Il taccuino di Paolo Fontanelli
L'eccellenza della sanità pisana e la valutazione positiva della finanza comunale, due belle notizie per la città
Oggi venendo a Roma ho letto due notizie che mi hanno fatto molto piacere. In verità una la sapevo già: quella del trapianto di rene fatto con il robot. Me ne aveva parlato sabato scorso il professor Boggi, che ha guidato l'intervento chirurgico. E ‘ il primo del genere attuato in Europa e rappresenta l'avanguardia della chirurgia mininvasiva e senza dolore in un campo così complesso. Si tratta di un fatto straordinario che valorizza il sistema sanitario pisano. Speriamo che ciò serva anche a rilanciare la propensione alla donazione degli organi. Ce n'è bisogno perché, come mi ha detto Boggi, nell'ultimo anno i trapianti sono diminuiti a causa del minor numero di organi disponibili. Una delle ragioni di questa diminuzione è anche la fase di restrizione delle risorse che investe la sanità, poiché il recupero di organi da decessi è assai oneroso e non sempre prevale questo tipo di priorità. Per questo bisogna sostenere e sviluppare la cultura della donazione ed è forse necessaria anche una legislazione più puntuale e moderna. Ho preso impegno a verificare questa possibilità
L'altra notizia è quella relativa alla certificazione del Rating del comune di Pisa. La Fitch Ratings, che ha in osservazione da diversi anni il bilancio comunale, ha dato una doppia AA-. Un ottimo risultato prodotto dalla sensibile riduzione del debito in sette anni, da 138 a 65 milioni di euro. Ciò a dimostrazione della buona gestione e della efficace visione dei problemi, messa in moto dall'idea di non scaricare sul futuro, e quindi sui futuri servizi per i cittadini, il costo aggiuntivo prodotto dall'indebitamento.
Arrivato alla Camera ho partecipato alla riunione per la definizione del nostro parere in commissione sulla manovra economica e poi sono iniziate le votazioni. Tra i banchi mi è capitato di sentire opinioni sull'articolo di Ostellino, suggerito da Cristiana, e sull'intervista di Tremonti a repubblica, citata da Domenico. Tremonti l'avevo letto domenica e l'impressione era quella di una intervista furba, tesa a delegittimare l'opposizione e il PD in particolare, e mirata ad accreditare per sé il ruolo di principale erede dell'era berlusconiana. Quanto alle risposte sui problemi del Paese fumo a volontà. Invece non avevo letto Ostellino, che in verità evito sempre per la sua impostazione fondata sul pregiudizio contro la sinistra e il Pd in particolare. Allora oggi l'ho letto, e mi perdoni Cristiana se non l'ho fatto subito. Ebbene, non lo condivido e lo considero disonesto e ingannevole. Fa finta di preoccuparsi del fatto che "non c'è una credibile alternativa" ma in una logica in realtà tutta proiettata a attenuare e a giustificare i fallimenti di Berlusconi, a partire dalle vicende di corruzione, di malaffare e dalle infiltrazioni antistituzionali come la P3. A proposito: bella la vignetta di Ellekappa. Anzi il tentativo è ancora quello di dire che la causa di tutti i mali è sempre e comunque il Pd. Mancava solo che aggiungesse un rigo per dire che anche la crisi, internazionale e italiana, è colpa del Pd. Credo che discutere sui problemi e sui limiti del Pd sia giusto e utile, con il proposito di rendere più efficace la nostra iniziativa politica. E anch'io avrei molte cose da dire, in modo critico e spero senza recriminazioni. E lo farò nei prossimi giorni. Ma partire da Ostellino no, proprio non si può.
12 commenti
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francesco 23/07/2010 12.32.15
Vedi Giuseppe,
sarebbe utile iniziare a costruire realmente la soluzione ex Asnu.
Se tutti i soggetti coinvolti si siedono intorno al tavolo e ragionano solo degli aspetti tecnici (per tutelare tutte le parti in causa, dalla Sviluppo Pisa all'Università, da Rebeldia al Comune, dal DSU alla Provincia, e magari altri che fino ad oggi non sono stati presenti, tipo la Regione o che ne so, i sindacati) si riuscirebbe a capire con chiarezza l'entità delle penali e come gestire il trasferimento delle attività (pochissime) dell'Università.
E' determinante avere chiarezza sui tempi.
Rebeldia questo lo chiede da sempre, e specificamente sull'ex Asnu da fine maggio.
Ora è fondamentale non perdere altro tempo in soluzioni irreali e con tempi indefiniti (oggi Via Saragat è questo, anche se non so cosa abbia fatto ieri a Roma il Sindaco, quindi magari ha novità).
