Il taccuino di Paolo Fontanelli
Dell'iniziativa sull'attuazione del programma della giunta Filippeschi ... e del mondo dell'informazione, incluso quella locale
Ieri si è tenuta l'iniziativa promossa dai partiti della maggioranza per fare il punto sui primi due anni di attuazione del programma della giunta Filippeschi. Il Sindaco ha fatto l'introduzione e poi sono seguiti gli interventi dei segretari comunali dei partiti e della lista per Pisa. Il messaggio era chiaro: stiamo lavorando per rispettare gli impegni presi con gli elettori pisani e con la città nel suo insieme, e come forze di maggioranza sentiamo la responsabilità e l'impegno di garantire pienamente la governabilità del Comune. Questo perché la stabilità è una condizione essenziale per affrontare e risolvere i problemi, tanto più in un momento di crisi. Ovviamente ciò non significa che la maggioranza si chiuderà al confronto con altre forze, ma considera fondamentale e primaria la coerenza programmatica, prima ancora di astratti ragionamenti sui rapporti politici. Ecco invece che stamani un giornale titola "Allargare la maggioranza" e sintetizza su questa ipotesi il senso dell'incontro, senza mai menzionare che si trattava di una iniziativa promossa dai partiti della maggioranza. Anzi, se mettiamo insieme il "libero" racconto con le foto, sembra quasi che l'incontro fossse fra il Sidaco e i rappresentanti di Rebeldia. Che dire? Se l'informazione è questa c'è di che preoccuparsi, forse almeno quanto l'imbavagliamento. A farmi fare queste considerazioni ha contribuito anche la pubblicazione con grande evidenza, di una foto di Oliviero Toscani (uno che fa tutto per altruismo e con disinteresse.....quasi gratuitamente) sulla "Toscana sfregiata dal cemento". Si tratta di un'immagine presa in lontananza, forse dall'Aurelia, che ha sullo sfonto la cupola del Battistero e la parte alta della Torre dietro alcune costruzioni. La didascalia recita: "Brutture toscane. Il capannone che impedisce di vedere la torre di Pisa". Se non sbaglio il capannone che si vede nella foto è quello realizzato dall Soprintendenza archeologica per conto del Ministero dei beni culturali al fine di restaurare e conservare i reperti dello scavo delle navi romane, regolarmente autorizzato del comune. Il paradosso è che gli stessi autori di questa campagna fotografica, volta a denunciare gli sfregi al paesaggio permessi dalle amministrazioni comunali, indicano proprio le Soprintendenze come il soggetto più adatto e qualificato per garantirci dalle "brutture e dal cemento". Ovviamente questa è una battuta perché anch'io penso che il ruolo delle Soprintendenze sia importante, anche se andrebbe seriamente sburocratizzato. Però questa circostanza serve a mettere in guardia da certe campagne semplicistiche e un po' mistificatorie per lo più fatte per dare visibilità ad alcuni personaggi. Comunque dietro a quei capannoni che si vedono in primo piano nella foto, ci sono molte altre case edificate in periodi diversi, probabilmente dall'ottocento fino aglia nni settanta, e anche le antiche mura medievali ch, anche loro, impedirebbero di vedere interamente i monumenti della Piazza dei Miracoli.
Mi rendo conto che queste considerazioni mi hanno portato fuori dal ragionamento che volevo fare sul risultato, positivo, dell'iniziativa di ieri ma ci tornerò sopra i prossimi giorni. Anche su alcuni punti "deboli" , a mio parere, delle cose dette da Enrico Rossi nel suo intervento conclusivo. Mi preme ora invece ribadire una posizione di forte perplessità, che ieri sera tutti abbiamo ribadito, sulla ipotesi di accordo fra il governo e le associazioni dei comuni e delle province (Anci e Upi) sulla manovra finanziaria. Se l'accordo si fonda, come abbiamo letto sui giornali, su alcune concessioni di cose già annunciate e promesse, come il passaggio del catasto ai comuni e un allentamento del patto di stabilità, e sul varo della Service Tax, che si configura come una semplice partita di giro che finisce solo per rendere più incerte le entrate degli Enti Locali, si potrebbe dire che Chiamparino ha preso un abbaglio, oppure si è piegato alla mediazione condotta da Alemanno. Spero che non sia così. Aspetto di vedere nero su bianco il testo dell'intesa. Ma mi auguro che un allerta simile, e forse ancora più marcato, lo sentano tutti i sindaci d'Italia. Perché da qui, da questi provvedimenti, passa la possibilità di rilanciare, si o no, il ruolo delle autonomie locali.
41 commenti
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francesco 15/07/2010 9.10.03
Gregorio caro,
ti consiglio di contattare il gestore del blog e tramite lui fissare un appuntamento con me.
Dove vuoi.
Le tue domande te l'ho già detto, sono malposte.
E dato che riguardano un processo in corso (e nè io nè te abbiamo niente a che fare con CPT e Pisa Città Aperta, almeno credo) non ho intenzione di perdere tempo nel risponderti in questa sede.
Vieni pure con Henry e tutti gli interessati, ma guarda che non ti racconterei niente di nuovo. Tutte le parti interessate sanno già tutto.
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Giuseppe 15/07/2010 1.09.21
Ah, come le piace buttarla in rissa, Gregorio. Ma tanto con me non attacca... Può sempre rivolgersi a Francesco però.
Ad ogni modo, le sue domande sono quattro e non tre, oltre ad essere certo meno interessanti (perché su questione assai più specifica) dei quattro nodi di riflessione su cui avevo proposto di discutere l'articolo di Marrucci. Ma ormai è sempre più chiaro: a lei piace esprimersi per via di provocazione. Contento lei... A volte il suo modo di condurre le argomentazioni è così strumentale che temo quasi che sia "prezzolato". Ma forse mi sbaglio. O no? Con le sue quattro domande sempliciotte lei vorrebbe far dire a qualche suo interlocutore che Rebeldía usa Pisa città aperta come paravento, o qualche altra affermazione che subito cavalcherebbe strumentalmente con la sua logica burocratichese che ammazza tutto ciò che vive al di fuori del suo partito (che non ha la tessera, lo racconti a qualcun altro...). Ma purtroppo per lei, non funziona così. Basta guardare a Roma, dove un certo signor Veltroni (che mi pare abbia fondato il PD, ma forse era un omonimo), ha assegnato con la stessa formula numerosi spazi a centri sociali dai contenuti ben più poveri di Rebeldía. A Pisa si è semplicemente fatto quel che si è fatto ovunque, solo che poi qui il PD è diventato sempre più autoritario e impaurito: dunque, cambio di rotta e guerra aperta a tutto quello che si muove al di fuori del partito. Il fatto è che la logica di grigiore di cui lei si fa paladino, credendosi evidentemente più astuto degli altri, oggi minaccia di uccidere un posto vivo, mentre ogni giorno ne lascia in piedi fior di cadaveri, come la Leopolda, pure oggetto di assegnazione diretta, al pari di un'altra sessantina circa di associazioni a cui in città sono stati concessi spazi e sedi, con assegnazione diretta e comodati molto spesso scaduti da anni (la fonte è ufficiale, chieda in Comune). Ma c'è di più, perché in realtà, a Pisa, non si è mai concesso un bel niente con il bando. Chi conosce il mondo delle associazioni lo sa bene (non so come funzioni con i campi di calcetto). Insomma, alla faccia della generosità del Comune, solo per Rebeldía ci si inventa l'indispensabilità di questo strumento (peraltro evidentemente truccato, visto che ogni due per tre il sindaco o qualche assessore dicono che per Rebeldía c'è via Saragat: ma se c'è il bando, allora non si può sapere prima chi vince).
Personalmente, trovo tutta questa manfrina ridicola e indegna di una seria amministrazione che si impegni per il progresso civile del territorio che governa. Aggiungo che mi dispiace che una persona come lei, che forse è in malafede, ma stupida non lo è di certo, si presti per interessi probabilmente personali (di carriera, o di convenienza, non so...) a questo giochino. Resta il fatto che mentre lei fieramente tenta di delegittimare con le armi di Azzerccagarbugli, l'amministrazione una soluzione non l'ha ancora tirata fuori, nonostante tanti bei proclami... Se continua così, l'esito sarà che Pisa perderà Rebeldía, il Comune uscirà fortemente indebolito dall'aver sgomberato nel pieno di agosto un patrimonio unico costituito da 31 associazioni alcune delle quali di assoluto spessore (insomma, un'amministrazione targata PD che sgombera Emergency non ci fa proprio bella figura, mi sa... poi voglio vedere come ci tornate in piazza a strapparvi le vesti per gli ospedali in Afghanistan), e i pisani, che fessi non sono, si renderanno sempre più conto della reale natura politica della giunta Filippeschi, che ormai senz'ombra di dubbio lavora per far vincere la destra in città nel 2013.
Ai suoi sterili trucchetti, alle alchimie di una legalità che fa solo gli interessi di chi gestisce il potere, caro Gregorio, rispondo che la sostanza non la si cancella, che sono tante a Pisa le persone che sanno che cosa significa perdere Rebeldía e la sua straordinaria offerta di servizi sociali e attività culturali. Questo è un fatto, caro Gregorio, ed è l'unica cosa vera che importi in questa discussione.
