Il taccuino di Paolo Fontanelli
... Ma sulla spesa sanitaria i margini per un risparmio significativo ci sono

Stamattina sono andato a Lari per la giornata di ricordo organizzata dal Comune in occasione del 66esimo anniversario della liberazione e della strage di Aiale dove, il 15 luglio 1944, i nazisti in ritirata bombardarono la gente festante per l'arrivo delle truppe alleate, una tragedia costata la vita a 17 persone, tra cui anche donne e bambini. Oltre al sottoscritto, sono intervenuti il Sindaco e il Presidente dell'ANPI, alternandoci ad i canti partigiani. Non c'era molta gente, purtroppo, ma i Comuni fanno bene a mantenere in vita iniziative come questa, necessarie per tener viva la memoria .
Ieri sera invece ho seguito il dibattito sul testamento biologico alla festa democratica a Fornacette. E' stato vivace e interessante: fra l'altro è stato seguito anche da Radio Radicale e la registrazione la trovate sul sito. I protagonisti erano Livia Turco del Pd, e Antonietta Farina Coscioni esponente dei radicali, e il professor Stefano Semplici, cattolico, dell'Università di Roma. Su una cosa erano tutti d'accordo: la proposta di legge approvata dal Senato, e ora all'attenzione della Camera, rappresenta un passo indietro molto negativo. E' evidente che una normativa chiara sul fine vita, coerente con quanto previsto dalla nostra Costituzione e che mette al primo posto la libertà di scelta del cittadino sul trattamento sanitario, sarebbe decisamente opportuna: la lunga vicenda di Eluana Englaro, con il percorso sofferto e coraggioso portato avanti da suo padre nonostante i pesanti ostacoli eretti da più parti, infatti, è ancora sotto gli occhi di tutti. Ma se l'impatto della proposta di legge in discussione alla Camera è quella che ci hanno raccontato ieri sera, allora è molto meglio non fare nessuna legge. E' evidente, infatti, che con l'attuale maggioranza parlamentare, la cosa più probabile è che venga fuori un testo di legge regressivo, nonostante l'impegno del gruppo del Pd che è pronto a dare battaglia in modo unitario. Infatti la componente Pd in commissione Affari sociali ha lavorato per definire un nutrito pacchetto di emendamenti condiviso dalle "componenti" laiche, cattoliche e radicali. Però sbaglia chi pensa che si debba mettere noi in cima alle priorità dell'attività parlamentare questo problema. Perché l'esito non sarebbe buono. Penso invece che questo tema debba essere se non in cima almeno tra le iniziative principali che dobbiamo portare avanti nei prossimi mesi. Insieme alla battaglia per l'attuazione concreta della legge, recentemente approvata e da noi voluta, sulle cure palliative e sulla terapia del dolore, perché si tratta di problemi veri, sentiti e vissuti da migliaia di famiglie. E credo che ciò possa anche aiutare il Pd ad assumere un profilo più chiaro e riconoscibile in riferimento quella visione laica della politica e al ruolo delle istituzioni di cui è portatore.
Infine una veloce considerazione sulla manovra finanziaria e sulla sanità italiana. Abbiamo già detto della necessità di contrastare i tagli e, in particolare, l'idea di abbassare consistentemente il livello della spesa sociale per far partire da una dimensione più ristretta il calcolo sul fabbisogno finanziario per l'attuazione del federalismo fiscale. Al riguardo chi vuole può leggere in allegato la relazione di minoranza sulla manovra economica che abbiamo presentato al Senato. Però sulla spesa sanitaria non possiamo negare che ci sia bisogno di una revisione. I margini per un risparmio significativo ci sono, così come ci sono sprechi e spese improduttive. Basta guardare alle Regioni che sono in deficit e non hanno ancora presentato il piano di rientro. Mercoledì scorso ho partecipato ad una iniziativa del Pd a Campobasso, ed emergeva con chiarezza il livello di sovradimensionamento del sistema sanitario del Molise (6 ospedali per 300.000 abitanti), peraltro tra i più inefficienti in confronto con le altre Regioni. Almeno al pari se non al di sotto la Campania , la Calabria e il Lazio. Purtroppo per tanti conta ancora di più il numero degli occupati, e talvolta delle clientele da salvaguardare, che non il servizio ai cittadini, la sua efficienza e la sua efficacia. E troppo spesso in alcune Regioni ciò si accompagna ad un alto tasso di trasformismo sul piano politico. Dunque, per essere credibili nella battaglia per difendere lo stato sociale dobbiamo anche esserlo nell'agire per un uso razionale ed efficace delle risorse.
