Il taccuino di Paolo Fontanelli
Una conferenza regionale sul trasporto aereo per l'integrazione fra Pisa e Peretola

La giornata odierna l'ho iniziata con un po' di buonumore. Soprattutto per le foto di Zapatero che festeggia la vittoria della Spagna ai mondiali. Un po' di ossigeno ci voleva per un Paese in crisi come e più di noi, e soprattutto per il suo governo di sinistra. Solidarietà tra riformisti. E poi ho letto con piacere che questi mondiali hanno rimesso al centro i "piccoli e tecnici" come Iniesta, Xavi, Sneijder, e non i fisiconi del calcio tutto potenza. Chissà perché, in fondo non è una novità. I fuoriclasse sono stati quasi sempre sotto o intorno al metro e settanta. Però ricordarlo di questi tempi, dominati dalla fissa per il fisico e ciò che ne consegue, non è così ininfluente.
Poi sceso dal treno la morsa del caldo, poco sopportabile a Roma come a Pisa. Allora subito alla Camera, al fresco, evitando uscite anche per arrivare agli uffici di Piazza San Silvestro. Meno male che a mezzogiorno c'era la commissione, dove si discuteva del regolamento attuativo del decreto Ronchi sui servizi pubblici locali. A me è toccato il compito di fare l'intervento di illustrazione della posizione politica del Pd. Ho detto che noi siamo nettamente contrari al regolamento perché contrari alle norme del decreto da cui ha preso le mosse. Le ragioni sono diverse, ma quella principale sta nella scelta di trattare il servizio idrico come gli altri, cioè di sottoporlo al regime di gara con l'evidente scopo di favorirne la privatizzazione. Si tratta di un tema all'ordine del giorno nella sensibilità del Paese sul quale il Pd ha deciso di presentare una proposta di legge d'iniziativa popolare. Il problema di fondo è comunque quello di recuperare una visione e un'idea concreta su come tutelare una risorsa fondamentale come l'acqua. Che è e deve restare un bene comune.
Nel pomeriggio,invece, in aula a discutere e votare alcuni provvedimenti di "ordinaria amministrazione", anche se l'attenzione era già rivolta alla manovra finanziaria che sarà votata questa settimana al Senato. I tagli certo, ma non solo. La preoccupazione è per una situazione economica che, al di là delle sortite di Berlusconi, mostra ancora segni di grande difficoltà. Soprattutto per il lavoro. Ha ragione Domenico, forse non c'è la consapevolezza che sarebbe necessaria. Su questo piano l'unica notizia positiva, ma molto gracile, è quella che è stato finalmente riconvocato il tavolo sulla vertenza Eutelia-Agile. L'obbiettivo per cui il gruppo parlamentare del Pd ha fatto a turno lo sciopero della fame, ora sospeso in attesa di vedere come va. Ma forse è meno di una goccia in un mare assai agitato. Un'altra goccia è il tentativo di salvataggio della Bulleri di Cascina con i lavoratori che si mettono in cooperativa.
Infine devo riprendere l'accenno che ho fatto nel passato taccuino sui "punti deboli" dell'intervento di Enrico Rossi all'iniziativa del centrosinistra pisano venerdì sera. Due in particolare, nell'ambito di un discorso ben articolato e efficace sia sul tema della coerenza programmatica fra le indicazioni previste dalla Regione e quelle del Comune di Pisa, sia sulla questione dell'immigrazione. Sul caso Prato, in particolare, il Presidente della Regione ha detto cose sensate e utili anche a valutare la situazione pisana. Il primo dei due punti è quello dei costi della politica: Enrico ha annunciato una serie di decisioni significative, di riduzione e concentrazione di una serie di enti o aziende regionali, di ridimensionamento delle spese gestionali a partire da una maggiore sobrietà (come il viaggiare in seconda classe). Ciò coglie certamente una esigenza vera in un momento di grande crescita dei fenomeni di sfiducia, e persino di disprezzo, verso la politica. Però su questo terreno la linea di demarcazione fra spinta al cambiamento e sviluppo del populismo è molto vicina. Una linea sottile sottile. Penso che si debba stare molto attenti a non far crescere l'onda dell'antipolitica che è già molto alta. E per farlo credo che sia necessario evitare di fare discorsi frammentati, anche se possono trovare facili consensi, e costruire invece un ragionamento riformatore serio che ancori fermamente l'esigenza di rinnovamento e anche di sobrietà della politica con la difesa del sistema democratico costituzionale, che riconosce nei partiti, nella rappresentanza e nella partecipazione, una funzione essenziale.Però devo dire che nell'intervento di ieri sera, alla festa di Fornacette, Enrico è stato più articolato e più chiaro di quello fatto a Pisa su questo punto.
