Il taccuino di Paolo Fontanelli
Scusate la ripetizione, ma serve una conferenza sul futuro aeroportuale toscano

L'uomo più bugiardo d'Italia ci ha detto che darà vita ad una forte reazione contro la "furibonda campagna mediatica" di cui è oggetto. Ovviamente da parte della stampa di sinistra che racconta delle divisioni nel Pdl. La "notizia" di questa reazione l'ha data in anteprima il TG1 di Scodinzolini. Giustamente Ellekappa nella vignetta di oggi fa dire ai sui commentatori: "sembra ci sia un filo diretto tra il Tg1 e il premier", e l'altro risponde "si chiama guinzaglio". Si, però dopo aver sorriso cosa facciamo? Io ho già smesso da un po' di tempo di vedere il Tg1, anche se è negli orari più comodi. Credo che forse l'arma migliore sarebbe proprio quella di non guardarlo più, di produrre un crollo negli ascolti e di provocare quindi un danno economico alla Rai. Anzi potremmo proprio smettere di guardare la Rai, almeno nella grande maggioranza dei programmi che sono frutto della obbedienza ai dettami di Berlusconi&C. Qualcuno dirà: ma così facciamo un favore a Mediaset! Ma niente ci impone di guardare i SUOI canali! Ci sono anche altre possibilità. E comunque guardare meno la televisione fa bene. Tuttavia vedere la Rai, la rete pubblica per cui paghiamo il canone, utilizzata in questo modo è insopportabile. Se deve essere così meglio privatizzarla e creare una vera concorrenza. Però sarebbe bello riuscire a mettere in moto un movimento di opinione che si faccia sentire attraverso il gradimento dei programmi televisivi, condizionando quindi le scelte che vengono fatte, in base alla possibile incidenza dei ricavi pubbblicitari che sono collegati al successo o meno degli ascolti.
L'altra notizia importante della giornata è la dichiarazione della Fiat di voler spostare in Serbia alcune produzioni. Dopo Pomigliano è un ulteriore schiaffo. Non ci siamo. Eppure ieri l'altro i giornali confindustriali gridavano alla ripresa industriale e all'uscita dalla crisi, ignorando i dati che ci parlano di impoverimento e di ulteriore calo dei consumi. E Gramellini ci ha inviato una "lettera dal fronte" per ricordarci la condizione dei giovani precari senza futuro (la trovate allegato). Mentre Domenico ci ricorda che in Cina non ci sono diritti e non c'è democrazia. Ha ragione, ma purtroppo ciò non risolve la questione della capacità competitiva e il nostro problema è semmai quello di saper sfruttare la loro dimensione di mercato per far entrare i nostri prodotti. Per questo penso che l'obbiettivo di realizzare un volo diretto da Pisa verso la Cina sia un fatto positivo.
Venendo, invece, alle cose del nostro territorio la prima che voglio segnalare è uno splendido servizio che mi ha inviato Davide. E' uscito sul Il Post. Si parla della campagna fotografica sul paesaggio di Oliviero Toscani. E in particolare della foto sulla Torre di Pisa, che anch'io ho commentato qualche giorno fa, e di alcuni manufatti, certamente conflittuali con il paesaggio, fatti realizzare per la scuola di Toscani in San Rossore (nella foto). Indubbiamente interessante e istruttivo, leggetelo.
La seconda è sulla presa di posizione dei tre candidati a Rettore sulla vicenda di Rebeldia che ho già commentato qui due giorni fa. Stamani il Rettore in carica ha redarguito i tre e ha detto che l'ipotesi dell'ex Asnu non è perseguibile. Per la precisione avrebbe dovuto dire "almeno fino a quando ci sono io e gli attuali organismi di governo dell'università pisana". Tuttavia le questioni che elenca non sono banali. Ora, se i tre candidati sono coerenti, bisogna che il problema degli spazi per le attività culturali, sociali e ricreative degli studenti trovi un posto chiaro, leggibile e verificabile, nei loro programmi. Almeno saremo sicuri che una soluzione c'è, senza scaricare di nuovo il problema sul Comune.