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gregorio 14/07/2010 22.37.12
Mah Giuseppe ... che le devo dire? Francamente del suo imbarazzo m'importa una ... ha capito che cosa vero? Via non mi esseve volgave ... Più interessante sarebbe confrontarsi sul merito delle tre domande ... (sempre meno delle 8 otto di repubblica e dei suoi 4 punti). Superato l'imbarazzo Giuseppe, lei sa rispondere? Dubito fortemente. Franci, invece, saprebbe rispondere eccome ... ma andrebbe parecchio in difficoltà. E, quindi, vergognosamente glissa.
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henry 14/07/2010 21.21.35
Vedi Luciano non meriteresti risposta ma “in noi esseri umani c’è una certa soggezione di fronte a ciò che accade veramente all’interno dell’altro. È la paura dinanzi a quel nucleo misterioso … che sfugge ad ogni possibile addomesticamento sociale … perché è tutto il contrario del politicamente corretto … perlomeno nei contesti dell’ordine sociale vigente fra persone civili.” (DG)
Mentre di tutto cuore mi viene da citarti la famosa frase di d’alema a sallusti …. Goditela.
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Giuseppe 14/07/2010 17.35.50
Ehm... Gregorio, a volte confesso di imbarazzarmi per lei e per i discorsi che fa. Poi penso che sta solo provocando e mi sento risollevato.
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francesco 14/07/2010 17.14.31
Paolo Fontanelli docet:
Eheheh
caro Gregorio, arrivi tardi.
Le tue domande sono malposte, ed è per questo che comunque vada il Comune è spacciato.
Anche Rebeldia non è messa benissimo, ma qualche speranza ancora ce l'ha.
Comunque, in tribunale la partita è fra CPT e Pisa Città Aperta. Sulla politica invece potrebbe essere fra la città e l'Università.
Il resto è fuffa.
Te lo ripeto, la Rebeldia non è legata allo spazio fisico, ma grazie allo spazio fisico è un bene prezioso per la città.
Chiedi ad Henry la tecnica per capire questo commento.
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gregorio 14/07/2010 17.05.00
Riformulo le domande Franci:
1. Rebeldia non ha mai avuto alcun titolo per stare in via Cesare Battisti?
2. Non esiste nessun accordo fra Rebeldia e Città Aperta?
3. Chi sono i notabili di Città Aperta?
4. Quali sono le attività svolte negli ultimi 4 anni da Città Aperta?
Altrimenti a quelli duri come me viene il dubbio che tanta intellighenzia si sia mossa non perchè crede nel grandeprogettorebelde (sempresialodato), ma perchè ... insomma ... magari poi gli tocca pagare a lei. Il che sarebbe un po' miserino ...
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francesco 14/07/2010 16.55.49
Ooooppss
la frase finale giusta è questa:
Te lo ripeto, la Rebeldia non è legata allo spazio fisico, ma grazie allo spazio fisico è un bene prezioso per la città.
Sennò l'algoritmo di Henry salta e magari poi Filippeschi si preoccupa.
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francesco 14/07/2010 16.53.46
Eheheh
caro Gregorio, arrivi tardi.
Le tue domande sono malposte, ed è per questo che comunque vada il Comune è spacciato.
Anche Rebeldia non è messa benissimo, ma qualche speranza ancora ce l'ha.
Comunque, in tribunale la partita è fra CPT e Pisa Città Aperta. Sulla politica invece potrebbe essere fra la città e l'Università.
Il resto è fuffa.
Te lo ripeto, la Rebeldia non è lagata allo spazio fisico, ma grazie allo spazio fisico è un bene prezioso per la città.
Chiedi ad Henry la tecnica per capire questo commento.
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gregorio 14/07/2010 16.47.55
Sapevo della storia di Città Aperta, ma immaginavo fosse collegata, e d'accordo, con Rebeldia. La tua, però, Franci, è sicuramente una rivelazione molto interessante.
Se Città Aperta non c'entra nulla con Rebeldia, voglio capire una cosa: il Cpt (chiedo venia, non il Comune ... è enorme la differenza?)ha fatto un accordo con un'associazione e poi Rebeldia gli ha fregato il posto e nessuno, comune incluso, ha detto nulla? Oppure c'erano un accordo fra "Città Aperta" e Rebeldia (magari di quelli sulla parola che piacciono ai rebeldi per poterseli, eventualmente, rimangiare a geometria variabile)? Mi sai dire quali sono le attività prevalenti dell'associazione "Città Aperta" e elencarmi le iniziative fatte negli ultimi quattro anni da questa associazione tali da giustificare una sede di tali proporzioni? Dunque "Rebeldia" è una cazzata fin dall'origine nel senso che non ha mai avuto alcun titolo legale per stare lì? E ancora: il 20 in tribunale di chi si va a discutere? Di "Rebeldia" o di "Città Aperta"? Chi sono questi nomi illustri? Falli perchè è il caso di tirarli in ballo. E che anche loro comincino a spiegare un po' di cosette. Perchè delle due l'una: o c'era un accordo fra "Rebeldia" e "Città Aperta" oppure, dal punto di vista della titolarità legale, "Rebeldia" è sempre stato un falso fin dall'inizio. E se la mia fosse una cazzata a parole, quella rebelde sarebbe una gran bella stronzata nei fatti. Ma spiega un po' geniale Franci e conducici sulla retta via.
PER GIUSEPPE
Se fosse vero quanto lei scrive -"Nel Dizionario di italiano, “disponibilità dell’area” significa che uno è entrato fisicamente in possesso di un luogo"- significherebbe che potrei aspettare che lei esca di casa al mattino, occupargliela e mandarla a dormire dalla suocera ... perchè tanto, siccome, "l'area"=casa sua è "entrata nella mia disponibilità", lei non può farci nulla finchè io non decido di andarmene ... Via su ... giochi di più a calcetto dia retta, lo sport fa bene ...
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Giuseppe 14/07/2010 15.43.30
O forse, caro Luciano, si capisce anche fin troppo bene e l'amministrazione si difende pensando che basti muovere gli scherani travestiti da cittadini qualunque. A proposito di giochi di sponda, gliene racconto uno a cui ho avuto modo di assistere recentemente, che mi ha lasciato letteralmente esterrefatto. Conferenza di presentazione del progetto esecutivo della Sesta Porta. Caldo torrido e pubblico d'apparato arrogantemente distratto e che con il suo parlottare senza fine impedisce di sentire la voce dei relatori. Si avvia il dibattito. Nessuno ha voglia di intervenire, naturalmente, anche perché è stato appena presentato il più bello dei mondi possibili, che ci sarà mai da aggiungere? Si alza allora un membro di Rebeldía che fa il suo intervento, educato, concreto, per più aspetti devastante (tanto da provocare un paio di giorni dopo un'eruzione di risentimento sotto forma di comunicato del tesserato PD Montrone). Alla replica tra l'affannato e l'imbarazzato a cui sono chiamati gli architetti dello studi Valle, segue la richiesta di intervenire di un signore che si presenta come un "cittadino". Alberto Paolicchi, presidente Pisamo e una lunga esperienza di servizio nel partito alle spalle, lo guarda implorando la brevità. Forse non ha ancora capito che cosa ha in mente lo scherano. Il signore attacca subito il membro di Rebeldía, dicendo che in realtà la Sesta Porta è un progetto di riqualificazione sociale (Sic!), come mostra il parco delle mura (peccato che, se mai si farà, lo vedremo anni dopo che la colata di cemento della Sesta Porta sarà stata gettata). In ogni caso, il signore prosegue, ed elogia elogia elogia, quasi da restare attoniti tanta è la pertinenza con cui interviene sulla Sesta Porta. Oh, lo sa chi era quel signore che si è presentato come un "cittadino": un membro del CdA della CPT, proprietaria dell'area dove deve sorgere la Sesta Porta... Io trovo tutto questo fantastico, quasi quanto le lettere di Raimondo Pistoia che intervengono sulle politiche sociali del Comune, sostenendole, nello stesso istante in cui la moglie è assessore al Sociale. Poi, per carità, qualcuno continuerà a sbraitare contro Marrucci e a gridare all'imbavagliamento per un articolino del Tirreno...
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luciano 14/07/2010 14.52.33
Sinceramente è triste leggere che il deputato di questa città apprezzi le parole di henry in un gioco di sponda un pò... come dire... povero? piccolo?
Non è la prima volta che Fontanelli ed Henry si difendono a vicenda. Penso che questo Henry (sedicente precario a cui fa schifo il mondo ma poi ha tempo per difendere deputati e imprenditori) sia lo stesso che attaccò i meridionali dicendo che non gli piaceva chi "veniva in questa città, cercando di ottenere il massimo per poi andare via, violentando la città" . Credo si riferisse a qualche candidato meridionale esponente del Pd. Poi si scusò: Fontanelli lo difese. Ora abbiamo scoperto che difende gli imprenditori siciliani che, a quanto mi risulta, non sono venuti a fare beneficenza a Pisa ma a costruire (LEGITTIMAMENTE, COI I PIANI REGOLATORI REGOLAMENTE APPROVATI DAL COMUNE) alberghi e case. La cosa è più che legittima. Figurati, io sono meridionale, ma è contradditorio che henry attacchi i meridionali che non hanno le idee come le sue e poi difenda, letteralmente (addirittura gli consigli di querelare i giornalisti: non capisco quali, Report? Il fatto? La trasmissione di Report è di dieci anni fa) un imprenditore che è venuto legittimamente a fare profitto. Strano. Triste. Riguardo al giornalista, che non conosco, faccio notare che ha fatto riferimento ad una trasmissione di report nella quale veniva chiesto agli imprenditori perchè non si acquistava il cemento dalla ericina dopo che questa era stata requisita dallo Stato. Report è una trasmissione seria. Ognuno tragga le sue conclusioni. Mi sembra però che si faccia finta di non capire... in questa città. Molto triste. Davvero molto triste.