L'altra "debolezza" l'ho vista nel ragionamento sul prolungamento della pista dell'aeroporto di Firenze. Non perché da pisano sono contrario all'idea di un ammodernamento di Peretola e di una sua ulteriore qualificazione come aeroporto di affari. In fondo nell'ultimo decennio la crescita del Galilei non è avvenuta a spese di Firenze. Entrambi gli aeroporti sono cresciuti come volume di traffico passeggeri ed è giusto che entrambi si propongano di migliorare. Però se si accetta l'idea di Renzi, così come quella della Confindustria fiorentina, che il prolungamento della pista di Peretola è la condizione per il rilancio dello sviluppo è assai difficile pensare che non si crei una conflittualità concorrenziale fra i due scali. Ed è altrettanto difficile credere di convincere i fiorentini che però si possono accontentare di un prolungamento parziale, comunque inferiore ad una pista in grado di accogliere i grandi vettori che ora atterrano a Pisa. Perché se è in gioco lo sviluppo......Che è ben altra cosa dal contrastare la possibile attrazione di Bologna, resa più vicina dall'alta velocità. Inoltre il tema dell'integrazione fra i due aeroporti è affrontato senza la necessaria problematicità. Una cosa è parlarne in termini di collaborazione-programmazione, un'altra in termini di fusione. Si tratta di due società quotate in borsa con campagini societarie malto diverse. Una a maggioranza pubblica e una quasi interamente privata, e con valori formali e reali estremamente differenziati e diversi. Credo che il modo migliore per affrontare questo problema , per portarlo fuori dai fumi delle sortite utili a fare titoli di giornali o interviste televisive, sia quello di promuovere una conferenza regionale sulle prospettive del trasporto aereo mettendo a confronto dati, potenzialità e programmi insieme ad un serio ragionamento sul rapporto costi-benefici. Anche quelli ambientali. Perché anche Pisa non ha una possibilità illimitata di crescita. Ma investire enormi risorse per fare doppioni che si tolgono spazio a vicenda sarebbe un errore gravissimo.
24 commenti
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francesco 16/07/2010 9.08.40
"Dunque, a regola,chi reagisce con così tanta stizza dovrebbe essere contento. Invece..."
Secondo me On. Fontanelli il problema principale è che si vuole ostinare a non capire. E, considerandola una persona estremamente astuta ed intelligente, non credo proprio che questa cosa sia involontaria.
Sinceramente mi interessa di più la democrazia, ed è proprio per questo motivo che in questo momento non potrei essere contento di nulla.
Solo per fare un esempio, ieri il Consiglio Comunale ha fatto l'ennesima brutta figura.
Ora, non mi interessa entrare nel merito di chi ha avuto la colpa: alle 21, con la Sala delle Baleari affollatissima di persone di tutti i tipi (dato che si sarebbero dovute discutere ben 2 delibere di iniziativa popolare) si è innescato un teatrino indegno.
Poi, dietrologicamente si può anche dire che la colpa è di questo o di quest'altro.
Però è mancato il numero legale per procedere (e comunque sarebbe mancato il tempo per fare una discussione seria sia sulla delibera proposta da Legambiente, sia su quella di Rebeldia/BFS/Arciragazzi).
Il dato di fatto è che dalle 16 alle 21 c'è stata una manfrina palese. Che ogni intervento dei consiglieri (o degli assessori) fosse strumentale è evidente, dato che nessuno ascoltava cosa dicevano.
Gli unici che provavano a sentire (nel brusio totale costellato di suonerie di cellulari e Raimondo Pistoia che pascolava nella zona rossa) erano proprio i cittadini comuni, che aspettando il loro turno (poi rimandato a lunedi 19) neanche potevano godersi il dibattito.
Se questo è lo stato della democrazia, caro On. Fontanelli, lunedi dovrebbero dimettersi tutti i consiglieri e tutti gli assessori del Comune di Pisa.
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Paolo Fontanelli 16/07/2010 1.19.11
Stanotte sono rientrato tardi dall’affollata iniziativa con Ignazio Marino alla festa di Fornacette a cui sono andato appena arrivato da Roma. Purtroppo per arrivare in tempo ho lasciato in anticipo un interessante riunione del gruppo Pd sulla legge intercettazioni a cui partecipavano anche personalità esterne, come Stefano Rodotà. Tuttavia questo era il mio impegno visto che avevo insistito con Marino per la sua presenza. E quindi ho letto in ritardo il blog e vedo solo ora la nota dei sindacati di polizia. Bene, se mi sarà proposto un incontro in quanto parlamentare, come si annuncia nel comunicato, sarò più che disponibile visto che in Parlamento il Pd si è già fatto carico, più volte, di sostenere le richieste degli agenti di PS. E sono contento che nei commenti su questo blog si esprimano apprezzamenti per il lavoro, il ruolo e i compiti della polizia e dei carabinieri. Teniamone di conto. Spetta invece al Prefetto e al Questore rispondere sulle problematiche organizzative, di utilizzazione del personale, e non credo che in ciò si facciano dire che cosa fare dal Sindaco o da altri. Almeno a me non è mai capitato di sentire che gli organi dello Stato obbediscono ai poteri locali. Forse, chissà, sarà cambiato il mondo e non me ne sono accorto…. Vedo anche che c’è una insistenza risentita sulla mia considerazione relativa al comportamento della sinistra radicale, che a mio parere apre spazi alla destra. Da un lato ci si risente e dall’altro si sostiene che il Pd e questa Giunta sono di destra. C’è qualcosa che non torna. Se Pd e centrosinistra sono già di destra dov’è il problema? Allora il discorso è chiuso, perché con quella affermazione di rimprovero (la mia) il Pd non potrebbe certo guadagnare nulla e la sinistra radicale avrebbe la strada spianata per un grande successo. Dunque, a regola,chi reagisce con così tanta stizza dovrebbe essere contento. Invece…..
