e di un Gregorio estivo finalmente appagato tra partitelle a calcetto e biscatine a carte come ogni cosmopolita che si rispetti, mi pare che non tenga conto del fatto che in questo momento il dibattito cittadino verte soprattutto su Rebeldia (vd. Tirreno di oggi), come confermato anche dall'On. Fontanelli nei suoi taccuini, incluso questo qui sopra dove si richiama in modo esplicito (e strumentale, a mio avviso) il contenuto di post precedenti.
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francesco 08/07/2010 8.28.56
Eheheheh
Come al solito non vi piace l'evidenza delle contraddizioni.
Non è una novità, di sicuro continuerò a darvi noia con piacere.
Baci a tutti quanti e vivetevela col sorriso please.
Che la catastrofe attuale lo sappiamo tutti chi l'ha generata.
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domenico 07/07/2010 23.27.03
Ocse: la crisi ha distrutto 17 milioni di posti di lavoro.Giovani (occupazione -8,4%) e precari (-7,7%) i piu' colpiti. Riequilibrare protezione tra lavoro permanente e precario.Quasi 17 milioni di persone hanno perso il posto di lavoro nell'area Ocse tra la fine del 2007, quando il tasso di disoccupazione era al minimo record del 5,8% e il primo trimestre 2010 quando ha raggiunto un massimo post-bellico dell'8,7%. Nel passaggio da una profonda recessione a una fragile ripresa, le file dei senza lavoro sono destinati a calare solo lentamente, avverte l'Ocse nel rapporto annuale sulle 'Prospettive dell'Occupazione', in cui stima una disoccupazione ancora superiore all'8% a fine 2011.
Focus Italia:
L’impatto della crisi sul mercato del lavoro italiano è stato fino a oggi moderato rispetto a molti altri
paesi OCSE. Tuttavia, il Rapporto OCSE sull’occupazione 2010 suggerisce un peggioramento delle
condizioni del mercato del lavoro nell’ultimo anno. A maggio del 2010, il tasso di disoccupazione ha
raggiunto l’8,7% in Italia, vale a dire un incremento di 2 punti percentuali dall’inizio della crisi
(dicembre 2007), inferiore alla crescita media dei paesi OCSE sullo stesso periodo (2,8 punti
percentuali). Gran parte della crescita della disoccupazione è avvenuta in Italia nell’ultimo anno, in
cui la disoccupazione è aumentata di 1,2 punti percentuali. Inoltre la ripresa dell’attività economica
non porterà probabilmente a una creazione significativa di occupazione nel breve periodo: infatti, le
proiezioni OCSE suggeriscono che la disoccupazione rimarrà pressoché costante sino alla fine del
2011.
Focus Italia lingua IT
http://www.oecd.org/dataoecd/14/21/45603907.pdf
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Speriamo Bene se fosse il 2011 la fine della crisi ci metterei la firma. Purtroppo sto leggendo il saggio appena uscito di Nouriel Roubini e Stephen Mihm dal titolo " La crisi non è finita".
Vi confesso che i dubbi su una probabile ripresa nel 2011 non sono pochi e a buon motivo.
PS:
A proposito di sprechi, Rossi è partito alla grande, dopo il taglio alle auto blu, ora è passato al tagli delle sedi Regionali all'estero ( Leggi Il tirreno di oggi) con un risprmio annuale di 404 milioni di euro l'anno. Non pochi se venissero inseriti in un piano decennale simpotrebbero costruire diversi asili e risolvere il problema in Toscana. Una volta si chiamava programmazione economica. speriamo che Rossi che è un cinquantenne cresciuto alla vecchia maniera si ricordi di certi principi dal profumo socialista che guarda ai problemi reali del vivere sociale.