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francesco 14/07/2010 9.38.55
Scusate se reintervengo subito, ma non avevo letto bene questa cosa scritta da Gregorio:
“risulta anche dal contratto di comodato gratuito fra Comune e Rebeldia del 2006 con cui Rebeldia s'impegna (?!?) a lasciare l'immobile prima dell'inizio dei lavori”
Ecco, hai detto una cazzata. Il comodato gratuito è fra CPT e Pisa Città Aperta. Il Comune non ha mai avuto la disponibilità dell’area, e la Rebeldia è prima di tutto un approccio alla vita che ormai ha contagiato molti a Pisa, fra i soci fondatori di Pisa Città Aperta ci sono nomi illustri che nemmeno ti immagini. C’è da dire però che l’operato del Comune di questi ultimi 4 anni sta danneggiando pesantemente sia Rebeldia che Sviluppo Pisa (nuovo proprietario dell’area). Comprendo il lapsus di Gregorio, del resto a quell’ora della notte a calcetto è un po’ complesso giocare e la mente tende ad essere poco lucida. Deve aver pensato la stessa cosa il Paolicchi quando l’hanno convinto a fare un favore all’Università nel 2006 (che ora non viene ricambiato, col serio rischio di far cadere la città in un buco nero).
E poi chiariamo anche quest’altro falso storico: i lavori della Sesta Porta non stanno per iniziare, dato che il bando pubblico per l’appalto verrà affidato realisticamente verso novembre. Ora dovrebbero partire solo le demolizioni, che sono state scorporate dai lavori della Sesta Porta per motivi a me incomprensibili. Forse per fare una forzatura nei mesi estivi?!?
Ma io sono un farabuttu, e inossidabilmente ottimista: Rebeldia finirà presto all’Ex Asnu. Il resto è una chiacchiera estiva.
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francesco 14/07/2010 8.44.15
In effetti tutto passa...
A modo diverso lo dicono anche i signori qua sotto:
http://www.youtube.com/watch?v=9DiLw1EjpWQ
http://www.youtube.com/watch?v=dHinxZGcSNI&feature=PlayList&p=B7428A8168C1BCEF&playnext_from=PL&playnext=1&index=1
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Paolo Fontanelli 14/07/2010 3.14.57
Bravo henry. E non fare caso a quelli delle pagelle, ai sentenziatori. Passeranno....anche loro
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Giuseppe 14/07/2010 1.47.58
Gregorio, sarà il caldo, sarà l’ora tarda, ma se io mistifico, lei dà prova di scarsa lucidità verbale. Nel Dizionario di italiano, “disponibilità dell’area” significa che uno è entrato fisicamente in possesso di un luogo. La metta un po’ come vuole, ma mi pare evidente che non sia così e infatti c’è mezza città che ragiona e discute di come trovare una vera soluzione per far partire i lavori della “Sesta Porta” senza sacrificare Rebeldía (l’altra metà si vede giocherà a calcetto). Poi, se con i suoi sofismi mi vuol far dire che vorrei mettere Rebeldía per strada, faccia pure. Intanto, le associazioni sono lì, ogni giorno in via Battisti c'è vita, la città lo sa bene e questo è un nodo che non si può eludere. Sulla parola data dall'On. Fontanelli e dall'On. Filippeschi, sarebbe bello che almeno uno dei due chiarisse la questione: mi chiedo però se sia davvero possibile, perché la verità potrebbe essere in contraddizione con la linea di sabotaggio della trattativa che si continua a tenere.
Sui permessi di soggiorno all’anagrafe, non ho niente contro, ma di per sé non sono certo ragione sufficiente per aver montato tutta quella scenetta con Maroni. Aggiungo poi, per completezza ma anche con preoccupazione, che non solo di questa iniziativa non se ne è più sentito parlare, ma a quanto pare neppure all’ANCI ne hanno mai sentito parlare per quanto riguarda Pisa… Comunque, concediamoci fiduciosi il beneficio del dubbio. Del resto, è noto in tutta Italia come la giunta Filippeschi si sia distinta per il grande impegno con cui si è battuta per i diritti dei migranti in questi due anni. Direi che si è dimostrata un’assoluta priorità del programma, i cui risultati sono infatti riconosciuti e apprezzati da tutte le comunità di stranieri in Toscana, nessuna esclusa. Tutti ripetono in coro unanime: "Grazie, Sindaco Filippeschi!"
Quanto al cemento, da buon cittadino io mi attengo alle parole del Sindaco Filippeschi, che a fare la somma delle cubature di nuove costruzioni di cui si è vantato in varie occasioni pubbliche recenti non si finirebbe più. Non c’è che dire, un vero “uomo del fare”. Qui riconosco però che si tratta di un problema di carattere nazionale: un paese corrotto finisce per essere incapace di mantenere un sistema produttivo reale e non può che ridursi alla sterile economia del mattone, con danni evidenti sul paesaggio e sulla qualità della vita di cittadini vessati da lavori senza fine come il parcheggio di piazza Vittorio Emanuele (peraltro poco frequentato, mi pare…). La cosa si fa ancor più inquietante quando si spaccia tutto questo per sviluppo e riqualificazione, mentre portare decine di autobus a manovrare ogni giorno nello stretto di via Battisti creerà, temo, una situazione a dir poco imbarazzante per l’amministrazione (inquinamento acustico, smog, traffico insostenibile, ecc.). Con la logica cementizia, infine, si continua a privilegiare un tipo di trasporto sbagliato (qui mi riferisco soprattutto al parcheggio di Piazza Vittorio, ma anche alla folle folle idea di trasferire un deposito di autobus in centro), anziché favorire l’uso della bicicletta (lo stato delle piste ciclabili in città è penoso, ma naturalmente i tagli del governo Berlusconi avranno colpito proprio sulla voce di spesa relativa alla loro manutenzione, immagino). Per fortuna che il parco della Sesta Porta darà il segnale che le cose cambiano: anche qui mi sembra che sia tutto pronto per partire, vero?
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gregorio 14/07/2010 0.46.56
Giuseppe come sempre mistifica. Scrivo intimorito perchè so già che l'esimio Giuseppe attaccherà un "pippone" quanto meno pari al mio.. A cui, ovviamente, mio malgrado non potrò esimermi dal rispondere ...
Punto 1. E' un'opinione personale. Non sono d'accordo. Ma ci sta.
Punto 2. Giuseppe dice il falso quando afferma che l'amministrazione "non sa fare il proprio mestiere perchè fissa un calendario prima di essere sicura della disponibilità dell'area". L'area è sempre stata disponibile: il progetto Sesta Porta esisteva da ben prima della concessione a Rebeldia. Questa non è un'opinione: risulta anche dal contratto di comodato gratuito fra Comune e Rebeldia del 2006 con cui Rebeldia s'impegna (?!?) a lasciare l'immobile prima dell'inizio dei lavori (quanto detto, fra l'altro non è mai stato smentito neppure da Rebeldia -e come potrebbe?-, la quale, invece, sostiene esservi un accordo sulla parola con Fontanelli e Filippeschi per trovare una sede definitiva a Rebeldia. Su questo, se vorranno sapranno dire Fontanelli e i rebeldi dell'epoca. Io, anche allora, mi trastullavo parecchio col calcetto). Seguendo il ragionamento di Giuseppe, l'errore sarebbe stato fatto quindi nel 2006, quando il comune decise di dare sede a Rebeldia (che allora era stata sfrattata dall'Università) in un luogo su cui già esisteva un progetto che, però, sarebbe entrato nella fase esecutiva qualche anno più tardi. Ergo,secondo Giuseppe Rebeldia doveva rimanere per strada. Ovviamente non la penso così.
punto 3. Quanto meno nel caso della Sesta Porta la questione della cementificazione è una palese palla. Come risulta dai documenti di progetto illustrati pubblicamente, a lavori conclusi i volumi degli immobili saranno significativamente minori degli attuali. Stesso discorso per il Porto di Marina: a lavori ultimati i volumi saranno minori dei ruderi degli ex stabilimenti fiat come risulta dai documenti di progetto illustrati pubblicamente. Se poi il problema è che quando butti giù una roba e ne rifai un'altra ... c'è sempre qualcuno che la ricostruisce e questo qualcuno ci guadagna ... Quello è il lavoro del costruttore: bisognerebbe fare una legge che lo vieta e tutti andremmo a vivere in campeggio (ah no ... poi ci guadagnerebbero quelli che fanno le tende). Se Giuseppe è a conoscenza di casi di speculazione (questa mi pare l'allusione di Marrucci -sempre sia lodato e guaiachilocriticacheluilavoraperreportmastiamoscherzando) avvenuti nella nostra città, è pregato di renderli noti citando le circostanze di fatto in cui sarebbero avvenuti. Non solo sul blog e su Report (Gabbanelli santa subito), ma anche alla magistratura.
punto 4. Nulla da eccepire sulla fatto che un sindaco possa incontrare un ministro, anche se questo si chiama Maroni ed è della Lega. Ma anch'io avrei preferito maggiore sobrietà. Ciò detto, sulla questione del patto sicurezza i rebeldi glissano agevolmente sulla sperimentazione dei permessi di soggiorno all'anagrafe comunale. Quella che per intenderci che avevano provato a fare (senza riuscirvi), quando erano ministri, prima Livia Turco. E poi Ferrero. E che, fra l'altro, è anche un giustissimo cavallo di battaglia di alcune storiche realtà pisane che aderiscono al mondo rebelde.