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Giuseppe 15/07/2010 23.59.11
Caro Raffaele,
quel che scrive è senza dubbio vero, nel senso che il ragionamento della nota sindacale nasce dalla carenza di forze in organico, a fronte di un aumento esponenziale delle politiche di "sicurezza". Resta il fatto, credo incontrovertibile, che nella nota questo piano è poi superato quando si considera lo stile di governo dell'amministrazione pisana. Frasi come "situazioni di natura sociale che, sembra, vengono "passate" alla competenza del Questore sin dalla loro comparsa senza neppure esperire i necessari tentativi di soluzione sul loro piano strutturale", sono piuttosto eloquenti e mi pare che descrivano la realtà. Qui, il giudizio è tutto politico e non ha nulla a che fare con l'organico. Lo traduco: anziché chiedere subito l'intervento della polizia, l'amministrazione dovrebbe sforzarsi realmente di trovare una soluzione politica ai problemi sociali dei cittadini. Aggiungo che, per la fonte da cui tali affermazioni provengono (penso che siamo tutti d'accordo sul fatto che i sindacati di polizia raramente esprimono giudizi politici, pur nello stile di massima cautela che si addice alla loro speciale posizione), si tratta di qualcosa che pesa molto e che dovrebbe far riflettere il Partito Democratico pisano. Non entro invece nella questione della scorta del sindaco, perché è affare di natura personale. Ma ritengo che anche l'altra frase che ho riportato, dove si dice che la polizia chiede di "essere messa nelle condizioni di garantire ogni giorno a tutti i cittadini, e non solo ad una parte di essi, quella sicurezza che purtroppo giorno dopo giorno, viene meno per scelte di chi probabilmente non ha ugualmente a cuore la serenità di tutti", contenga un altro giudizio politico assai netto e doloroso. Provo a tradurlo, spero in termini oggettivi: la polizia chiede di essere impegnata in funzioni che riguardino l'effettivo interesse della comunità e non come braccio esecutivo della volontà di un potere politico che, in tempi recenti, ne ha chiesto sistematicamente l'aiuto per intervenire in casi specifici, evidenziando uno scarso senso di tutela della comunità nella sua interezza. Infatti (questo lo aggiungo io), la polizia è stata usata contro le famiglie di via Marsala sia in largo Ciro Menotti, sia sotto il Comune, contro gli studenti (qui la responsabilità è del Rettore, non del sindaco), e rischia di essere usata ora contro le famiglie delle Stallette e poi contro Rebeldía: ossia, contro i soggetti più deboli della comunità. Altrimenti, mi saprebbe dire chi altro sia, se non il Sindaco Filippeschi e la sua giunta, il colui che compie quelle "scelte" che dimostrano che "probabilmente non ha egualmente a cuore la serenità di tutti"?
Io ho le mie opinioni personali che non nascondo e sono molto critico con l'operato dell'attuale giunta in materia di immigrazione, integrazione e tutela dei diritti sociali. Ma al di là delle mie posizioni personali, la nota dei sindacati di polizia mi pare che alcuni problemi politici li sollevi eccome. Tentare di farne una semplice richiesta di aumenti di organico sarebbe operazione scorretta perché non corrisponde alla lettera del comunicato sindacale, ma solo a una sua parte (peraltro quella più generica perché causata dai tagli del Governo, che come lei giustamente osserva). Il messaggio che si manda, però, contiene anche esplicite critiche di natura politica, mi pare.
Concludo dicendo che, per una volta, caro Raffaele, trovo in lei un interlocutore civile e non aggressivo su questo blog; una persona che esprime le sue opinioni su questioni delicate tentando di argomentarle con i fatti (anche se io sapevo che i reati a Pisa erano in calo... in ogni caso, sono certo che vi sia anche da noi una criminalità diffusa, ma non certo quella che va a danno del cittadino della strada: pur con i suoi 150.000 abitanti effettivi descrivere Pisa come una città "pericolosa" sarebbe a dir poco ridicolo; piuttosto, si dessero meno telecamere e servizi all'altezza del numero reale dei cittadini). Da altri suoi commenti, immagino che lei sia un tesserato del PD e comprendo la sofferenza che una nota come quella di cui stiamo discutendo possa provocare in una persona perbene come lei mi pare. Tuttavia, non si deve commettere lo sbaglio di non voler vedere ciò che non piace. Ripeto, rispetto i suoi argomenti che sono certo veri, anche se non esauriscono il contenuto della nota, e apprezzo soprattutto il modo in cui li ha presentati. Resta però che quel comunicato, oltre al problema delle carenze di organico, pone anche una questione più profonda, sulla quale ritengo che il Sindaco e la sua giunta dovrebbero essere chiamati pubblicamente a rispondere, anche alla luce delle ingiustizie e il dolore che alcuni loro provvedimenti hanno causato ai soggetti più marginali e deboli della nostra comunità cittadina.
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Raffaele 15/07/2010 17.32.57
A mio parere nei recenti commenti del blog c'è un'errata interpretazione della nota dei Sindacati di Polizia.
Cerco di spiegare.
Premesse
Antefatto1: Maroni dice che ci vuole più sicurezza e permette ai Sindaci di fare ordinanze per delegare anche ai Vigili alcuni aspetti di controllo del territorio altrimenti deputati alla Polizia.
Antefatto2: i Sindaci fanno ordinanze (come la cd antiborsoni) e assumono anche altri Vigili.