P.S.
Abbiamo ricevuto da ''Cesare Gramellini'' la nota che trovate in allegato ...
6 commenti
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domenico 20/07/2010 18.41.25
Vendola si candida a premier «Spariglierò il centrosinistra»
http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=111172
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Emiliano sostiene Vendola «Il Pd lo appoggi o scomparirà»
http://www.quotidianodipuglia.it/articolo.php?id=111432&sez=ATTUALITA
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Siamo già in campagna elettorale e nei vari blog non si para d'altro basta fare un giro su quello dell'On.Cuperlo per capirlo. Bersani è sulla soglia della delegittimazione e fra un pò qualcuno comicerà a chiederne la testa.
Nel fattempo:
La profondità della crisi. Il ritorno alla piena occupazione pre crisi è ancora una strada tutta in salita.
Anno Base II Trim 2008
Indice del Fatturato indutriale(destagionalizzato)
IVtrim 2009 -25,90
I trim 2010 -21,70
Indice degli Ordinativi(destagionalizzato)
IVtrim 2009 -26,80
I trim 2010 -24,90
L'industria a perso 1/4 della sua produzione. Con questi dati il ceto politico che guida il paese e deve attuare la politica economica e industriale nell'interesse dei cittadini elettori,dovrebbe soffrire di insonia.Invece visto i buoni stipendi e gli affarucci sottobanco, i pensieri e l'impegno sono altrove. Ma i cittadini che subiscono materialmente questo menefreghismo sembrano non avere più molta fiducia dei professionisti della plitica, che dimostrano di non aver capito i problemi essenziali e materiali delle persone. Il dato viene confermato dal sondaggio di oggi su Repubblica
http://www.repubblica.it/politica/2010/07/20/news/sondaggio_luglio-5691384/?ref=HRER1-1
SE elogi Marchionne che fa lo strozzino industriale, se elogi i banchieri che vivono d'usura, e chiaro di chi sei portatore di interessi. SE SOGNI LE BANCHE E NON LA CATENA DI MONTAGGIO, NON C'E' BISOGNO DI SCOMODARE FREUD PER SAPERE QUALI SONO I TUOI DESIDERI.
Allora Vendola diventa la speranza, in fondo come. Segno evidente come affermava Ernst Bloch " che solo la speranza può aver portato sotto le bandiere rosse chi non ne aveva bisogno".
Ma la speranza è politica?
Sentiamo cosa ne pensa Remo Bodei.
Remo Bodei chiarisce che per Ernst Bloch la speranza ha un carattere conoscitivo: è quello che permette al pensiero di articolarsi oltre l'immediatezza del vissuto.
http://www.conoscenza.rai.it/site/it-IT/?ContentID=357&Guid=586b8fb100824045a6805b3ae4940190
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domenico 19/07/2010 12.37.25
Ostellino in sostanza ci dice che c'è un motore spento per mancanza di carburante.
Ma questa volta la vedo nera, se Bersani passa dal tritacarne non sarà l'ennesimo leader bruciato dal CS e dal PD, ma sarà la rottura definitiva fra base e professionisti della politica. Bersani rappresentava l'ultima ciambella di salvataggio a quella che Andrea Romano a definito il "partito famiglia".
La rottura sarà traumatica perchè se non ci sarà una scissione vera e propria ci sarà una coesistenza ancora più conflittuale, fra due modi diversi di concepire l'attività di partito ( che poi consiste nella presa di potere dello stesso).