La terza è ancora sull'aeroporto. Negli ultimi giorni si sono moltiplicate a Pisa le prese di posizione sul presunto "regalo" che Enrico Rossi farebbe a Firenze con l'approvazione della nuova pista a Peretola. Scelta che danneggerebbe Pisa. Su questo punto ho già espresso le mie preoccupate valutazioni e sono dell'avviso che ci sia bisogno di un serio approfondimento. Però non mi convincono le sortite polemiche, impregnate di localismo, che hanno uno scopo solo politico, come quelle fatte dal centrodestra pisano. Il centrodestra fiorentino le fa di taglio esattamente opposto. Penso che su una cosa così importante, come il futuro del sistema aeroportuale toscano, sia necessario coinvolgere tutte le istituzioni e le forze sociali in un confronto di merito, in cui siano chiari, insieme alle potenzialità, i costi e i benefici. Ho proposto una conferenza. Forse non vanno più di moda. Allora si trovi un'altra sede; purchè consenta una reale conoscenza dei problemi e una discussione concreta sulle soluzioni possibili.
21 commenti
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domenico 26/07/2010 12.24.43
Scusate il solito OT. Ma siccome penso che Pisa non sia una città Atlantide nel senso che dubito fertemente che ci sarà uno sviluppo Pisano sensa che ci sia uno sviluppo a livello nazionale e globale. Di conseguenza per chi oggi va al mare, invio il cruciverba dell'economia, da leggere sotto lombrellone rigorosamente con bibita e cannuccia.
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La ripresa globale è destinata a frenare: dopo la potente accelerazione, superiore alle attese nella prima metà 2010, i prossimi mesi si delineano di assestamento su ritmi comunque elevati, senza rischi di ricadute recessive.Il rallentamento è evidente in USA e Cina. Nei primi è l’effetto temuto della fine di incentivi(immobiliare) e della fragilità dei conti delle famiglie, ma la redditività delle imprese è alta e sosterrà gli investimenti.Nella seconda è la conseguenza voluta delle misure restrittive anti surriscaldamento. Nell’area euro la decelerazione è solo negli indici anticipatori; i dati congiunturali mostrano ancora rapidità di recupero dell’attività (+3,8% gli ordini in maggio; 56,7 il PMI composito in luglio, da 56,0), soprattutto in Germania. In Italia si accentua la velocità di incremento di produzione, fatturato, ordini ed export, specie dai mercati extra-UE: il grande traino viene da lì. La debolezza dei consumi accomuna le economie europee e americana ed è legata all’andamento fiacco dell’occupazione che incide su fiducia e potere d’acquisto delle famiglie.
http://www.confindustria.it/ancong.nsf/W1/1?OpenDocument&MenuID=E04C76AFCBECFB81C12575470036087E
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Giuseppe 26/07/2010 10.50.02
Aggiungo, per completezza, il seguente link che rinvia alla pagina del Comune sulla Sviluppo Pisa: http://www.comune.pisa.it/aziende-esternalizzazioni/docind/anagr_sviluppopisa.htm#Atti - Delle due l'una: o a Pisa il concetto di "trasparenza degli atti pubblici" è una presa di giro, oppure quello che ci hanno raccontato finora su bandi e appalti non esiste. Chi sa darmi qualche chiarimento?