Sennò vuol dire davvero che al Comune non interessa più di tanto realizzare la Sesta Porta.
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Giuseppe 23/07/2010 11.43.44
Naturalmente, Ichino. Iachino è un refuso, seppur simpatico...
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Giuseppe 23/07/2010 11.42.37
Qualche tempo fa avevamo discusso su questo blog della penosa vicenda di Pomigliano. Ieri sera ascoltavo Radio24 e mi colpiva sentire, a commento delle recenti dichiarazioni di Marchionne su Mirafiori e sulle nuove produzioni in Serbia, giornalisti autorevoli che denunciavano come su Pomigliano la stampa abbia tenuto una linea censoria, definita addirittura "bolscevica". In effetti, il nuovo gesto di arroganza della Fiat si giova anche del relativo silenzio sull'esito del referendum di Pomigliano, che aveva segnato una sostanziale battuta d'arresto di quel vergognoso tentativo di attacco al diritto del lavoro. Oggi, la Fiat torna a mostrare di che cosa è fatto il senso di gratitudine verso il nostro paese, suscitando addirittura le critiche di Confindustria. Per chi non vuole continuare ad appiattirsi sui tanti Iachino che ci circondano, segnalo un bell'articolo di Luciano Gallino sulla prima pagina di oggi di Repubblica.
Ho anche apprezzato molto la presa di posizione dell'assessore Anna Marson sulle nuove competenze della regione sull'urbanistica rispetto ai Comuni, di cui si legge nelle pagine regionali del Tirreno di oggi. In effetti, i danni di una politica cementizia sconsiderata si vedono un po' ovunque in Toscana, Pisa compresa, e sono eredità pesanti che si lasciano alle prossime generazioni.
Sempre a proposito di pagine regionali, ma tornando a Repubblica, mi piacerebbe che si discutesse un po' delle ultime vicende di Rebeldia alla luce del bell'articolo che Laura Montanari ha dedicato alla vicenda, oggi in prima pagina (http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/07/23/news/centro_sociale_sfrattato_rebeldia_pisa_si_interroga-5769256/). La mia impressione di cittadino è che l'allargamento dell'attenzione sulla vicenda, l'uscita dalla dimensione asfittica di una stampa locale generalmente addomesticata, non possa che giovare a una più corretta valutazione dei fatti. Ieri c'è stata anche una lunga diretta da Controradio, con interviste agli assessori Cerri e Sanzo. Insomma, mi pare che il tentativo di gestire in casa la vicenda da parte del Comune sia ormai tramontato, così come l'ipotesi che si possa giungere a una soluzione di forza agostana. Ci riderebbe dietro mezza Italia. Piuttosto, non capisco dove il Comune pensi di giungere con i toni aggressivi verso i candidati a Rettore. Mi hanno stupito. È chiaro a tutti, ormai, che le penali non partono ora e che non esiste ancora alcun lavoro appaltato (se invece esiste, perché non si mostrano gli atti, che pure dovrebbero essere pubblici?). C'è poi stato l'intervento a gamba tesa del Rettore in scadenza, Prof. Marco Pasquali, una guida ormai screditata nell'ateneo, per tante ragioni. Mi ha colpito l'appiattimento della sua presa di posizione su quella del Comune, perché sindaco e assessori hanno sempre detto che da parte dell'Università c'era chiusura e sordità: qui invece sembrava quasi che quella del Prof. Pasquali fosse una risposta concordata con Palazzo Gambacorti. Comunque... la linea dura senza paura è in tutta evidenza perdente. Il Comune, alleandosi con personaggi poco amati come il Prof. Pasquali, rischia di apparire ancora più solo. Io non credo che a Pisa convenga aumentare ulteriormente la distanza tra il Palazzo e la società... vediamo se tra i candidati a Rettore e la Provincia si riacquista un po' di buon senso e si dà a Rebeldia una sede adeguata, che sia o meno l'ex Asnu (e non la presa di giro di Via Saragat), così tutti vanno finalmente un po' in vacanza felici e contenti e a settembre davvero iniziano i lavori della Sesta Porta
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domenico 23/07/2010 0.04.57
I buoni articoli sono come il vino, più invecchiano e più si apprezzano.
ottobre 2002
I miti del neoliberismo
LA CRITICA DI UN ‘MIGLIORISTA’ di Napoleone Colajanni
http://www.larivistadelmanifesto.it/archivio/32/32A20021017.html
PS: Mi rendo conto di essere monotema e fuori tema in riferimento ai post. In futuro eviterò interventi che non siano pertinenti con il post. Ma io credo che una vera cultura Marxiana non possa essere tale se politicamente non affronta l'economico che è di fatto collegato con le condizioni materiali dei più.