Antefatto 3: alcuni Sindaci, tra cui Filippeschi parlano a Maroni. Benissimo, gli dicono, ma per combattere la criminalità, e quindi avere più sicurezza, servono più forze dell'ordine. Quindi soldi per assunzioni e magari la benzina per le macchine. Poi a Pisa c'è una situazione particolare, perchè vengono date risorse per 90mila abitanti, ma gli effettivi sono 150mila. (infatti Pisa nelle classifiche dei reati denunciati è messa maluccio).
Antefatto 4: Maroni viene a Pisa, qualche giorno fa. E dice che le forze dell'ordine, siano carabinieri, vigili, polizia o quant'altro si devono coordinare e le competenze mischiare. Insomma mancano soldi e si deve sopperire con l'organizzazione e il coordinamento. (A mio parere qui il Sindaco doveva evidenziare di più le contraddizioni di Maroni, che parla di sicurezza, ma a costo zero. Di soldi non ce ne mette, anzi)
Allora succede che, come i Vigili si sono trovati a fare cose che competevano ai poliziotti, ora i poliziotti si troveranno a fare cose che competavano ai Vigili. (La cosa curiosa è che venga citata come competenza dei Vigili l'ordinanza antiborsoni, quando anche la Polizia, a quanto mi risulta, dovrebbe occuparsene.) E quindi i Sindacati di Polizia si lamentano perchè si troveranno a fare cose che abitualmente non fanno (anche se non è detto che poi la mole di lavoro sia superiore), essendo sempre con poco organico e con poche risorse.
E' una posizione comprensibile, dovuta alla mancanza di risorse che il Governo dà alle forze dell'ordine nonostante i proclami. Però forse discutere di riorganizzazione e mescolanza delle competenze non è sbagliato. Forse in Italia esistono davvero troppe organizzazioni diverse (Carabinieri e Polizia possono fondersi?).
Detto questo, penso che abbiate letto l'articolo su Pisanotizie, dal titolo ""Situazioni di natura sociale 'passate' alle competenze del Questore". Un titolo che, a mio parere dopo aver letto l'articolo, forza molto, se non snatura, la nota dei Sindacati.
Segnalo un interessante articolo di Maurizio Petruccioli sul Federalismo Fiscale dei Comuni e sul perchè, secondo l'autore, l'Anci ha trovato l'accordo con il Governo prima delle Regioni. Il giornale/rivista su cui è pubblicato è "Conquiste del Lavoro" e lo trovate nella rassegna stampa online del Comune di Pisa.
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Giuseppe 15/07/2010 14.25.41
Ehm... Sì, Cosentino. Bene, la politica ha bisogno di moralità e anche quello che sta facendo Rossi in questi giorni in Toscana va in questa direzione. Ridurre lo spreco. Però, scusi Onorevole, questa notizia la si trova ovunque e non so quale ricaduta avrà mai sulla vita degli abitanti della città che in qualche modo lei rappresenta. In tutta evidenza, la notizia del giorno a Pisa è un'altra, ossia che – caso abbastanza eccezionale, direi – le contestate politiche sociali della giunta Filippeschi oggi sono oggetto di una pesante presa di distanza dei sindacati di polizia che dicono che non si può continuare a usare le forze dell'ordine di fronte a ogni problema sociale da risolvere. Ci vuole la politica, dicono. Ed è curioso che siano i sindacati di polizia a farlo, addirittura in una nota congiunta. Non trova? Poi si può eludere la cosa, fare di tutto perché la notizia non circoli in città (penso che ormai sia troppo tardi), ma io penso che si dovrebbe parlarne in modo onesto. Poi, il fido Gregorio ci spiegherà che non è un dovere costituzionale parlare di una presa di posizione dei sindacati di polizia contro una giunta accusata di essere troppo autoritaria. Del resto, ai paradossi non c'è mai fine e sul piano della logica formale ha senz'altro ragione lui. Andiamo avanti così... Poi però non ci interroghiamo sul perché a contestare lo schifo rappresentato dalla classe dirigente della destra non c'è nessuno. Prima di invocare la partecipazione, ci vorrebbe il rispetto per l'intelligenza dei cittadini.
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francesco 15/07/2010 14.21.36
E noi ci interroghiamo, di continuo.
E vi interroghiamo anche. Sono le risposte di solito che mancano...