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Giuseppe 26/07/2010 10.30.08
Sulla Sesta Porta: ho cercato più volte su internet i bandi di affidamento delle opere legate alla Sesta Porta, ma non c'è niente, benché si tratti di atti pubblici che, per ragioni di trasparenza e a norma di legge, dovrebbero essere reperibili se non altro sul sito della Sviluppo Pisa (vd. http://www.pisamo.it/interno.php?id=799&lang=it). Le uniche notizie disponibili per il cittadino sono quelle che si trovano in una sintetica scheda di sintesi sul sito del sindaco Marco Filippeschi (vd. http://www.comune.pisa.it/sindaco/?p=1139): immagino che si tratti di una scheda vecchia, incompleta ed elusiva, perché, in caso contrario, tra i proclami a mezzo stampa e i fatti che si possono riscontrare c'è una bella differenza. Infatti, vi si parla solamente dell'affidamento della progettazione esecutiva allo Studio Valle di Roma, dei contratti di vendita all'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e alla Sepi (ai quali sono legate le eventuali penali, che saranno attivate secondo le modalità descritte da Francesco, rispettivamente dal maggio 2013 e dal marzo 2014), di ipotesi di mutui bancari per 12.000.000 euro (ma non era tutto auto-finanziato con soldi pubblici? forse però mi sfugge l'esatto significato del termine), dell'individuazione con indagine di mercato di una ditta che dovrà eseguire i lavori di bonifica (si tratta della A.B.C. sas, una ditta di Firenze specializzata in sminamenti, alla quale però, al momento, non risulta ancora affidato nulla per quanto riguarda l'area della Sesta Porta) e di una presunta gara per la demolizione dell'edificio ex Enel in fase di assegnazione (non se ne trova notizia altrimenti, né sul sito del Comune, né sul sito della Sviluppo Pisa), oltre ad annunciare, entro la fine di luglio, la pubblicazione del bando europeo per l'assegnazione dei lavori di costruzione dell'edificio polifunzionale e del deposito-capolinea autobus. Se è tutto qui, direi che siamo in alto mare... Nel dubbio, mi permetto di rivolgermi all'On. Fontanelli: presso quale ufficio un cittadino può ricevere tutte le informazioni necessarie sui lavori di bonifica, demolizione e costruzione legati alla Sesta Porta? Se avesse la cortesia di indicarmelo, domani mattina ci andrò e nel pomeriggio riferirò poi sul blog lo stato delle cose, dal momento che la giunta finora non si è sentita in dovere di farlo.
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francesco 26/07/2010 9.13.44
Ripeto che secondo me ha ragione Cristiana.
Non lo dico con sarcasmo, lo dico solo perché ora sarebbe bene chiudere con questa telenovela estiva.
Anche se nei contenuti l’incontro col Sindaco di venerdi è stato pressochè inutile, è stato tuttavia importante per quanto riguarda il clima.
Sapere che non ci sarà lo sgombero estivo è un fatto importante.
E sapere che le penali non hanno niente a che fare con Rebeldia è ancora più importante.
Le penali non sono legate all’inizio dei lavori, bensì alla fine. E se Sviluppo Pisa ha firmato contratti nei quali si impegna a consegnare i locali nel 2013 possiamo essere certi che la città è stata messa sotto una ghigliottina. Altro che Rebeldia... Semmai Rebeldia poteva essere il capro espiatorio giusto per trovare una scusa preventiva a quello che presumibilmente sarà il suicidio dell’Amministrazione.
Ma fortunatamente ora sappiamo che Rebeldia non c’entra nulla con l’eventuale pagamento di penali.
Certo, forse domani ci sarà la sentenza di sfratto, ma l’esecuzione dello stesso è slittata. Comunque vada un’azione di forza durante l’estate non ci sarà, fortunatamente.
Ha ragione il Cerri quando dice che “il caso Rebeldia non esiste”. E ha ragione Cristiana quando chiede di non farlo diventare il baricentro della politica pisana.
Ora se si vuol fare bene a Rebeldia dovremmo spegnere i riflettori e lavorare sodo e approfonditamente per concretizzare il trasferimento all’ex Asnu a fine ottobre. Facendo così bene alla città, se siamo ancora in tempo...
Parallelamente chiedo di spostare l’attenzione semmai sulla Sesta Porta, che si sta rivelando un’operazione poco chiara. Se c’è da partire subito con l’analisi del terreno da bonificare (cosa questa che intralcia la gara d’appalto per i lavori, almeno credo, sennò come mai ancora non hanno pubblicato il bando? È una gara europea di una certa rilevanza, non è che può passare inosservata!) si può tranquillamente sventrare il fast park, per guadagnare tempo e non aspettare la demolizione dei capannoni.
Queste ultime sono solo ipotesi, dato che c’è chi non vuol far chiarezza. E porta ad essere maligni...
Dato che non mi piace parlare a sproposito gradirei molta più informazione sulla Sesta Porta. E sia chiaro, Rebeldia vuole il bene della città. Chi non vuol parlare seriamente della Sesta Porta no.