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Raffaele 07/07/2010 23.00.00
Fino a qualche anno fa valeva il seguente teorema: Berlusconi taglia agli enti locali, governati per l'80% del centrosinistra, con il doppio vantaggio di reperire risorse e minare il consenso dell'avversario politico. Ora questo teorema vale ancora? Non è che la Lega, ormai forza ben più radicata (non solo a Treviso), si oppone? Sia per interesse personale perchè amministra, sia perchè in fondo si accorge che la manovra finanziaria è pesantemente centralista? Sarebbe interessante capire se ci sono anche queste dinamiche all'interno del centrodestra.
In assoluto invece trovo scandaloso che a pagare siano soprattutto i ceti più poveri, con una manovra che tagliando il welfare locale taglia le opportunità e le eguaglianze. Ma la crisi non è stata responsabilità della classe dirigente? Perchè allora non tassare rendite e redditi alti? E' indubbio che sprechi ce ne sono negli enti locali (e probabilmente ce ne sono ancora di più negli enti centrali), ma quanto può il centrodestra tirare la cinghia con questa giustificazione?
Per evitare sprechi non sarebbe più coerente dare agli enti locali una vera autonomia finanziaria? Gli enti locali reperiscono le risorse come meglio credono e così le spendono, lasciando ai cittadini il compito di decidere del loro operato. Questo sarebbe federalismo.
L'unica cosa che mi sembra positiva di questa discussione è la service tax, inserita nel decreto sul federalismo fiscale. Che va in questa direzione, anche se non ancora sufficiente. Linko per chi è interessato a capire cos'è: http://pisainformaflash.comune.pisa.it/portal/it/notizie/dettaglio.html?nId=4787
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gregorio 07/07/2010 22.47.17
Il problema non è tanto il tono. Quanto i contenuti: la crisi economica? macchè c'è Rebeldia! I diritti dei migranti? Macchè c'è Rebeldia! Gli asili nido per i nostri bimbi?No, no, parliamo di Rebeldia! Che palle !! La quintessenza del provincialismo. Spero davvero che per una volta Domenico abbia ragione e che si sia prossimi alla fine di questa pantomina ... E intanto gioco parecchio a calcetto (ah ieri ho fatto doppietta) e nel tempo libero a tressette ... attività che reputo molto più appagante che non partecipare alla parodia di un dialogo.
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cristiana 07/07/2010 20.50.38
il tono di Giuseppu e Francesco è sgradevole e francamente intollerabile. Non sta a me dirlo, ma se vi interessa non discutere veramente ma solo attaccare la giunta di Pisa e il titolare di questo blog, perchè lo frequentate?
Non avete altri spazi democratici, perchè solo un "provocatore che architetta teoremi" ve ne offre?
Perchè si deve sempre parlare di Rebeldia anche quando, come oggi, in ballo c'erano i disastri del governo nazionale, lanciati in qs. taccuino?
Non se ne può più. I teoremi, per ora, sono i vostri, e come si dice a Pisa, voi da voi ve la dite e da voi ve l'intendete. Alla faccia della discussione.
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francesco 07/07/2010 15.53.23
Caro Giuseppe,
non cada nelle provocazioni di Paolo Fontanelli.
E' un furbo lui, mica come Raimondo Pistoia che ieri ha fatto uno show indegno.
Tutti i nodi stanno venendo al pettine.
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Giuseppe 07/07/2010 12.09.25
On. Fontanelli,
non so se la sua preoccupazione sia anche la mia, ma l'italiano quando è chiaro non si presta a strumentalizzazioni. Dunque, a scanso di equivoci, chiarisco che quando parlavo di "ciò che avverrà" mi riferivo all'ipotesi di sgombero forzato di Rebeldía in un'eventuale clima di criminalizzazione da parte delle istituzioni cittadine; mentre il "caso nazionale", naturalmente, non sarebbe certo l'atteggiamento tenuto da Rebeldía, che a me pare un esempio di coerenza e correttezza nelle relazioni pubbliche, ma quello di un'intera città governata dal centro-sinistra che si rivelasse incapace di preservare un bene prezioso come il progetto di 30 associazione, che da anni prestano un servizio gratuito alla cittadinanza, senza chiedere denaro pubblico a nessuno. Ecco, mi preoccupa le forme in cui si intende porre fine a questa esperienza. Quanto al resto, On. Fontanelli, è inutile che provi ancora una volta ad architettare teoremi: nel modo in cui parlo i toni ammonitori ce li vuole avvertire solo lei.