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Paolo Fontanelli 15/07/2010 14.01.08
E due! Dopo Brancher anche Cosentino. Evidentemente le mozioni di sfiducia fanno paura anche ad una maggioranza così ampia. Eppure Berlusconi aveva dichiarato appena ieri mattina che chi votava la sfiducia a Cosentino era fuori del Pdl. Sembrava che il duello con i finiani stesse per arrivare al culmine. Invece è stata la mozione del Pd a consigliare il passo indietro al centrodestra. Tuttavia la situazione politica si fa ogni giorno più complicata, mentre sullo sfondo arrivano notizie sempre più preoccupanti sulla crisi economica. E’ di poco fa l’agenzia sul fatto che i consumi e gli investimenti restano deboli e i redditi reali ristagnano. Le prospettive di occupazione sono sempre più incerte. Il debito pubblico resta pesante come un macigno. Allo stesso tempo al Senato si voterà la fiducia sulla manovra finanziaria, che giustamente Tito Boeri definisce “Un salto nel buio” su Repubblica (in allegato). Resta il carattere sostanzialmente depressivo della manovra denunciato più volte da Bersani, accompagnato da una scelta chiara in direzione del ridimensionamento dello stato sociale. Sorprende che ancora non ci sia una reazione visibile nell’opinione pubblica. Si parla d’altro. Certo nell’altro ci sono cose gravi come la cricca, la P3, la corruzione e via dicendo (anche scherzando un po’ come fa Gramellini stamani). Però resta la domanda sul perché manca, fino ad adesso, una discussione propedeutica per una azione e mobilitazione di contestazione. C’è la posizione delle Regioni, finchè regge, e quella della Cgil e poco altro. Parlo della gente comune, della percezione dei problemi tra i cittadini, che scattano nell’applauso quando si tratta di parlare male della politica e dei politici (che anche Berlusconi definisce politicanti), ma reagiscono poco sulle questioni che intaccano la loro condizione materiale. Credo che sia utile interrogarci.
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francesco 15/07/2010 13.44.31
@ Gregorio
"Semmai, mi fa pensare che si discuta di Rebeldia più qua che sulle pagine web delle organizzazioni di Rebeldia e delle organizzazioni vicine"
Forse non ti sei accorto che a Pisa non si parla d'altro, oggi se ne discute addirittura in consiglio comunale.
Capisco che a molti non gliene possa fregare di meno di quello che succede a Pisa, ma il sottotitolo di questo blog è "La voce di Pisa e della Toscana in Parlamento". Ecco, la voce che circola a Pisa è proprio questa: Filippeschi regala la città alla destra.
E se permetti il minimo che possa fare una città non di destra è trovare una soluzione degna a Rebeldia.
Va da sè che anche Alemanno ha fatto assegnazioni dirette a centri sociali (ovviamente di sinistra), ma forse alcuni ritengono Alemanno troppo comunista.
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Giuseppe 15/07/2010 13.27.54
@ laura
Alla luce di questo comunicato, due anni e mezzo di politiche sociali dell'amministrazione Filippeschi si possono riassumere così: tira tira, la corda si spezzò.
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Andrea Meini 15/07/2010 12.49.11
Mamma mia in che stato, Fontanelli! Ma io una cosa così non me la ricordo mica a Pisa! E sì che non sono mica un ragazzino! Speriamo di ripigliarsi... Poi ho visto anche che mi ha chiamato in causa in un suo messaggio (scusate, ma il computer non l'accendo tutti i giorni). Non ho capito bene cosa c'incastra intrafunare libertà d'informazione e correttezza... E mi pare che sia stato lei, Fontanelli, a parlare di bavaglioli! Mah, speriamo proprio di ripigliarsi...
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laura 15/07/2010 12.28.25
Buongiorno a tutti/e,
certo che questa nota dei sindacati di polizia mi mette un po in crisi.Nel senso che io sono sempre stata convinta che la legalità sia la base salda da cui partire e costruire la democrazia e la partecipazione, se le forze dell'ordine si esprimono così duramente verso scelte dell'amministrazione forse è bene che il Sindaco si decida a cambiare rotta politica e a riprendere il filone degli "atteggiamenti" e delle scelte che possono connotarlo come sindaco di una forza di sinistra...e se è troppo...almeno di centrosinistra!
mi sento come Nanni Moretti nel film Aprile quando chiede disperatamente a D'Alema "di una cosa di sinistra..." per piacere, ho un rispetto assoluto delle forze dell'ordine, ma dover vedere che loro sono più ragionevoli e sensati di una giunta PD mi fa vermanete gelare il sangue!!!!
Ma che scherziamo????
Se si va avanti così la gente preferirà l'originale alla brutta copia, e voterà chi davvero la sicurezza la pratica in modo duro e demagogico da anni...la destra!
La sinistra come avevo già detto su questo blog deve essere l'alternativa, dare un senso sociale e culturale ai cittadini, ma davvero il sindaco ha la scorta??? A PISA???????
dico A PISA dove non succede mai nulla?????
no via stiamo andando veramente allo scatafascio, sono davvero delusa e amareggiata!
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Giuseppe 15/07/2010 11.52.14
Quando iniziai a scrivere su questo blog, posi la questione, credo importante, di come sostanziare il valore della legalità, chiedendo ad esempio se il nodo della giustizia sociale ne fosse ancora alla base, almeno per il PD pisano e la giunta che esprime. Fui aspramente criticato e, in buona sostanza, accostato agli occupanti di via Marsala, agli aggressori del sindaco e tutto il resto, in un bel polpettone in stile anni Settanta che mette insieme tutto e tutto confonde.