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domenico 22/07/2010 23.01.36
Mi devo parzialmente correggere, D'Alema ha parlato anche di globalizzazione.
Ne ha parlato a modo suo, dicendoci delle disuguaglianze che si ampliano in Italia, e magnificando il fatto che la Cina è il maggior paese dove si esportano le nostre Ferrari ( per la verità non solo Ferrari la Mercedes quest'anno a dovuto ampliare i turni per soddisfare la richiesta Cinese) sorvolando sul fatto che in un paese dove il reddito nazionale è di 2000 $ in fatti l'indice Gini misurato dalla Nazioni Unite del 2007 e che misura la disuguaglianza della distribuzione del reddito in Cina è a 0,52 in Italia 0,36 ( 0 rappresenta la miglior distribuzione 1 la peggiore).
Faccio presente che l'inventiva dell'Italiano aiuterà sempre meno visto che si può progettare in Italia e produrre altrove. Del resto se alla domanda del perchè le forze progressiste perdono in Europa ma governano nel mondo, la risposta è che su questo tema la fondazione dei socialisti Europei a scritto 3 Tomi filando la risposta e continuando a magnificare l'alta marea globale.
Ora non io ma Napoleone Colajanni un vecchio del PCI affermava che in giro c'erano troppi comunisti che non avevano mai letto Marx anche se affermavano il contrario. Ecco quei tre tomi più spessi del Capitale di Marx è probabile che non siano mai letti dai più.
Ma D'Alema è D'Alema e bastano alcune battute per strappare applausi, anche se come Marxista (affermazione sua) non dice un tubo sulla gestione della transizione sociale unica è vera realtà politica che inciderà materialmente sulle nostre condizioni e quindi è di fatto una questione politica.
Un consiglio, visto che gli piace leggere, a Natale regalateli una copia di due saggi che gli saranno utili, il primo è il “Vantaggio competitivo” di Porter e l'altro “Istituzioni e cambiamento istituzionale, evoluzione dell'economia” di D.C.North o in alternativa “Capire il processo di cambiamento economico” sempre di North.
Cosi magari, la prossima volta quando elogia la crescita della Cina,dell'India e del Brasile, eviterà di fare paragoni con L'Italia degli anni 60/70 che di fatto hanno prodotto quelle conquiste sociali da lui stesso elogiate, ma non appoggiate come fattore di sviluppo sociale e Umano dei paesi emergenti.Non è carino citare alcuni passaggi del saggio di Loretta Napoleoni " Maonomics" (alcuni passaggi sulla Cina sono tal quali ad alcuni brani del saggio della Napoleoni) ma evitando di dire: che in Cina per un ritardo di 2 minuti nel rietro della pausa pranzo 2000 persone sono state fatte mettere in ginocchio davanti ai capi azienda, o evitare di dire che in due anni sono andate a fuoco tre fabbriche e ci sono stati 200 morti.
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domenico 22/07/2010 12.47.18
Stallo allo sviluppo economico. Bloccati i pagamenti degli aiuti alle imprese.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-22/imprese-secco-incentivi-080409.shtml?uuid=AYyRz69B
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Oggi L'Istat a èubblicato il bollettino sul valore aggiunto dei settori istituzionali. se prendiamo il 2007 come anno base antecedente alla crisi nel 2009 la perdita del valore aggiunto è di 7,30 punti.
I nodi vengono al pettine, e quando questa crisi finirà ci renderremo conto che è cambita anche la fisionomia della produttività a livello mondiale frutto della dislocazione dei luoghi di produzione. L'Italia alla fine di in questo processo ne uscirà più poverà come richezza personale ( la crisi in Italia si sente meno grazie ai risparmi delle famiglie e non per merito della politica di Berlusconi) e più povera di luoghi di produzione. I servizi alle imprese sarano sempre più sottosposti a una concorrenza sfrenata e senza confini che di fatto creeranno stipendi bulgari ai nuovi servi della gleba del XXI secolo.
STA QUI DENTRO IL NUOVO RICONGIUNGIMENTO POLITICO CON IL PAESE. UN TEMA ASSENTE TANTO ASSENTE CHE PROBABILMENTE NEMMENO D'ALEMA STASERA A FORNACETTE NE PARLERA'. E' INVECE MOLTO PROBABILE CHE CI PARLI DI ALLEANZE POLITICHE CON L'ASSE CASINI, FINI E RUTELLI. QUESTA SI UNA AMAMALGAMA IL CUI IMPASTO NON SI SA BENE COSA SIA.