Se fosse "roba" vera (... io non ne ho più sentito parlare e sono un po' preoccupato) sarebbe, secondo me, un passo avanti molto importante per la vita di tanti migranti. Realtà che hanno a cuore davvero il benessere dei migranti (e di conseguenza delle città ... perchè, piaccia o meno, questo è il futuro), a mio parere, dovrebbero incalzare il sindaco (... "mapperò" anche Maroni) perchè sia effettivamente applicato. Perchè se funziona, e diventa un precedente replicabile, cambia davvero la vita dei cittadini migranti. E montarci sopra una campagna pesante se, per caso, si scoprisse che è tutta fuffa. Qualche anno fa, fra l'altro, alcune delle realtà che gravitano oggi attorno a rebeldia non avrebbero esitato a farla. Passa il tempo ... e l'animo rebelde s'imborghesisce: ora gli serve soprattutto un divano comodo (... lo so, in questo passaggio ho un po' esagerato ... lo lascio come assist)
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Giuseppe 14/07/2010 0.44.01
Caro Henry,
leggendola il primo pensiero che mi è venuto è stato "mah...". Davvero secondo lei quella dell'On. Fontanelli è una risposta? Io vi leggo soltanto una presa di distanza preventiva dalle conclusioni – che, mi dispiace, ma ci sono eccome (poi si può discutere se siano vere o false) –, seguita da cinque "precisazioni" alquanto sterili nell'economia del discorso. Comunque, capisco lo spirito di corpo. Meglio serrarsi in un fermo diniego che aprire una riflessione. Mi lascia perplesso anche il suo rilievo sul nesso lettura-commento: a parte che, se non sbaglio, il link dell'articolo di Marrucci l'ho postato per primo io, credo che sia abbastanza ovvio che i miei quattro punti (che non sono affatto un riassunto, ma una messa in evidenza; c'è una differenza, mi pare) derivano da una lettura precedente che davo ormai per acquisita, dato che da una decina di giorni a questa parte l'articolo di Marrucci ha fatto più che discutere (su questo blog, naturalmente, ma ricordo che il Sindaco ha avuto il buon gusto di attaccarlo per ben due volte in pubblico in meno di una settimana con termini volgari e inappropriati al ruolo istituzionale che ricopre). In ogni caso, non vedo perché il contenuto dei miei rilievi, mossi peraltro dopo il triplice post dell'On. Fontanelli (nel senso che postare per tre volte lo stesso commento assomiglia più a una tecnica di ipnosi che a una discussione), sarebbe "interessante ma purtroppo ancora fuori luogo dopo la risposta di fontanelli". Confesso che mi sfugge il passaggio logico... Tenterò la tecnica della lettura "alla rovescia" che lei mi consiglia. Forse devo ancora sviluppare i poteri della mia mente per accedere a un livello di ragionamento adeguato a dialogare su questo blog.
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francesco 13/07/2010 19.41.58
Scusa Henry, ma l'On. Fontanelli non ha risposto.
Ha semplicemente ribadito la sua posizione. Ci mancherebbe, va bene, del resto noi biorivoluzionari siamo piuttosto duri di comprendonio. Ma non ha aggiunto nulla con questo suo ultimo commento. Poteva allora almeno accontentare Giuseppe.
Non so se poi ho inteso ammodino cosa intendi per biorivoluzionario. Se vuol dire "uno che pur di schivare la vasellina preferisce il metodo a secco ma consapevole" allora va bene. Se ivece intendi roba tipo il Popolo Viola o simili hai sbagliato categoria. Non ho nulla contro di loro, ma non c'entrano nulla con me.
Io punto al concreto, e soprattutto a schivare anche il metodo a secco. Non mi bastano i 2 minuti di odio, per capirsi.
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henry 13/07/2010 18.46.28
La risposta di Fontanelli mi pare più che esaustiva l ha capita pure francesco (che è il mio termine di paragone con il mondo dei giovani "biorivoluzionari", per intendersi io appartengo a quello dei bioprecari che non sanno dove andare e guardare, visto lo schifo che li circonda), a giuseppe invece consiglio di leggerla al contrario (non è solo una battuta, talvolta aiuta a capire meglio), gli articoli caro giuseppe non si riassumono si leggono e si commentano, il tuo commento , quindi, è interessante ma purtroppo ancora fuori luogo dopo la risposta di fontanelli; l'articolo di giuliano è molto ben scritto, ironico, ma purtroppo assai sciapo di conclusioni, non trattandosi di un reportage era ovvio che perdesse di veridicità, come ho già scritto la qualità del pezzo non è da grande giornalista tutt'altro, l'avrebbe potuto scrivere pure il pistoia, tanto per dirne uno, insomma assomiglia più ad una velina di partito. Comunque, secondo me ci sono gli estremi per una querela e se fossi il citato imprenditore ..... l'avrei già fatta. Tanto paga il fatto.
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Giuseppe 13/07/2010 17.34.28
Apprezzo la messa a disposizione di tutti degli elementi necessari a maturare un'opinione autonoma. Personalmente, mi farebbe piacere un ulteriore passaggio di confronto sui quattro punti di contenuto in cui ho riassunto (credo correttamente) l'articolo di Marrucci e che mi paiono porre questioni che vanno ben oltre le cinque precisazioni dell'On. Fontanelli, sulle quali peraltro mi sono espresso.
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Paolo Fontanelli 13/07/2010 16.30.28
Riporto di seguito, prima l'articolo pubblicato da Giuliano Marrucci su Il Fatto. E subito a seguire la mia nota di merito sull'articolo. In modo che ognuno si possa fare un'opinione avendo tutti gli elementi a disposizione.
ARTICOLO DI MARRUCCI SU IL FATTO
A Pisa, lo sapete, c'è la Torre. Solo che prima pendeva a sinistra, poi, da qualche anno, ha cambiato direzione.
A compiere il miracolo non è stata una delle solite archistar, ma il Pd e il suo sindaco Marco Filippeschi, noto dai tempi del liceo col nomignolo di Filippescu. E in effetti il griogiore della nomenklatura tardo sovietica è tutto quello che rimane del suo passato da militante comunista.
L'ultima battaglia si chiama Rebeldia. E' questo il nome che si è dato il cartello di 30 associazioni che 5 anni fa è entrato, col consenso del comune, in un megadeposito in stato di degrado avanzato dell'azienda dei trasporti locali e l'ha trasformato nel luogo più vivace di tutta la città. Dal mercatino del GAS alla parete per le arrampicate, dai corsi di italiano per stranieri ai laboratori di informatica, passando per cineforum, biblioteche, sale concerti e chi più ne ha più ne metta, a Pisa non c'è attività sana per il corpo e per la mente che non passi di qua. E il tutto, ovviamente, a costo zero per l'amministrazione locale.
Per Pisa, città rossa in cerca di nuova identità, una manna dal cielo. Ma Filippescu al cielo non c'ha mai creduto, e così deve aver pensato che quella roba lì era troppo bella per essere vera. Molto meglio pensare a cose più concrete, e così al posto del centro sociale sorgerà (con i soldi di chi, non si sa) una palazzina di 7 piani da 2.000 metri quadrati l'uno, tutta a disposizione degli uffici pubblici più svariati.
Il processo per cacciare fuori Rebeldia doveva iniziare a settembre. Ma a settembre la città è piena, e la città è tutta con Rebeldia. Ecco allora che Filippescu decide di combattere la sua battaglia dell'estate: anticipare il processo di un paio di mesi per arrivare allo sgombero forzato in agosto, quando a difendere Rebeldia ci saranno soltanto i turisti low-cost della Ryan Air che approdano a migliaia al locale aeroporto Galilei, l'unico al mondo pensato e costruito proprio in mezzo alla città, alla faccia dell'inquinamento acustico.
E' l'ennesima dimostrazione dell'amore smisurato che l'amminsitrazione prova per il cemento. Una passione che è diventata amore incondizionato quando in città è sbarcato il costruttore siciliano Andrea Bulgarella. Report lo aveva intervistato qualche anno fa per chiedergli perché, nonostante avesse numerosi cantieri in quel di Trapani, dal 2000 avesse smesso di comprare il cemento dalla Ericina, il cementificio locale sequestrato alla mafia, rimesso in piedi sotto lo stretto controllo dello stato e boicottato da tutti i costruttori della provincia.