Leggo ora che, in data 7 luglio, i sindacati di polizia hanno diramato una nota congiunta (Silp-Cgil, Siulp, Sap, Consap, Coisp, Ugl-Polizia di Stato, Uilps, Sup e Anip), presentata al Prefetto, in cui si legge: "Abbiamo rappresentato al Prefetto un preoccupante trasferimento sul piano dell'ordine pubblico, e quindi della Questura, di tante situazioni che dovrebbero in prima battuta trovare soluzioni su un terreno politico-sociale-amministrativo"; e ancora: "Si pensi ai servizi diretti all'applicazione delle ordinanze del Sindaco di Pisa in materia di commercio abusivo (c.d. antiborsone) che vedono il costante impiego del personale delle forze dell'ordine anziché, come accade altrove, di uomini della Polizia Municipale trattandosi di provvedimenti della locale autorità politico-amministrativa; alle situazioni di natura sociale che, sembra, vengono "passate" alla competenza del Questore sin dalla loro comparsa senza neppure esperire i necessari tentativi di soluzione sul loro piano strutturale; il ricorso al personale della Polizia di Stato e dell'Arma dei Carabinieri nel servizio di tutela al Sindaco recentemente istituito in seguito a manifestazioni di dissenso, o infine, all'incremento dei servizi della Questura e dei Carabinieri in occasione di tante manifestazioni di natura politica"; e infine: "Nel proseguire l'azione di sensibilizzazione con la prossima richiesta di incontri con il Sindaco, con esponenti della maggioranza di governo e dell'opposizione, nonché con il Ministro dell'Interno, non escludendo iniziative, anche forti, dirette, a manifestare la preoccupazione di una categoria che non sta chiedendo adeguamenti economici, peraltro più che legittimi viste le differenze con le altre Forze di Polizia Europee (siamo ai livelli della Grecia), ma solo di essere messa nelle condizioni di garantire ogni giorno a tutti i cittadini, e non solo ad una parte di essi, quella sicurezza che purtroppo giorno dopo giorno, viene meno per scelte di chi probabilmente non ha ugualmente a cuore la serenità di tutti".
Che dire? Ne vogliamo parlare stavolta? O anche la polizia, magari eterodiretta, dice solo "cazzate" come Marrucci? Non sarà che la giunta Filippeschi e il celodurismo in salsa pisana propagandato da una parte del PD pisano rappresenta ormai un conclamato problema, tanto che, alla faccia degli allarmismi dell'On. Fontanelli, sono addirittura i sindacati di polizia (caso credo più unico che raro per un'amministrazione di centro-sinistra) a dire al Sindaco di darsi una regolata e di tornare a fare il suo mestiere, che è quello di amministrare la cosa pubblica nell'interesse di tutti, e non di far aprire mille cantierini in città agli speculatori edilizi invocando le forse dell'ordine contro tutti gli altri? Chi sta regalando Pisa alla destra?
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gregorio 15/07/2010 11.46.37
Via su Giuseppe, proprio non funziona: da quando è entrato qui dentro ha parlato solo e soltanto di Rebeldia. E nessuno ha mai posto la questione sul suo diritto di farlo. Il tema è, glielo lo ribadisco: non è un dovere costituzionale essere d'accordo con Rebeldia, non è un dovere costituzionale parlare solo e soltanto di Rebeldia. Se giocasse di più a calcetto e leggesse meno sociologia, si renderebbe conto anche lei che tutto sommato funziona: o bene o male, purchè se ne parli. Franci, che è un po' viscerale e a volte straparla, sta cosa l'ha capita bene ... Se la faccia spiegare.
Semmai, mi fa pensare che si discuta di Rebeldia più qua che sulle pagine web delle organizzazioni di Rebeldia e delle organizzazioni vicine: che vi sia anche un po' di strategia? (... beninteso la troverei anch'essa legittima e neppure troppo sbagliata: è un modo fare lobby un po' grezzo, ma chissà che non porti a qualche risultato)
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Giuseppe 15/07/2010 11.18.51
Oh, Francesco, ma qui altro che le tecniche subliminali di Henry... la sta mettendo sul complesso! Non so come reagirà qualche interlocutore che impazzisce al solo leggere Marrucci... Su Gregorio, invece, non avrei dubb:. per oggi sostituirà il calcetto con il pur nobile muretto e calciando tutto il giorno la palla da solo si sforzerà di capire che cosa voleva dire (perché, finché Domenico citava Marx, poteva tranquillamente saltare la citazione, ma ora che gliel'ha ritradotta nei termini di Rebeldía sarà costretto a leggere addirittura di filosofia e a sudare tutto il giorno per capirne il senso e cercare, obbedientemente, di coglierla in castagna... ah, come sono più liberatori i torneini di calcetto!)
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francesco 15/07/2010 10.59.57
E invece a me piace la piega che Domenico stava dando alla discussione.
E, anche se per me Marx fino ad oggi è stato più che altro un dolcetto composto da torrone, mandorle, caramello e cioccolato al latte, devo dire che leggendo il suo commento ho imparato tante cose.
E’ per questo che vorrei, permettetemelo, ritradurlo in un linguaggio un po’ più calato nell’estate pisana del 2010:
“Se io, da Emergency, Un ponte per..., la Lipu e El Comedor Estudantil "Giordano Liva" - associazioni reali di Rebeldía - mi formo la rappresentazione generale Progetto Rebeldia e immagino che Progetto Rebeldía - la mia rappresentazione astratta, ricavata dalle associazioni reali - sia un'essenza esistente fuori di me, sia anzi l'essenza vera di Emergency, di Un ponte per..., ecc., io dichiaro - con espressione speculativa - che Progetto Rebeldía è la sostanza di Emergency, di Un ponte per..., della Lipu, ecc. Io dico allora che per Emergency non è essenziale essere Emergency, che per Un ponte per... non è essenziale essere Un ponte per.... L'essenziale, in queste cose, non sarebbe più la loro esistenza reale, sensibilmente intuibile, ma l'essenza che ho astratto da esse e ad esse ho attribuito, l'essenza della mia rappresentazione Progetto Rebeldía. Io dichiaro allora che Emergency, Un ponte per..., la Lipu, ecc., sono semplici modi di esistenza, modi di Progetto Rebeldía. Il mio intelletto finito, sorretto dai sensi, distingue certamente Un ponte per... da Emergency ed Emergency dalla Lipu, ma la mia ragione speculativa dichiara inessenziale e indifferente questa diversità sensibile. Essa vede in Un ponte per... la stessa cosa che in Emergency, in Emergency la stessa cosa che nella Lipu, cioè Progetto Rebeldía. Le associazioni particolari e reali non valgono più che come associazioni apparenti, la cui vera essenza è la sostanza, Progetto Rebeldía [...] Il sociologo la cui scienza si limitasse a dire che tutte le associazioni sono in realtà l'associazione sarebbe un sociologo solo nella sua immaginazione.”