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francesco 22/07/2010 12.26.26
Caro Giuseppe e caro On. Fontanelli,
ecco trovato il responsabile del fallimento del progetto Sesta Porta e del conseguente regalo della città alla destra: Marco Pasquali.
Se salta l’apertura appena data dai candidati rettori (e di conseguenza scattano le penali della Sesta Porta) sarà facile trovare l’unico vero e indiscusso artefice, ovvero il rettore uscente, simbolo di un potere ormai logoro e dannoso per tutta la città. Che il PD intervenga, sennò la democrazia a Pisa non esisterà più.
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domenico 22/07/2010 12.03.58
IL VERO VOLTO DI MARCHIONNE.
VISTO LINESISTENZA IN ITALIA DI UNA CLASSE INTELLETUALE E POLITICA DEGNA DI QUESTO NOME, MARCHIONNE RIPORTA I RAPPORTI DI PRODUZIONE ALLE FORME DEL 700 AZZERANDO COMPLETAMENTE LE CONQUISTE SOCIALI DEL 900.
CHI DOBBIAMO RINGRAZIARE PER LA RINASCITA DEI NUOVI SERVI DELA GLEBA SALARIATI?
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"Produrremo in Serbia la monovolume con sindacati più seri si faceva a Mirafiori".
Intervista a Marchionne: dopo lo scorporo è vicina la fine del tunnel. Abbiamo avuto un trimestre eccezionale. Senza il problema Pomigliano, avremmo puntato sull'Italia. Dobbiamo poter produrre senza rischi di interruzioni.
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/22/news/fiat_serbia-5742600/?ref=HRER2-1
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Giuseppe 21/07/2010 16.43.57
L'apertura dell'On. Fontanelli nella nota "In tempo reale" appena pubblicata mi pare molto importante, un'opportunità da non perdere. Mi auguro che ora le parti si incontrino e che si apra una discussione nel segno dell'intesa e della piena disponibilità delle parti per consentire di salvare insieme e in modo indolore per tutti un patrimonio prezioso per la città come il Progetto Rebeldía e la scommessa della Sesta Porta. Sarebbe il segno che a Pisa, quando si collabora, si riescono a ottenere grandi risultati, quelli che per davvero fino ad oggi ci hanno consentito di non dare mai la città in mano alla destra. Mi chiedo ora che tipo di trattativa si possa aprire, dal momento che i candidati non hanno ancora alcun potere ufficiale, né avranno le competenze puntuali sul patrimonio immobiliare dell'Università, non avendo ancora a propria disposizione gli uffici dell'Edilizia. Sono comunque docenti esperti e sono certo che, nonostante il periodo dell'anno, sapranno stimolare all'interno dell'Università le energie migliori per arrivare a una buona soluzione. Del resto, l'unitarietà con cui hanno agito – caso più unico che raro di questi tempi – fa davvero ben sperare... Ora non resta che augurarci che altrettanta buona volontà sia finalmente dimostrata anche dal Comune e dalla Provincia.
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Giuseppe 21/07/2010 9.59.48
Desidero anch'io approfittare di questo blog per esprimere la mia soddisfazione per l'ennesimo successo medico dell'equipe del Prof. Boggi. Purtroppo, alcuni anni fa ho dovuto conoscere come paziente il suo reparto, dove ho però trovato grande umanità e una straordinaria professionalità. Un vero esempio di come dovrebbe funzionare la cosa pubblica. Una di quelle eccellenze che fanno grande Pisa.
Pur lavorando all'Università, non ho diritto di voto perché precario, ma anche in ragione della vicenda dei concorsi che riguarda la nostra categoria, sto seguendo con estrema attenzione la campagna elettorale, dove si stanno misurando una volta tanto tre candidati che sono anche ottimi studiosi e persone in carne ed ossa, con le quali si possono scambiare le opinioni in modo ragionato e pacifico, senza la rissa permanente che invece contraddistingue ormai il mondo della politica. Ed ecco che stamani, aprendo la posta elettronica, ho avuto l'inattesa notizia che i tre candidati hanno addirittura diffuso un comunicato congiunto su Rebeldía, dando prova di un rispetto per tutta la città, e non solo per i poteri forti, che permette di misurare tutta la distanza esistente in questo momento tra Palazzo Gambacorti e la società pisana tutta. Speriamo che questo intervento induca il Sindaco Filippeschi a tornare sui suoi passi e ad iniziare a lavorare realmente per una soluzione, anche perché, ad oggi, non mi pare che sia stato mai fornito dall'amministrazione comunale lo straccio di un documento sulle penali o sugli appalti per i lavori già concessi. Eppure, sarebbero atti pubblici... Si può invocare un briciolo di trasparenza?