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Giuseppe 26/07/2010 0.11.29
Cristiana,
anche se forse lei non mi conosce, io so bene chi è lei e la stimo molto professionalmente, avendo seguito suoi corsi all'Università. Capisco che cosa vuol dire e penso anche, in tempi meno recenti, di aver provato a discutere su questo blog di tanti altri temi relativi alla "politica pisana". Magari anche su quelli non eravamo d'accordo, però credo che dalla sicurezza all'immigrazione, dalla questione delle case popolari all'urbanistica non può negare che io abbia parlato d'altro. In questo momento, però, è un fatto evidente che la questione di Rebeldía sia assolutamente centrale, se non nella vita dei partiti, certo nel dibattito cittadino. Se è stata via qualche giorno, forse non avrà letto i quotidiani, locali e nazionali (oltre ai nostrali Tirreno, Nazione e Pisanotizie, ne hanno scritto Repubblica, il Manifesto, Liberazione, L'Unità...): di Rebeldía se ne è parlato ovunque e tanto. Sarebbe dunque ridicolo non farlo sul blog del principale esponente politico della città. Per sua comodità le riassumo in due battute i fatti recenti, perché anche in qualità di docente universitaria lei potrebbe dare un suo parere (cosa che in parte ha già fatto, peraltro, firmando l'appello per l'ex ASNU a giugno).
Il 20 luglio i candidati a Rettore hanno espresso una chiara apertura sull'ex ASNU, dichiarandosi pronti ad impegnarsi una volta eletti (cosa che hanno ribadito anche in un comunicato diffuso ieri). L'indomani il Rettore Pasquali li ha smentiti, dicendo che finché governa lui di spazi universitari per Rebeldía non ce ne sono. Venerdì 23 luglio il Sindaco Filippeschi è venuto a Rebeldía e ha comunicato di aver chiuso l'accordo con RFI su via Saragat, dicendo che ci sono importanti novità ma non specificando quali. In tale occasione, gli attivisti di Rebeldía gli hanno risposto che, allo stato attuale, via Saragat non è un'ipotesi sostenibile perché tecnicamente inadeguata rispetto alle attività delle 31 associazioni. Nel corso dell'incontro è emerso non solo l'impegno del Comune a evitare sgomberi anche in presenza di una sentenza di sfratto, ma anche che le penali non scattano ora ma solo dalla tarda primavera del 2013. Glielo potrà confermare anche Gregorio, che era presente all'incontro, così come a tutti gli altri momenti salienti della settimana. L'indomani, cioè ieri sabato 24 luglio, il Tirreno titola, in modo fuorviante: "Rebeldía, firmato l'accordo su via Saragat". È vero, l'accordo è stato firmato, ma non da Rebeldía, bensì tra il Comune e RFI. Eppure tantissimi cittadini vengono ingannati da quel titolo nella civetta. Rebeldía allora diffonde un comunicato in cui rettifica le notizie fornite dal Comune alla stampa locale. Ma quest'ultima sceglie la via della censura, e in un contesto come questo passa sotto silenzio il comunicato di Rebeldía (un atto piuttosto grave, anche se non mi permetterei mai di accostarlo all'imbavagliamento, come ha fatto l'On. Fontanelli per molto meno – qui infatti è solo questione di quella notoria vocazione al controllo dei giornali locali da parte della politica pisana più spicciola). Nel frattempo, dal pomeriggio di sabato si rincorrono voci di corridoio che parlano di riunioni in via Fratti e di pressioni del PD sulla maggioranza in Provincia (leggi Sel) perché si riallinei al Comune, nonostante il rischio di terremoti nei delicati equilibri tra i vari partiti. Si arriva così all'oggi: il Comune vuole iniziare subito i lavori, ma chiede a Rebeldía di trasferirsi in una sede improbabile dove le associazioni difficilmente andranno; nel frattempo, invece di perseguire la via dell'ex ASNU e prendere tempo fino alle elezioni del nuovo Rettore, fa pressione sui candidati e le altre istituzioni cittadine perché inizino a parlare con una sola voce sulla vicenda, premendo anch'esse sulla soluzione-suicidio di Via Saragat. Ma Rebeldía ha detto che se questa è la