A Pisa Bulgarella ha trovato l'eldorado: i 120 mila metri quadrati del centralissimo ospedale Santa Chiara da trasformare in villaggio residenziale di lusso, le caserme in via di dismissione da trasformare in centri commerciali e alberghi, il contestatissimo porto commerciale da costruire sulla foce dell'arno e anche una nuova torre ipertecnologica nella periferia meridionale della città. Il tutto in una città dove su 100.000 abitanti scarsi si contano quasi 5.000 appartamenti sfitti, 150 dei quali di proprietà del costruttore locale Giuseppe Pampana. Sono di proprietà di Pampana, ad esempio, gli appartamenti di via Marsala che a marzo 8 famiglie ridotte alla disperazione dall'emergenza casa e dalla crisi hanno deciso di occupare. Poco male, visto che erano stati ultimati nel lontano 2002 e da allora erano rimasti inutilizzati. Eppure, appena due mesi dopo ecco il blitz di una settantina di agenti in tenuta antisommossa.
Le famiglie allora, con tanto di figli al seguito, si accampano con le tende in una piazza del centro, e danno inizio a un lungo sciopero della fame. Ma Filippescu in quei giorni ha altro a cui pensare. La città si sta preparando all'arrivo del ministro Maroni. Missione: firmare il "patto per la sicurezza" che prevede la realizzazione di un piano di videosorveglianza, il contrasto all'abusivismo commerciale e l'emanazione di ordinanze più efficaci nella lotta ai comportamenti "anti decoro". Il tutto in una città dove i reati, da anni, sono costantemente in calo.
E visto che la migliore difesa è l'attacco, proprio mentre il sindaco flirta con la lega e abbandona le famiglie al loro destino, a scombinare le carte in tavola ci pensa il vero uomo forte del Pd locale, Paolo Fontanelli, ex-sindaco e responsabile nazionale del partito per il settore sanità. "Ciò che sta avvenendo a Pisa in queste settimane - scrive sul suo blog subito ripreso dalla stampa locale - riporta al centro una certa sinistra che preferisce che governi la destra anziché il centrosinistra". Un capolavoro di retorica politichese, nella speranza che l'uso copioso dei termini "centro", "sinistra", "destra" e "centrosinistra" ovvino alla totale assenza di contenuti. Secondo Fontanelli a "seminare per la destra" sono le 8 famiglie accampate, le 30 associazioni di Rebeldia, le varie testate locali di controinformazione che da anni si battono contro il partito del cemento, e le forze politiche che condividono queste battaglie. Maroni invece è un interlocutore affidabile.
Da allora è passato oltre un mese, le tende sono state sgomberate a suon di calci dai vigili urbani, Rebeldia si prepara a resistere all'ormai scontato sgombero agostino, e si dice che Filippescu si sia fatto scortare dai vigili anche per andare a vedere la recita di fine anno di sua figlia. I tempi di Luigi Bulleri, storico sindaco comunista famoso per aver requisito centinaia di appartamenti sfitti per destinarli alle famiglie in difficoltà sembrano tramontati per sempre, e sulla città incombe l'ombra di una torre che ormai pende sempre più a destra.
Giuliano Marrucci
NOTA PAOLO FONTANELLI
Intervengo solo per fare alcune puntualizzazioni su affermazioni non vere contenute nel citato articolo di Marrucci. Invece per quanto riguarda le opinioni ognuno ha le sue e ciascuno è in grado di giudicarle come vuole. Io mi trovo d’accordo con ciò che ha scritto Cristiana. Le precisazioni sono : 1) Rebeldia non è entrata in via Battisti colo solo “consenso del Comune”, ma su proposta del Comune per risolvere una situazione di emergenza e sulla base di un accordo sottoscritto che aveva una scadenza; 2) nessuno ha mai parlato di “cacciare” Rebeldia, tanto è vero che c’è da tempo una trattativa per individuare soluzioni alternative; 3) Bulgarella non c’entra nulla con i progetti di recupero del S.Chiara o delle caserme di cui si parla; 4) nelle attività di Bulgarella a Pisa, tra cui anche un finanziamento del Pisa calcio quando rischiava di non iscriversi alla B, non si sono mai riscontrati fatti o comportamenti imprenditoriali dubbi o irregolari. Dopo di che viva Report, e magari andiamola a rivedere per constatare il livello di condizionamento nell’economia siciliana determinato dalla mafia. Ma le allusioni a Pisa no …. Le allusioni sono roba da mafiosi, appunto; 5) è falso dire che lo sgombero citato è stato fatto “a suon di calci dei vigili urbani”.
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francesco 13/07/2010 13.16.18
@ Cristiana
Secondo me spesso tendiamo (tutti) a giudicare in modo inappropriato alcune posizioni solo perchè tendiamo a creare una corrispondenza troppo rigida fra chi le dice e cosa dice.
Io per esempio nella maggior parte dei casi ritengo "falsità scritte in malafede, provenienti esclusivamente da fonti di parte, indegne di chi si definisce giornalista" gli articoli del Tirreno. Ma poi capita un articolo sano come quello criticato da Fontanelli in questo taccuino e le carte si sparigliano.
E' questo il bello della libertà di stampa e di opinione.
Io spero di riuscire sempre nell'impresa di attenermi ai fatti (e ai commenti) prima di attaccare l'esecutore.
Certo non sempre mi riesce, e poi sono un farabuttu!
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cristiana 13/07/2010 13.06.20
visto che vengo molto citata, preciso quanto segue
1. mi scuso per aver ripreso il termine "cazzate", effettivamente inelegante e improprio, e in genere estraneo al mio linguaggio; mi correggo in : "falsità scritte in malafede, provenienti esclusivamente da fonti di parte, indegne di chi si definisce giornalista"
2. Rebeldia ha svolto una importante funzione; per questo, per la sua collocazione passata e futura il comune si è impegnato e si sta impegnando. Ci sono in città altre meritorie associazoni che non hanno lo stesso trattamento, e si pagano l'affitto. E questa è la verità
3. l'informazione non è sempre oro colato; nel caso citato, è stato il contrario; tuttavia, mi batterei come un leone perchè anche gente scorretta come l'autore citato possa pubblicare; purchè, ovviamente, gli si possa replicare; così funziona la democrazia
un saluto
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gabriele 13/07/2010 10.47.29
Buongiorno, non posso per problemi di lavoro partecipare a tutte le iniziative organizzate dal comune per difendere dalle critiche il proprio operato nè alle iniziative che criticano la giunta, diciamo che sono un cittadino medio che ha sempre votato a sinistra. Quello che non capisco caro onorevole sono le affermazioni secondo cui alcune realtà pisane stiano, con i loro attacchi, consegnando la città alla destra: da quando si è insediato il signor Fillippeschi, l'ho sentito promuovere i seguenti interventi (sulla stampa locale che riesco a seguire un po' di più, non li ricordo tutti cito solo quelli che mi hanno più colpito)
- ordinanza antiborsoni e annessi (ovvero cacciata degli ambulanti dal centro, fanno parte di un racket, ecc ecc...)
- varie richieste alle forze di polizia di cacciare anche barboni e chi chiede l'elemosina
- interventi vari di sgombero dei campi nomadi (con tanto di foto di Filippeschi che aiuta nei lavori i vigili urbani, per puro inciso ricorda le immagini del duce che si fa riprendere mentre miete il grano, am mietere il grano è un atto sicuramente più nobile che sgomberare i campi rom)
- progetti di urbanistica (spostamento del Santa Chiara, sesta Porta, ecc ecc)
- sgombero degli occupanti di via Marsala
- sgombero di Rebeldia
- allarmi sicuritari, sulla presenza in città di minoranze estremiste di sinistra violente, e recite pseudocomiche su attacchi alla propria incolumità personale
insomma mi pare che la città sia saldamente GIA' in mano alla destra indipendentemente da come si collochino in parlamento gli onorevoli come lei iscritti al PD
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francesco 13/07/2010 9.11.09
Ringrazio l'On. Fontanelli per la precisazione.
E mi scuso se troppo spesso scrivo in modo scomposto e impreciso. E' vero, c'è una profonda differenza fra il suo commento (che non condivido ma è puntuale) e quello di Filippeschi (privo di qualsiasi sostanza).
Mi riferivo al seguente commento di Fontanelli "Se l'informazione è questa c'è di che preoccuparsi, forse almeno quanto l'imbavagliamento"
Che oltretutto non credo fosse rivolta a Marrucci o altri, bensì al Tirreno.
Dice bene Giuseppe, c'è nervosismo, e questo non è bene...
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Giuseppe 13/07/2010 2.09.19
Qualche considerazione a margine del post dell'On. Fontanelli. Verrò alle sue "precisazioni". Premetto subito, però, che esse non mi paiono affatto cogliere la sostanza dell'articolo, né metterne in discussione la tesi di fondo (Pisa pende a destra), che la si condivida o meno (a mio giudizio, Pisa forse in questo momento ci pende un pochettino, ma per fortuna non lo è di destra...). Lei infatti si sofferma, per così dire, sulle "virgole", su aspetti marginali, nella speranza che cogliendo in fallo il giornalista su qualche dettaglio, si invalidi l'intero articolo. È una vecchia tecnica, ma la sua inefficacia mi pare evidente ed è la ragione per cui tanto se ne parla e se ne continua a parlare. L'articolo di Marrucci, infatti, dice quattro cose fondamentali, su cui penso che converrebbe discutere:
1. l'amministrazione comunale pisana adotta una linea incapace di dialogo e di mediazione, soprattutto quando si tratta di far passare provvedimenti tradizionalmente impopolari a sinistra;
2. Rebeldía è una realtà di straordinaria ricchezza in città, con grande partecipazione e consenso intorno a sé, che il Comune sta per cancellare a causa della miopia con cui ha gestito la questione del suo trasferimento (e dunque, aggiungo io, della pianificazione dei lavori della Sesta Porta: perché se un'amministrazione fissa un calendario prima di essere sicura della disponibilità dell'area, significa che non sa fare il proprio mestiere e se poi si affida alla magistratura dimostra una incapacità di mediazione e costruzione con il mondo delle associazioni);
3. A Pisa l'unico sviluppo che il Comune sembra intendere è quello edilizio (le tonnellate di cemento che il Sindaco ha elencato nel suo discorso introduttivo alla Stecca ne sono la conferma oggettiva, mi pare), diretto però soprattutto ad opere di edificazione o restauro che prescindono dalla pur grave "questione abitativa" in città;
4. In un contesto dove tale politica provoca disagio, lei, On. Fontanelli, avanza la tesi che chiunque recrimini su questo punto "lavora per far vincere la destra", mentre intanto il sindaco, in assenza di un bisogno documentato dai dati sui reati, celebra in pompa magna la firma del "patto per la sicurezza" (con annessi e connessi) alla presenza del ministro Maroni (ricordo che in un suo intervento apparso sul Tirreno qualche giorno prima della firma, l'On. Filippeschi auspicava la presenza di Maroni, cosa che ha poi negato l'altra sera alla Stecca al termine del dibattito).