Per completezza, trascrivo qui di seguito il comunicato congiunto dei candidati a Rettore diramato stamani:
Comunicato congiunto dei candidati alla carica di Rettore
Un nuovo e miglior rapporto di integrazione tra Università e enti locali rappresenta un fattore determinante per mantenere la città di Pisa una meta capace di attrarre studenti da tutta Italia. Benché in tempi di ristrettezze economiche, le condizioni di accoglienza devono essere una questione centrale sulla quale realizzare sinergie tra le istituzioni chiamate ad amministrare la città, anche per evitare che carenza di servizi e impoverimento di offerte culturali pregiudichino quel corretto equilibrio tra studio e socialità che dovrebbe distinguere l'ambiente di vita di una comunità accademica.
Quale che sia l'esito delle elezioni, è ferma intenzione di ciascuno di noi impegnarsi in prima persona, insieme agli enti locali, per incrementare la qualità e la quantità di spazi e occasioni di incontro e di crescita per gli studenti insieme alla cittadinanza tutta. Occorre operare nel rispetto di criteri di utilità sociale, di complementarietà con i servizi già esistenti sul territorio, nonché dei costi per le istituzioni pubbliche. Da questo punto di vista, il caso del Progetto Rebeldía, che da anni porta avanti in forma gratuita decine di attività al servizio dell'intera comunità pisana, raccogliendo oltre 30 associazioni, costituisce senza dubbio un patrimonio da valorizzare. Perciò, chi di noi sarà eletto non farà mancare il proprio sostegno all'individuazione di una soluzione, riattivando gli strumenti opportuni a partire dalla Conferenza Università-Territorio, ma anche valutando la disponibilità di spazi pubblici, inclusi i locali dell'ex ASNU.
In ragione di ciò, chiediamo che sia sospesa ogni decisione relativa alla nuova sede del Progetto Rebeldía fino all'elezione del nuovo Rettore, affinché l'Università possa partecipare, nel pieno delle funzioni, all'elaborazione della proposta più opportuna, senza giungere a soluzioni precipitose nel cuore dell'estate. In tal senso, auspichiamo che non venga attuata l'ipotesi di una evacuazione coatta dei locali che attualmente ospitano le associazioni del Progetto Rebeldía, o che venga individuata una soluzione provvisoria, per non interrompere la continuità del progetto Rebeldía, in attesa di garantire alla città tutta, di cui l'Università è parte integrante, una nuova sede di Rebeldía la cui individuazione possa avvenire in autunno nella massima serenità di tutte le parti.
Massimo Augello
Nicoletta De Francesco
Paolo Miccoli
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cristiana 20/07/2010 23.38.24
Per chiarezza, condivido in picola parte Ostellino; però mi chiedo: come mai, mentre il centro dstra si sfascia per le lotte intestine, mentre ogni giorno vengpono acclarati nuovi sconvolgenti episodi di corruzione e malaffare e di contiguità con cricche affaristiche anche mafiose, mentre gran parte delle promesse di Berlusconi sono state disattese e le tasse aumentano, mentre la crisi morde eccome ed è sempre più chiaro l'abisso in cui questo indecente cesare ci ha precipitato, ecco, come mai i sondaggi (Mannheimer, Diamanti ecc) non ci danno in crescita, ma tutt'altro? Come mai?
Del giochino che è sempre colpa della sinistra certo non sene può più, è insopportabile ! Ma dara colpa all'antipolitica non basta, e qualcosa di più, magari anche solo nella comunicazione, dalle interviste di Bersani si deve pretendere. E qualche proposta più concreta e più articolata e più definita anche, dall'Università alla giustizia, dal paesaggio alla sanità, dall'evasione fiscale alla razionalizzazione dlla spesa pubblica ci vuole eh.
Una riflessione sulla ottima sanità pisana : ho ascoltato il candidato rettore Miccoli, eccellente chirurgo a livello internazionale. Non so ancora chi voterò, ma mi colpiscono due elementi: il primo è la sua grande familiarità con l'innovazione e con i meccanismi che guidano gli orgsnismi scientifici ma anche economici europei. Il secondo è che, se fosse eletto, egli riniuncia di colpo a consistenti e facilnente ottenibili guadagni.
Non è usuale, direi, nella sanità.







la Repubblica
Il dumping di Marchionne di Luciano Gallino
http://www.libertaegiustizia.it/2010/07/23/il-dumping-di-marchionne/