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domenico 07/07/2010 11.42.17
O.T
Ricchi e Poveri. Disuguaglianze, crescita e crisi di Maurizio Franzini.
Listino. € 15,00 – Editore:Università Bocconi – Data uscita: 28/04/2010 – Pagine: 216.
L’aumento delle diseguaglianze nel nostro paese, la loro persistenza. In “Ricchi e poveri”, da poco in libreria, un’analisi delle radici dell’Italia ingiusta.
Il saggio è stato recensito anche dal centro studi NENS dove viene pubblicato il capitolo conclusivo del libro.
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Alcuni stralci del saggio li potete trovare qui: http://partitodemocraticobientina.wordpress.com/
A corredo ci sono alcuni grafici di comparazione per la spesa pubblica a sostegno del sociale in Europa e una mappa della richezza mondiale.
Ora c'è un problema politico non da poco e del quale dovremmo tutti prenderne atto, le divergenze sociali a livello internazionale stanno minando le basi della Democrazia nei paesi occidentali e falciano le conquiste sociali ottenute nei paesi di prima indutrializzazione.
Su questi tempi il PD è sempre stato vago a sempre evitato le analisi scomode, quelle che servono per individuare le cause. Ci siamo limitati a magnificare la morale del Welfare State ( che io condivido) ma non ci siamo mai domandati che cosa mina questo welfare state. Eugenio Scalfari afferma che subiamo l'effetto dei vasi comunicanto del mondo globale dove l'acqua si abbassa a discapito della forza lavoro.
IN tutte le analisi economiche sulla crisi si evita attentamente di parlare di cosa fa si che le indutrie delocalizzino nei PSV.
Eppure una delle teroie economiche di maggior successo nata alla fine del XX secolo afferma che l'impresa per essere competitiva si deve posizionare su leaderschip di costo. Tradotto: il lavoro è una merce come le altre è il capitalismo anarcoliberista acquista quella merce dove costa meno.
La bolla è scoppiata con i mutui subprime, la cosa della crisi esiste per il fatto che il mondo della produzione capitalistico si sta riposizionando basando la propria competizione suòl contenimento dei costi in particolare sul contenimento del costo che riguarda la forza lavoro. Un governo dispostico e non democratico come quello Cinese fa il resto creando la più grossa anomalia da quando è nato il capitalismo, Un paese relativamente povero come la Cina con un reddito nazionale (PIL/abitanti) procapite di appena 2000 $ finanzia la più grande economia del mondo con un reddito nazionale di 46.000 $.
E questo vale anche per i paesi dell'est Europa, dove un ingegnere informtico costa 500 euro al mese.
Cosa gli diciamo ai nostri giovani laureati che in quanto tali sono uomini della conoscenza ( per conoscenza si intende colui che detiene le informazioni per risolvere il problema) emigrate il polonia a 500 euro al mese.
DOVE E' LA POLITICA DEOCRATICA E SOCIALE IN TUTTO QUESTO?







Keynes, la globalizzazione, l’India di David Singh Grewal
http://partitodemocraticobientina.wordpress.com/2010/07/09/keynes-la-globalizzazione-l%E2%80%99india/#more-5859
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LIMES:Esiste un’India dopo Amartya Sen? Pechino arranca, Delhi spera,di David Singh Grewal
http://temi.repubblica.it/limes/esiste-unindia-dopo-amartya-sen-pechino-arranca-delhi-spera/10033
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PS: Stasera inizia la festa provinciale del PD a Fornacette, Venite in massa e soprattutto venite al Bar :-)