Se si tratta di parlare dei contenuti dell'articolo di Marrucci (le cosiddette "cazzate", termine tanto caro al Sindaco e alla signora Cristiana), mi pare che si dovrebbe farlo su questi punti, o in ogni caso sulla sostanza. Poi, può darsi benissimo che mi sbagli, ma la portata dei rilievi mossi da Marrucci mi pare tale da rendere opportuna una discussione più obiettiva e non liquidatoria.
Vengo ora alle sue precisazioni:
1. Dire che Rebeldia è entrata con il "consenso" del Comune è affermazione che non nega il fatto che vi sia stata una proposta, anzi la sottointende;
2. Dai comunicati pubblici di Rebeldía e da quanto è dato di sapere dai giornali non risulta che al momento vi sia alcuna trattativa pubblica in corso, né che vi sia una sede dalle caratteristiche chiaramente definite, né infine che siano note le condizioni di accesso (dal momento che se si tratta di mettere a bando uno spazio, esso potrebbe tranquillamente non andare alle associazioni di Rebeldía);
3. Non mi pare che si dica che Bulgarella fa i lavori al Santa Chiara o alle caserme, ma che venendo a Pisa si è trovato in un "eldorado" del cemento, di cui sono esempio le situazioni riportate mi pare in termini grossomodo corretti (con le normali coloritura giornalistiche);
4. Sul salvataggio del Pisa non conosco i fatti e non mi esprimo, ma nell'articolo non si dice affatto che Bulgarella a Pisa abbia commesso reati, semplicemente si riporta un episodio del suo passato che il giornalista forse conosce per il semplice fatto che a Report, l'unica trasmissione d'inchiesta degna di questo nome nelle televisioni italiane, Marrucci ci lavora (e forse ci sarà un perché, aggiungo io);
5. è ampiamente noto in città che lo sgombero citato sia stato fatto "a suon di calci dei vigili urbani", a danno delle tende naturalmente (ci sono decine di testimoni, ) – peraltro, mi vien fatto di pensare, con modalità analoghe a quelli registrati negli sgomberi degli accampamenti rom (se non sbaglio, le vittime hanno anche sporto denuncia).
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domenico 12/07/2010 19.56.56
Invio alcuni dati elaborati sui dati ufficiali dell'Istat riferiti al 2008.
Italia:
Popolazione 59.336
Forza Lavoro 39.182
Occupati 23.011
Saldo Occupati Forza Lavoro (A) - 16.171
Non Occupati:
Fino a 14 anni (B) 8.380
65 – 75 oltre ( C) 11.774
Totale Non occupati ( B+C) 20.155
Totale non occupati ( A+B+C) 36.326
% Su Occupati
Saldo Occupati Forza Lavoro (A) 70,28
Fino a 14 anni (B) 36,42
65 – 75 oltre ( C) 51,17
Totale non occupati ( A+B+C) 157,87
Totale Non occupati ( B+C) 87,59
Ora da che mondo è mondo, la carretta e le spese per mantenere il sistema è tutto sul groppone degli occupati.
quanto potra' durare ancora con un sistema ipercompetitivo come quello attuale.......QUALE FUTURO CI ASPETTA?
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domenico 12/07/2010 19.37.11
Io continuo con i miei O.T.
Anche se questa volta i dati vengono dal tirreno di oggi.
Pisa: In aumento disoccupati e la cassa integrazione
Il tasso occupazionale della provincia di Pisa registra una flessione dello 0.5%, frutto di un +0,5% in agricoltura, di un -2% nell'industria e di un +1% nei servizi: settori che, sul bacino totale degli occupati, rappresentano rispettivamente il 5, il 25 e il 70%.
I disoccupati sono 36.237 (+16,6% rispetto ai 30.574 dell'anno prima), di cui 22.668 donne (62,5%), contro le 19.900 del 2008 (+13,9%).
Le fasce di età: 15-18 anni 164 disoccupati; 19-25 anni 4.478; 26-34 anni 9.278; 35-44 anni 9.940; 45-54 anni 6.884; oltre 55 anni 5.493. Calano le assunzioni che sono 83.635 (-8,94% sulle 91.844 del 2008) contro i 54.897 licenziamenti (-2.32% sui 56.201 dell'anno precedente).
In difficoltà le realtà più piccole, quelle a conduzione familiare, ad esempio. Come mostrano i dati sulla mobilità e la cassa integrazione.
Le immissioni in mobilità sono 3.136 (+8,1% sulle 2.901 del 2008) e colpiscono soprattutto le piccole aziende: la variazione annuale è del +21,67% per quelle con meno di 15 dipendenti, contro il -35,32% di quelle con un organico superiore; «su base territoriale - spiega lo studio - da rilevare come la metà dei casi si concentri nel comprensorio del cuoio».
I CENTRI PER L'IMPIEGO. Nel 2009, hanno fatto fronte a 77.157 richieste di presa in carico di utenti (in maggioranza nella fascia 26-34 anni), 5mila dei quali si presentavano per la prima volta agli sportelli; sul totale degli accessi gli immigrati sono 2.392 (contro i 704 del 2008). Inoltre sono stati collocate al lavoro 166 persone disabili (il 95% in aziende private); sono stati effettuati 16.407 colloqui di orientamento (di cui 8.533 con donne); attivati circa 1.000 tirocini (con una quota di stabilizzazioni del 37%); erogate 27mila ore di formazione per 2.455 utenti. Infine, 78 le richieste di assunzione da parte di enti pubblici (non soggette a procedura di concorso), per le quali sono state gestite 2.810 candidature, quasi 1.000 in più delle 1.842 del 2008 (per 44 richieste).
Sono questi i dati che comunica L'Asessore con delega al lavoro, formazione, welfare, Anna Romei.
Strano o la netta sensazione (ma è probabile che sia solo una mia sensazione e nulla di più) che le problematiche del lavoro non interessino, come non interessa il perchè siamo arrivati a questo punto e magari quale soluzioni si dovrebbe mettere in campo.
Ho sempre sperato, (e, continuo a farlo), che in fondo in fondo, l'uso della rete potesse servire anche a questo.
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Paolo Fontanelli 12/07/2010 17.52.43
Visto che sul blog la discussione è tornata sull’articolo di Marrucci pubblicato da Il Fatto di qualche giorno fa, riprendo, riportandolo pari pari, il commento che avevo già messo sul taccuino del 5 luglio. Come vedete io non contesto le opinioni, contesto la vericidità dei fatti, sui quali poi si costruiscono le opinioni. Le bugie non sono informazione, assai spesso sono disinformazione o diffamazione. Mi sembra utile riportare quel commento, che nessuno ha contestato nel merito, ossia sui fatti, perché si continua a parlare di un articolo prescindendo totalmente dal suo contenuto
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“Intervengo solo per fare alcune puntualizzazioni su affermazioni non vere contenute nel citato articolo di Marrucci. Invece per quanto riguarda le opinioni ognuno ha le sue e ciascuno è in grado di giudicarle come vuole. Io mi trovo d’accordo con ciò che ha scritto Cristiana. Le precisazioni sono : 1) Rebeldia non è entrata in via Battisti colo solo “consenso del Comune”, ma su proposta del Comune per risolvere una situazione di emergenza e sulla base di un accordo sottoscritto che aveva una scadenza; 2) nessuno ha mai parlato di “cacciare” Rebeldia, tanto è vero che c’è da tempo una trattativa per individuare soluzioni alternative; 3) Bulgarella non c’entra nulla con i progetti di recupero del S.Chiara o delle caserme di cui si parla; 4) nelle attività di Bulgarella a Pisa, tra cui anche un finanziamento del Pisa calcio quando rischiava di non iscriversi alla B, non si sono mai riscontrati fatti o comportamenti imprenditoriali dubbi o irregolari. Dopo di che viva Report, e magari andiamola a rivedere per constatare il livello di condizionamento nell’economia siciliana determinato dalla mafia. Ma le allusioni a Pisa no …. Le allusioni sono roba da mafiosi, appunto; 5) è falso dire che lo sgombero citato è stato fatto “a suon di calci dei vigili urbani”.