Si ruzza, ma a Pisa c’è chi pensa che per cancellare Rebeldia basti sgomberarla. Un mantra che vorrebbe farci credere che dopo quest’estate Rebeldia non esisterà più (tipo il cucchiaio di Matrix).
Ecco, fatevene una ragione. E anzi, consiglio al PD di spendersi pubblicamente (ora, non dopo il 20 luglio)per evitare un’azione di forza, sennò ho paura che sarà il PD a fare la fine del cucchiaio, almeno a Pisa.
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Giuseppe 15/07/2010 10.56.48
Giusto Gregorio, occultiamo occultiamo... fosse mai che si avviasse una discussione con interventi fuori controllo. Comunque, le macchinine fanno da pendant al suo calcetto e gliele lascio volentieri. La mia era solo una forma di richiesta all'On. Fontanelli di non troncare un dibattito in corso sul suo blog. A lei Gregorio lascio volentieri il ruolo del fido gendarme.
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gregorio 15/07/2010 10.42.28
Giuseppe, se t'interessa più quella discussione ... continuala di là. Io stesso quando ho qualcosa da dire al riguardo, vado nell'altra discussione e scrivo. Non vengo qui a dire che ho detto qualcosa di là. Sennò sembri il bimbo che si arrabbia perchè vorrebbe dieci amici a giocare con le macchinine e invece ne ha soltanto cinque.
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Giuseppe 15/07/2010 10.38.31
Con buona pace del nostro gendarme Gregorio, segnalo che la discussione in margine all'altro taccuino continua eccome, ad oltre 48 dalla pubblicazione di questo, il cui contenuto forse non interessa granché: credo perché si parla di questioni o inutili (tipo il mondiale di pallone), o eterne (tipo l'aeroporto), o serissime (tipo l'acqua, Eutelia-Agile e la Bulleri, i costi della politica), ma con una superficialità disarmante...
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domenico 14/07/2010 18.30.43
Rossi è, e non confonde l'essere con il voler essere. Cosa sono i partiti se non la mano visibile dell'agire politico.
Ieri ho sentito il sindaco di Livorno affermare che è stato orgolgliosamente Comunista, e gli danno fastidio quelli che rinnegano di esserlo stati.
Ma cos'è Marx senza la prassi?
Cos'è Marx senza la presa visione della realta delle cose cosi come è e non come vorrei che fosse ( il vorrei che fosse è pura speculazione retorica se è fuori dalla prassi)
Rileggendo Marx:
« Se io, dalle mele, pere, fragole, mandorle - frutti reali - mi formo la rappresentazione generale frutto e immagino che il frutto - la mia rappresentazione astratta, ricavata dai frutti reali - sia un'essenza esistente fuori di me, sia anzi l'essenza vera della pera, della mela, ecc., io dichiaro - con espressione speculativa - che il frutto è la sostanza della pera, della mela, della mandorla ecc. Io dico allora che per la pera non è essenziale essere pera, che per la mela non è essenziale essere mela. L'essenziale, in queste cose, non sarebbe più la loro esistenza reale, sensibilmente intuibile, ma l'essenza che ho astratto da esse e ad esse ho attribuito, l'essenza della mia rappresentazione il frutto. Io dichiaro allora che mela, pera, mandorla ecc., sono semplici modi di esistenza, modi del frutto. Il mio intelletto finito, sorretto dai sensi, distingue certamente una mela da una pera e una pera da una mandorla, ma la mia ragione speculativa dichiara inessenziale e indifferente questa diversità sensibile. Essa vede nella mela la stessa cosa che nella pera, nella pera la stessa cosa che nella mandorla, cioè il frutto. I frutti particolari e reali non valgono più che come frutti apparenti, la cui vera essenza è la sostanza, il frutto [...] Il minerologo la cui scienza si limitasse a dire che tutti i minerali sono in realtà il minerale sarebbe un minerologo solo nella sua immaginazione »
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Giuseppe 14/07/2010 17.27.29
Gentile Gregorio,
sono paciosissimo. Osservavo solo che in margine all'altro taccuino il dibattito stava proseguendo arricchendosi di nuove voci. Forse una ragione c'era. Tutto qua.
Saludos
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gregorio 14/07/2010 16.56.48
Giuseppe datti pace ... Non è un dovere costituzionale essere d'accordo con Giuseppe. Fattene una ragione.