Ma finirà anche in malomodo un'era di concezzione della gestione politica,i professionisti sono tali se danno risposte ai problemi e lottano per le stesse. Rossi questo lo ha capito e si è mosso subito con una sforbiciata ai costi della politica che non erano necessari per la gestione pubblica ( e di fatto erano degli sprechi). Questo conferma che in politica come nella vita bisogna distinguere le mele dalle pere e non confonderle con il cestino della frutta, vale per i politici come per la società civile. Uno storico ateinese affermava che " gli uomini sono la citta, non le mura ne le navi vuote di uomini".
L'eredità della gestione del partito di tradizione Leniniana che si basava sulle avanguardie politiche ( i professionisti della politica) ha fatto si che il partito sia diventata una associazione coercitiva che limitava la possibilità di scegliere gli uomini. A questa esigenza divevano rispondere le primarie. Ma come ben sappiamo a ogni elezione c'è un chiaro osteggiamento o una farza palese delle stesse.
Poi se ci metti il fatto che siamo in piena crisi mondiale che di fatto è una rottura del ciclo economico che non è in grado di riprodure se stesso, e che è la più grave crisi economica degli ultimi 80 anni e di fatto è una esperienza nuova per tutti noi, il gioco è fatto, perchè la presa visione dei fatti reali viene abbagliata dalla visione metafisica del nosto mondo ideale. Paradossalmente hanno una loro visione della crisi economica le forse cosidette della sinistra radicale e quelle di destra, ma non quelle di CS.
Quando Enrico Letta Parla di "forza creatrice e distruttrice del capitalismo" richiamando la teoria del ciclo economico di Schumpeter " fa danni" più di D'Alema quando sbotta per l'affitto di casa sua che pagava all'INPS.
Il sistema dinamico di Schumpeter basa sull’idea che lo sviluppo economico dipende soprattutto dalle innovazioni tecnologiche introdotte dalla ristretta categoria degli imprenditori. Ora gli imprenditori analizzati da Schumpeter si chiamavano E.Ford e avevano come ambizione di creare salariati che avevano la possibilità di comprare quello che producevano ( non è un caso se Sombart si domanda perchè non c'è il socialismo in America, e al risposta è perchè il lavoratore salariato a bune paghe). Di fatto il Capitalismo imprenditoriale di Schumpeter produceva buoni salari ( in termini aziendali potremmo dire che produceva clienti per consumare i prodotti).
Ma oggi cosa produce questo capitalismo globalizzato?
Qual'è lanalisi del CS sulla globalizzazione ( e non mi riferisco a quella della crisi ma a quelle antecedenti alla crisi), l'esempio è Prato, c'è stata un chiaro coinvolgimento fra la sfera ideale e i fatti reali. La sfera ideale porta a dire che " tutti debbono avere la possibilità di emergere tramite il lavoro o gli studi indipendentemnente dal colore eo dalla razza", ma nnon c'è stato il coraggio di criticare il modo di produzione che è l'atto materiale che instaura i rapporti di produzione fra capitale e salario. E i risultati sono sotto gli occhi di tutti, ora anche Scalfari ci dice che la globalizzazione non è l'alta marea di Prodi che quando arriva alza tutte le barche, ma è la bassa marea di Keynes che di fatto ha rivoluzionato il pensiero economico con l'unico obbiettivo di mantenere la piena occupazione.
Mi fermo perchè altrimenti divento anche logorroico, essendo probabilmente già stato anche troppo noiso.
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cristiana 19/07/2010 11.23.46
segnalo alla riflessione comune l'articolo di Ostellino oggi sul Corriere :
http://www.corriere.it/editoriali/10_luglio_19/ostellino_9a275eba-92f2-11df-a33b-00144f02aabe.shtml
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domenico 19/07/2010 11.17.36
Tremonti il camaleonte.
Ieri Super Giulio ha rilasciato una lunga intervista a Repubblica.