Quanto al messaggio diretto firmato Andrea Meini devo dire che confonde la libertà d’informazione con la correttezza dell’informazione. Sono due cose diverse e se un giornale fa una cronaca politica che dice l’opposto di ciò che è avvenuto credo che sia legittimo farlo notare. O no?
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francesco 12/07/2010 13.24.46
Già...
In effetti bastava che scrivesero "Filippeschi spara cazzate", ma sai com'è, c'è chi vola un po' più in alto.
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gregorio 12/07/2010 13.18.11
Comunicatino snello e asciutto ... la prossima volta spedisci direttamente il tatsebao in allegato.
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francesco 12/07/2010 11.05.28
Visto che non vi interessa parlare del caldoumido, va bene parliamo d’altro.
Vi riporto qua sotto il comunicato appena diffuso da El Comedor Estudiantil Giordano Liva:
Dal 2006 l’associazione El Comedor estudiantil Giordano Liva Onlus, che si occupa di solidarietà internazionale nel sud andino del Perù, porta avanti un progetto a Pisa legato all’insegnamento della lingua italiana ai migranti.
Lo sviluppo di tale attività è stato reso possibile grazie alla messa a disposizione di spazi dal Progetto Rebeldia, all' interno del quale la Scuola El Comedor ha avuto la possibilità di condividere numerose esperienze con altre associazioni che si occupano di migranti e non solo. Questa sinergia ha fatto sì che la Scuola si senta oggi parte integrante del Progetto Rebeldia.
La Scuola offre un servizio completamente gratuito, anche a quella parte della popolazione “invisibile” costituita dai cosiddetti “irregolari” che vivono e sono parte integrante della città ma che, in attesa del permesso di soggiorno, spesso non hanno accesso ad alcuni diritti fondamentali quale l’istruzione. La conoscenza della lingua italiana è un aspetto fondamentale per l'integrazione di queste persone ed è per questo che lavoriamo volontariamente tutti i giorni.
Da quando è nata, la Scuola è cresciuta e si è affermata sul territorio, ottenendo apprezzamenti da parte delle comunità di migranti, della cittadinanza e delle istituzioni.
Proprio grazie al riconoscimento ottenuto, abbiamo instaurato collaborazioni con istituzioni importanti sul territorio, quali ad esempio la Scuola Superiore Sant’Anna e il Centro Nord Sud. Nel corso del 2008, alcuni studenti stranieri del Sant’Anna hanno frequentato la Scuola per apprendere l'italiano, e presso la Scuola si sono tenuti corsi intensivi semestrali su 3 livelli di preparazione all’esame CILS (certificazione di italiano come lingua straniera) all’interno del progetto “Lingua e cittadinanza” finanziato con un accordo di programma tra i Ministeri del Lavoro, Salute e Politiche Sociali e promosso dalla Regione Toscana, dall’Istituzione Centro Nord-Sud della Provincia di Pisa e dall’Università per stranieri di Siena.
Ciò che distingue il nostro impegno è dunque lavorare per mettere in moto progetti in cui realtà, enti e persone diverse dialoghino e cooperino per costruire un modello di società solidale in grado di includere e sostenere tutti, a cominciare dai più deboli.
È dunque in linea con questo pensiero che continuiamo a ritenere che esperienze come quelle del progetto Rebeldia debbano essere non solo mantenute ma ulteriormente sviluppate. La forza e la peculiarità della nostra Scuola stanno infatti nell’essersi trovata a condividere un progetto che non guarda alle associazioni come realtà chiuse in se stesse ma che è stato capace di creare una rete di realtà ed un circuito di iniziative e di stimoli rivolti alla città, e alla società nella quale viviamo, per far sì che essa possa vivere di un presente e di un futuro fatto di solidarietà, di inclusione e di partecipazione.
Per questo motivo restiamo quanto meno stupiti da proposte – fatte di recente a mezzo stampa – in cui lo stesso sindaco si dichiara al lavoro per soluzioni particolari per le singole attività come la nostra: temiamo che si tratti di affermazioni strumentali, poco utili in un momento così delicato, poco comprensive della situazione e per questo di scarso interesse per chi, come noi, è impegnato piuttosto adesso a cercare uno sbocco che rispetti e accolga la realtà complessiva che si è creata nell’esperienza Rebeldia e attraverso questa nella città. Per come lo viviamo tutti i giorni, per altro, l’insegnamento della lingua italiana agli stranieri non è certo un impegno racchiudibile nell’uso di qualche stanza e in qualche nozione di grammatica; è piuttosto un lavoro importante e “delicato” di mediazione e intermediazione culturale, possibile dunque in un luogo che, anche una volta fuori dalla lezione, offra la possibilità di entrare in contatto con le attività delle associazioni e delle persone del territorio, di avere risposte sui propri diritti e doveri, di dialogare e appagare la curiosità e la voglia di molti nostri studenti di sentirsi davvero parte della società in cui vivono.
Chiediamo dunque alle istituzioni di trovare una soluzione affinché questa esperienza, così vitale per la città, non muoia. Una soluzione che permetta a tutto il Progetto di stare insieme e continuare unitariamente il percorso iniziato. Chiediamo in particolare che si percorrano effettivamente e fino in fondo le strade paventate, tanto presso l’amministrazione comunale quanto verso l’Università di Pisa (particolarmente riguardo allo spazio dell’ex Asnu).
Sembrerà un paradosso – e non lo è – ma in questo momento non chiediamo di pensare alle singole realtà, a noi, ma di pensare alla città, a progetti come questo che diano ad essa un respiro ed un futuro solidali.
Abituati come siamo a portare in fondo i propositi e i progetti con l’impegno e la serietà che distinguono lo spirito del nostro operato, siamo convinti, e lo ripetiamo: questo passo “si può fare”.
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cristiana 11/07/2010 20.45.31
per la cronaca: non sono iscritta al Pd, dico quello che penso, apprezzo e critico quando lo ritengo giusto; per es. non ho apprezzato l'ordinanza antiborsoni.
Ciò detto, a buon diritto ritengo che l'articolo di Marrucci sia falso e pregiudizialmente ideologico, non degno di un giornalista serio; padronissimo lui di scriverlo, padronissima io di criticarlo
Possiamo passare ad altro?
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francesco 11/07/2010 17.34.10
Se si esclude il commento fazioso di Cristiana mi pare che stia venendo fuori un bel dibattito sulla libertà di informazione.
Io non ritengo che l'articolo di Marrucci sia da prendere per vero alla lettera (ci sono così indubbiamente vere ed altre da approfondire, altre ancora sono affrontate in modo non neutro), ma di sicuro è un ottimo articolo.
Mi fa piacere che il Sindaco e l'On. Fontanelli si siano risentiti ed abbiano detto la loro, anche questo fa parte della libertà di replica ed è un principio fondante del confronto.
Mi dispiace solo il tono della loro replica, un po' come il bambino beccato con le mani nella marmellata. Sia chiaro, io sarò sempre solidale con quelli che trafugano la marmellata, però da un Sindaco e dal rappresentante di punta del PD pisano mi sarei aspettato un po' più di sostanza, anzichè la solita sbandata berlusconiana.
E poi va bene, non parliamo più di Rebeldia, parliamo del vero problema pisano: il caldoumido.
Lo dico da subito, Filippeschi non ha colpe su questa piaga estiva.