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francesco 14/07/2010 16.35.43
Suvvia Giuseppe,
lasciamolo parlare anche di qualcos'altro al povero On. Fontanelli.
Questa storia del sale della democrazia e del libero scambio di opinione è bella, ma stanca. Siamo in estate ricordiamocelo.
Io avevo proposto di parlare del caldoumido, ma a nessuno interessa.
E lo capisco, è bene parlare di cose più ganzette.
Anche a me appassiona molto il fatto che i fuoriclasse siano stati quasi sempre sotto o intorno al metro e settanta. Anch'io sono orgogliosamente in quella categoria e ci tengo parecchio.
Ovviamente non sono un fuoriclasse, ma essendo intorno al metro e settanta magari un giorno del postberlusconismo lo potrò essere anch'io.
L'unica cosa è che il postberlusconismo mi preoccupa abbestia. Ora siamo ancora dentro una barzelletta che non fa ridere, ma se continua di questo passo fra poco saremo in un buco nero da cui non riusciremo più a tirare fuori il capino.
A quel punto o sei un fuoriclasse vero o sennò fai la fine dell'Italia di Lippi. A proposito, ma vi siete accorti che la Nuova Zelanda è stata l'unica nazionale ad uscire imbattuta dal mondiale sudafricano? Non è che con un decreto interpretativo Silvio riesce a farci diventare d'un colpo vicecampioni del mondo?
Ecco, sono rifinito a delirare...ma guarda un po' cosa fa il caldoumido.
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Giuseppe 14/07/2010 15.47.46
A giudicare dai commenti che continuano a essere postati in calce al taccuino precedente, mi sa che avrebbe fatto meglio a portare alla nostra attenzione una sua riflessione più articolata del "triplice post" sulla questione della libertà di informazione e sul modo a dir poco sbrigativo in cui a Pisa l'amministrazione comunale e i partiti che la sostengono affrontano le critiche che vengono loro mosse. E meno male che il dibattito e il libero scambio di opinione sono il sale della democrazia...







e invece... non è affatto contento, poiché ha un senso civico che supera una visione faziosa del mondo e spera ancora che il PD possa rivedere la sua posizione e tornare ad essere il partito della partecipazione, dell'apertura al dialogo con la società civile, della difesa dei diritti dei più deboli e dei valori fondamentali della sinistra: solidarietà e giustizia sociale. Mi dispiace, ma non c'è alcun risentimento nel mio stato d'animo, né la voglia di criticare per criticare. Uno si aspetterebbe soltanto più umanità, più decenza e più rispetto per tutti i cittadini dall'amministrazione comunale di una città dalla grande tradizione di civiltà come Pisa. Anche qui, e l'ho già scritto altre volte non in maniera provocatoria ma come un sincero complimento nei suoi confronti, la differenza tra l'attuale amministrazione e le due giunte che lei ha guidato continua a sembrarmi abissale, On. Fontanelli. E glielo spiego volentieri perché: perché lei ha saputo garantire il necessario sviluppo e una discreta modernizzazione alla città senza fare demagogia, senza puntare solo sull'apertura dei cantieri, ma costruendo anche intese con altri pezzi di città, dall'Università (dove lavoro e dove in passato ho avuto spesso occasione di ascoltarla in occasione di presentazioni e cerimonie) alle fasce più deboli. Lei per me resterà il sindaco di "Città sottili" e questo è un grande merito. Lei è stato l'uomo capace di contenere possibili tensioni, che ha saputo rendere concreta una parola come la solidarietà; che ha valorizzato le iniziative giovanili, ma non solo; che ha incrementato gli ambiti di cultura e gli spazi di socialità in città, di tanti tipi. Potrei continuare a lungo, ma mi fermo. Al contrario, l'On. Filippeschi resterà (se ne resterà memoria, cosa di cui ho forti dubbi data la mediocre statura politica) come il sindaco degli sgomberi, come il grigio burocrate capace di chiudere sempre invece di aprire, criticato non solo dalla sinistra e dai movimenti, ma dal fior fiore degli intellettuali e dei docenti universitari della città, che lei mai si sarebbe sognato di attaccare pubblicamente come invece l'On. Filippeschi fa ogni volta. Non voglio forzare la mia rappresentazione, perché nessuno è perfetto e anche lei qualche sbaglio l'ha indubbiamente commesso, ma la sua figura era allora quella di un uomo politico di convergenza, in cui una larga maggioranza della città era in grado di riconoscersi. Sinceramente, quando ascolto l'On. Filippeschi, ho la sensazione di essere in Bulgaria (con tutto il rispetto per i bulgari)...
Torno a ribadirle che nei miei giudizi c'è alcuna volontà di critica fine a se stessa, né tesa a favorire chissà quale corrente, partito o coalizione alternativa al centrosinistra. Io mi sento soprattutto un cittadino preoccupato per la piega che le cose stanno prendendo anche a Pisa e che vorrebbe, lo dico senza esitazioni, un'inversione di tendenza su alcuni aspetti. Se si fosse meno ringhiosi e pregiudizialmente sospettosi, se si iniziasse per una volta ad ascoltare la parte positiva delle critiche, anziché chiudersi sempre a riccio ed attaccare a testa bassa chiunque dica cose che non sono del tutto gradite, forse a Pisa torneremmo tutti a stare meglio: la giunta, i cittadini e anche i corpi di polizia...