linea "vessatoria" del Comune, non porra fine spontaneamente alla sua esistenza uscendo da via Battisti. Ecco che allora io ho posto una domanda, forse ingenua: davvero al Comune interessa iniziare subito i lavori della Sesta Porta? Lo chiedo perché mi sembra che stia facendo di tutto per evitarlo. Se infatti si tenta di mettere con le spalle al muro Rebeldía, si finisce naturalmente per ottenere l'effetto opposto, cioè che sempre più persone si avvicinano a Rebeldía e assumono un atteggiamento "resistenziale", moltiplicando le prese di posizione contro il Comune a livello sia locale, sia nazionale. A chi giova tutto questo? Dove si andrà a finire? Lo stesso assessore Cerri non ha nascosto la sua preoccupazione che fra tre mesi ci si trovi ancora in questa situazione di stallo. Non sarebbe meglio allora iniziare tutti a lavorare per l'ex ASNU, così la finiamo di parlare solo di Rebeldía e torniamo ad occuparci di tutto il resto, che è ben più grave? Perché continuare a dividersi, anziché collaborare per una soluzione all'altezza delle esigenze concrete della città? In quanto firmataria dell'appello di giugno in favore dell'ex ASNU, lei che cosa ne pensa?
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francesco 25/07/2010 23.52.35
Ha ragione Cristiana,
in effetti di importante nella politica pisana c'è anche questo:
http://pisainformaflash.comune.pisa.it/portal/it/notizie/dettaglio.html?nId=4902
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cristiana 25/07/2010 20.30.38
no scusate sto via un giorno e mezzo e ci risiamo a Rebeldia! Cascasse il governo o dio non voglia la Madunina del duomo di Milano parlereste di Rebeldia. Ragazzi, le fissazioni sono malattie! Possibile che per voi la politica pisana sia solo questo?
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francesco 25/07/2010 11.38.34
Sono totalmente d'accordo con Giuseppe,
se non si vola in alto possiamo tranquillamente fare a meno sia di Rebeldia (a malincuore) che della Sesta Porta (di cui nessuno sentirà la mancanza).
Vediamo ora se prevale il bene comune o l'interesse di corrente.
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Giuseppe 25/07/2010 11.32.19
A parte le provocazioni di rito che fanno parte del gioco delle parti, credo che l'assessore Cerri sia fra quelli più interessati a far partire i lavori della Sesta Porta, dato che dal suo assessorato passeranno molti degli affari che dovranno essere conclusi su quell'immobile. Speriamo dunque che proprio lui si riveli più rapido degli altri nel capire dove sta l'opportunità per il Comune. Ripeto: temo che a buttarla sui rapporti di forza, perderanno tutti. Perché il Comune, che è istituzioni di rappresentanza di tutta la cittadinanza, su questo episodio non può fare più di tanto una scelta di parte: le critiche sulla giunta sarebbero devastanti... altro che la trasmissione su controradio, o gli articoloni su Repubblica e il Manifesto. Al Comune converebbe giocare così: Via Saragat è la soluzione di riserva per coprirsi comunque le spalle; ora lavoriamo durante la pausa estiva sull'ex ASNU, per un autunno sereno nell'interesse di tutta la città. L'On. Fontanelli, invece, che gode notoriamente di un certo peso politico all'interno dell'Università, potrebbe garantire quella mediazione necessaria tra le istituzioni cittadine da un lato e le due Università dall'altro (quella ufficiale, ma ormai stantia, a guida Pasquali, e quella del futuro, carica di buoni propositi, che sarà amministrata da uno dei tre candidati). Forse è un'operazione politica un po' ambiziosa, ma per una volta a Pisa non si potrebbe puntare in alto?
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francesco 25/07/2010 11.22.50
Sai Giuseppe,
in questo momento su Controradio c'è la replica della puntata registrata a Rebeldia l'altro giorno.
Il Cerri ha appena detto: "il caso Rebeldia non esiste!"
Io sono d'accordo con lui, parliamo delle cose serie, ovvero il caso Sesta Porta.