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Giuseppe 11/07/2010 15.11.41
Dico come la penso. Di tutti i commenti il più sensato ed equilibrato mi pare quello di Andrea, il più ideologico e fazioso quello di Cristiana, che infatti ricalca la volgarità di cui ha dato prova il sindaco Filippeschi, se quel che scrive il signor Meini è vero. Non credo affatto che ci sia un problema di volontà di censura nei commenti del sindaco, né dell'On. Fontanelli. La distanza da Berlusconi, il politico più potente d'Italia e il grande magnate dell'informazione, che al tempo stesso vuole imbavagliare la stampa, è evidente. In questo non credo che ci sia da preoccuparsi: il Partito Democratico gode di sana e robusta costituzione grazie anche alla presenza al suo interno di figure di primissimo piano come Gad Lerner, che infatti non esitò a criticare apertamente l'ordinanza anti-borsoni di Filippeschi, confermando la sua posizione sul Corriere della Sera anche dopo la stizzita replica del sindaco. Questa dialettica è il sale della democrazia, che si fonda anche (ma non solo) sulla libertà di stampa e di libera espressione. Ora, l'impressione è che a Pisa si stia dando prova di eccessivo nervosismo. Ripeto, non è affatto volontà di censurare, è più una sorta di allergia endemica a ogni critica, è l'incapacità di trarre spunti dalle obiezioni. Da questo punto di vista, è anche mancanza di intelligenza politica. A Pisa, infatti, l'amministrazione comunale da due anni non fa altro che rispedire al mittente, con atteggiamento simile a quello di Cristiana, qualsiasi voce dissonante, che si esprima in modo educato o meno. Io che leggo ogni giorno il Tirreno non ho per niente la sensazione di un giornale avverso al Palazzo. Eppure, se per una volta, evidentemente divertiti da un'iniziativa che toglieva un po' del consueto grigiore che caratterizza i rituali come quello che si è cercato di mettere su alla Stecca l'altro giorno, un giornalista "osa" dare una rappresentazione dei fatti che non corrisponde al "bollettino" di partito (lo si può leggere sulla pagina del sindaco: http://www.comune.pisa.it/sindaco/?p=1215), ecco che subito l'On. Fontanelli scrive che c'è addirittura "di che preoccuparsi, forse almeno quanto l'imbavagliamento". Questa è tutto meno che una reazione di interlocuzione come quella giustamente auspicata da Andrea. Tanto per cambiare, siamo di fronte al solito agitare fantasmi che non porta a nulla; al massimo, cerca di intimidire il giornalista che ha scritto. Più grave, a mio parere, è l'atteggiamento del sindaco, che nel pieno delle sue funzioni istituzionali usa espressioni volgari per stigmatizzare il contenuto di un articolo, quello di Giuliano Marrucci, sui cui contenuti però non si confronta mai. Trovo anche patetico questa tendenza a dire sempre a chi lo critica che non conosce davvero la città, come se il sindaco fosse l'unico detentore della verità. Ma la cosa grave, ripeto, è l'uso di volgarità con toni aggressivi verso un giornalista (il fatto che lavori per Report, o scriva sul giornalino parrocchiale da questo punto non cambia niente). Si tratta di una evidente caduta di stile, che fa riflettere, oltre ad essere una grave mancanza di rispetto verso i cittadini che l'On. Filippeschi rappresenta. Un sindaco serio avrebbe preso carta e penna e avrebbe scritto (meglio, si sarebbe fatto scrivere...) una replica argomentata punto su punto, secca, asciutta, di contenuto, su cui chiamare il giornalista autore dell'articolo giudicato ingeneroso a rispondere. Ma questo implicherebbe un pieno rispetto delle regole della democrazia, l'esercizio della trasparenza e del confronto pubblico, che evidentemente a Pisa innervosisce soltanto (le reazioni del sindaco, dell'On. Fontanelli e della signora Cristiana ne sono prova). A questo punto, da cittadino, la vera domanda che mi viene da porre è: perché tanto nervosismo? perché si scelgono sempre questi modi volgarotti, sbrigativi e discutibili, invece di puntare su un vero confronto di contenuti? in fondo, chi ci sta amministrando non è sicuro di avere sempre ragione?
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Andrea 11/07/2010 12.30.08
La libertà di stampa senza se e senza ma è sacra. Non ci piove. Non condivido però il modo con cui questa viene fatta valere nei commenti precedenti. Il bello dell’informazione è che da una piattaforma sulla quale si esprime un’opinione, una cronaca, si può commentare liberamente, dissentendo o approvando sui contenuti, pensando che l’articolo contenga veridicità o meno, o che sia scritto bene o male. Non stupiamoci dunque se, nel caso del Marrucci, c’è stata una replica. Del resto il suo servizio era a tinte forti (a buon diritto) e non si può pretendere che uno dica qualcosa su di un altro, senza che il diretto interessato possa replicare. Se una persona viene attaccata ha facoltà (garantita dalla Costituzione) di rispondere, chiunque esso sia. L’informazione non è unilaterale sennò si finisce per fare quella “alla Berlusconi” dove lui può “sparare” cosa vuole e nessuno può replicare. In Italia il periodo in cui non si poteva contraddire i giornalisti era proprio nel Ventennio fascista, perché questi esistevano, ma erano tutti allineati al regime (almeno quelli ufficialmente riconosciuti). Se un giornalista sostiene che Pisa è amministrata da cani o una testata locale pensa che l’iniziativa sia stata un monito per allargare le intese possono dirlo tranquillamente, ma allo stesso modo può esprimersi chi dissente da questi pensieri; e poi nessuno ha minacciato censure o repressioni.
Condividere o meno l’opinione di un giornalista fa parte della libertà di espressione, allo stesso modo di quella nel caso di un politico.
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cristiana 10/07/2010 23.00.02
anch'io ieri ero alla Stecca e, avendolo letto, ritengo che dire che l'articolo di Marrucci contenga cazzate sia poco. Il fatto che Marrucci lavori a Report facendo forse buoni servizi non lo esime dal riportare in questo caso la verità e dal sentire più fonti, cosa che lui non ha assolutamente fatto, preferendo scrivere una velina faziosa, offensiva, falsa e brutta, e abdicando ai doveri di un giornalista serio.
Mollando poi Rebeldia che non se ne può più, è diventata il G8 di Pisa, vorrei riprendere la questione del paesaggio.
La foto dfi Toscani con i capannoni e il Duomo è clamorosamente mistificante, come dice Paolo F.; però il problema del cemento, magari non a Pisa, ma in Toscana c'è eccome. E potremmo più facilmente attaccare Toscani e le sue ben pagate e in genere pretestuose performances se avessimo ovunque, e per tutta la toscana e per tutta la costa la coscienza a posto. Sinceramente non credo che sia osì, credo che alcuni comuni abbiano barattato gli oneri di urbanizzazione con un consumo di territorio smodato, credo che alcune zone industriali siano uno sfascio, credo che sia l'ora di finirla che la Toscana possa contare su un bel pesaggio storico ma su un brutto presente e su un futuro indeciso. Credo che si debbano rivedere alcune norme di pianificazione territoriale, che si debba più restaurare e meno costruire (è sviluppo anche questo), credo che una seria riflessione sulla programmazione urbanistica e territoriale vada fatta, in modo che la nostra regione, nei suoi secondi 40anni, recuperi una leadership urbanistica. Sembra andare in quetso senso la scelta dell'aassessora Marson, e un monitoraggio dei cittadini nei confronti del proprio territorio può essere utile e fruttuoso.
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francesco 10/07/2010 20.20.03
Come non concordare con Andrea.
Il tutto è semplicamente disarmante...
E comunque non si stupisca On. Fontanelli, a tutte le iniziative dell'Amministrazione c'è sempre e soltanto Rebeldia.
Il resto della platea è ceto politico.
I cittadini "qualunque" se ne guardano bene di farsi vedere in tali operazioni di propaganda.
Volete continuare a non capire?!?
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Andrea Meini 10/07/2010 19.36.13
Caro Fontanelli,
ero uno dei pochi cittadini "normali" presenti al dibattito di iersera alla Stecca. Purtroppo non ho sentito la relazione iniziale del sindaco, ma ho avuto modo di ascoltare le conclusioni. Poi ora leggo il suo blog. Ma dico io, siamo impazziti a Pisa? Cosa succede? In tutt'Italia c'è gente per strada a protestare accanto ai giornalisti contro la 'legge bavaglio' e qui ci tocca sentire il Filippeschi che se la prende con l'articolo del Marrucci sul Fatto Quotidiano e ora ci si mette anche lei che polemizza con il Tirreno (che peraltro tutti i pisani veri chiamano da sempre il "bugiardino", visto che di solito riporta le veline del Comune). Ve la prendete con i giornalisti come Berlusconi. Vergogna! Personalmente, ho trovato grave soprattutto i toni e le parole del Filippeschi, che s'è messo a dire in pubblico che le cose scritte dal Marrucci sono "cazzate" (proprio così ha detto!), che è uno che 'un abita a Pisa (mentre invece abita proprio a Pisa, e ora come ora è forse il giornalista più famoso che c'è visto che lavora a Report!!!) e che addirittura l'articolo gliel'avrebbe scritto un altro... Ma via! Qui stiamo andando davvero di fuori... I politici dovrebbero dare l'esempio? Bell'esempio danno quelli pisani vai, che attaccano i giornali nei giorni più bui che la stampa italiana ricordi... Signori, per favore, datevi una regolata!







Ah..ah..ah.. Herny, suvvia. Mi stai mandando in culo dal sito di un deputato che ti difende? Suvvia. Mi aspettavo qualcosa in più da te. Come... un mediatore culturale e della pace come te... con tanta esperienza di mediazione dei conflitti che passa così rapidamente dai consigli di querele ai ricchi imprenditori contro i giornalisti cococo, a insultare e offendere per una semplice critica sul sito di un deputato... Mi aspettavo di più. Sinceramente. Sono sorpreso che Fontanelli e il Pd e chi gestisce questo sito continuino a legittimarti... visto che di fatto confermi che quella volta che offendesti i meridionali non fu una eccezione. Non ha niente da dire Fontanelli e fp (il moderatore del sito, nonchè tuo amico) del fatto che mi hai mandato in culo per un mio commento affatto offensivo?
p.s. Caro Henry. In generale... io non me prendo con i meridionali se uno/a ti passa davanti al lavoro... ma prenditela con la classe dirigente, o con qualche dirigente.... anche del tuo partito... Se i trentenni non lavorano non è colpa di Report, di Marrucci, di Rebeldia (con cui io non ho nessun rapporto), o dei candidati calabresi alla carica di segretario cittadino del Pd (con cui io non ho nessun rapporto... anzi). Anzi sappi che io avevo una funzione importante nel Pci-Pds quando questo era all'opposizione, quando con Occhetto aveva il 16% io c'ero (tu dov'eri?), quando a Pisa governava la giunta di cortopassi (il cui pentapartito cadde anche per il ruolo da me svolto). Da allora io, "casualmente" (leggasi veti di qualche potere...), non ho più lavorato a Pisa ma Fontanelli prese Cortopassi in Giunta con lui, al bilancio,... Ma sappi che io sono uno sportivo. Sono un ex campione regionale e universitario di atletica. E le sconfitte sappilo, fanno bene più delle vittorie... ;-))) saluti fraterni.