Tremonti: “No a governi tecnici. Ma c’è una questione morale”
Nel post riportato sotto ci sono i link all'intervista e un link che riporta ad una lettura interpretativa dell'intervista fatta dal sito noiseFromAmerika gestito da alcuni economisti con esperienza nelle università Americane.
http://partitodemocraticobientina.wordpress.com/2010/07/19/tremonti-il-camaleonte/
PS: Io mi sono solo permesso ad evidenziare il messaggio sublimale in chiaro stile doroteo lanciato da tremonti e che riguarda la "Questione Morale" una questione politica cara alla sinistra ex comunista, anche perchè evoca ricordi e leader carismatici rimasti nella memoria di tutti noi come esempi positivi di etica politica ( Con questo non voglio dire che Enrico le abbia sempre azzeccate tutte politicamente parlando,ma l'etica che è l'agire politico in base ai propri valori nopn è messo in discussione da nessuno, indipendentemente dai giudizi politici sui singoli fatti).
OCCHIO ONOREVOLE TREMONTI COME SEMPRE FA INVASIONI DI CAMPO, E MI SEMBRA ANCHE CHE IL PD SIA PRESO FRA DUE FUOCHI, QUELLO DI TREMONTI E QUELLO DI VENDOLA.
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domenico 17/07/2010 20.41.00
"Dunque, per essere credibili nella battaglia per difendere lo stato sociale dobbiamo anche essere nell'agire per un uso razionale ed efficace delle risorse".
Certo è un dovere morale e un obbligo politgico, i denari pubblici non si sprecano ma si utilizzano per i bisogni sociali.
Poi non si capisce perchè un flacone di sangue deve costare il doppio al sud di quello che costa al centro, e cosi come un cesario o un pacco di fascioline.I problemi del meridione non si risolvono con il clientelismo occupazzionale che serve solo a parheggiare persone che non producono nulla, ma si deve poter trovare uno sviluppo solido e duraturo, che deve partire in primis dai cittadini e dauna classe politica degna di questo nome ( oggettivamente sono 60 anni che mandiamo soldi al meridione senza avere ottenuto nulla in merito al rapporto investimenti sviluppo).
Segnalo i raporto della CGIL sulla cassa integrazione:
Crisi: CGIL, in un anno più 660mila lavoratori in Cassa integrazione.
http://www.cgil.it/Archivio/SettoriProduttivi/OSSERVATORIO/AndamentiMensiliCIG/CIG_Giugno_2010-2.pdf
Srana ripresa questa, aumenta la produzione am contestualmente aumentano anche disoccupazione e CIG.
CHE SIANO CAMBIATI I PARADIGMI ECONOMICI?







Per tutti coloro che elogiano il Marchionne pensiero. Senza rendersi conto della cinetizzazione del sistema.
Ma in fondo in fondo come faccio a notare la differenza fra CS e CD se i nostri nelle riounioni pubbliche prima della crisi, rispondendevano cosi a un pensionato che si lamentava per la chiusura di una fabbrica che metteva a casa 110 capi famiglia " non domandarti cosa può fare il tuo paese per te, ma domandati cosa puoi fare tu per il tuo paese".
A questo punto la speranza in un mondo migliore e socialmente più equo,diventa un terreno politico spendibile. Di conseguenza l'attenzione non sarà certo rivolta a chi questo problema lo ha ignorato, generando questa situazione assurda fosse anche per non averla denunciata con forza.
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Fiat licenzia un operaio a Termoli i sindacati scendono in piazza.E' stato mandato a casa per avere partecipato alla manifestazione del 22 giugno. Una settimana fa altri quattro licenziati. Venerdì sciopero di due ore indetto dalla Fiom in tutti gli stabilimenti. E domani si ferma Termini Imerese per otto ore.
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/20/news/fiat_licenziato_un_operaio_di_termoli_partecip_alla_protesta_di_pomigliano_d_arco-5710113/?ref=HRER1-1