Poi la mia era ovviamente una battuta, il PD non ha linea, è un guazzabuglio di bande che si fanno la guerra. E Gregorio avrà i suoi vantaggi a fomentare il fallimento della Sesta Porta.
Io fino a che non vedo i documenti dico una cosa sola: è un'operazione che (se non cambia rotta) farà cadere la città in un baratro da cui non si alzerà con facilità; ma mica perchè sono cattivi, sono semplicemente incapaci!
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Giuseppe 25/07/2010 11.11.04
Chi detta la linea a chi penso sia impossibile capirlo su questa vicenda. Certo è che se il Comune avesse davvero intenzione di avviare i lavori della Sesta Porta, la scelta di imporre a forza, per via istituzionale, la sede di Via Saragat al Progetto Rebeldía è davvero incomprensibile. Si può far scrivere al Tirreno tutte le civette che si vuole, ma se le associazioni ritengono inadeguato lo spazio, sulla base di rilievi tecnici e non ideologici, che credibilità può avere un Comune di centro-sinistra che si muove così? Oggi sul Tirreno i candidati a Rettore mostrano di nuovo la loro compattezza sull'argomento Rebeldía e dicono quello che hanno detto sin dall'inizio: dopo le elezioni, chiunque sarà eletto, noi ci siamo. Visto che il nuovo Rettore entra in carica il I novembre e che, come più volte dichiarato dall'amministrazione comunale, anche nella migliore dell'ipotesi Via Saragat non sarà comunque pronta prima del 30 ottobre, ma che senso ha fare tutta questa sarabanda agostana per 24 ore? D'altra parte, l'argomento delle oscure penali mi pare sempre più debole, tanto che oggi la giunta riesce addirittura a farsi infilzare da un consigliere della destra (ma possibile che si debbano fare sempre queste figurette?). Allora, data anche l'impraticabilità politica del vile sgombero agostano (in tal caso, come tutti ormai sanno, Filippeschi cadrebbe e la nuova maggioranza sarebbe espressa dalla corrente rivale nel PD...), l'unica via possibile per liberare l'area al più presto è avviare sul serio la trattativa per l'ex ASNU. Se invece il Comune preferisce fare alleanza balneari con un Rettore poco amato e in scadenza, blindare la Provincia piegandola a una delibera sull'auto-sgombero analoga a quella votata dal Consiglio Comunale rischiando di spaccare la maggioranza, portare avanti la sterile polemica con i candidati a Rettore e fregarsene degli strascichi di tutto questo sui rapporti con il mondo delle associazioni... faccia pure. Però poi non ci lamentiamo se intorno a sé, anziché consenso, si produce distacco e indifferenza alla cosa pubblica o, peggio ancora, se qualcuno dice che la Torre pende a destra...
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francesco 25/07/2010 10.29.19
Eheheheh
saranno mica Gregorio e Raimondo Pistoia a dettare la linea al PD?!?
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Giuseppe 25/07/2010 1.08.48
Vedo che Livorio, come di consueto, non perde occasione di dare prova del suo spirito decostruttivo. Io la vedo un po' diversamente: sulla Sesta Porta le verità verranno a galla; sta al Comune decidere se governarle o rischiare di esserne travolto. Da questo punto di vista, la condotta verso Rebeldía mi pare suicida e mi auguro che non ci siano tentativi di trascinare nel baratro anche la Provincia. La città non se lo merita. Ed è proprio qui il punto che mi lascia più sorpreso dell'intera vicenda. Il Comune rivela una vocazione allo scontro frontale che non si addice al suo ruolo di mediazione e di istituzione che opera nell'interesse dei cittadini. Se ci fosse un minimo di capacità di volare alto e di uscire dalla logica della tessera come mezzo di garantismo, il Progetto Rebeldía sarebbe valorizzato al massimo, mettendolo nelle condizioni di operare e offrire le sue molteplici attività a tutta la città. Si lavorerebbe per farne ancora di più un bene comune di Pisa. E in questo senso va l'auspicio dei candidati a Rettore, che in quest'occasione rivelano come dal mondo dell'Università possano ancora provenire idee progettuali e proposte d'avanguardia per la città, dato che la dimensione ormai raggiunta da Rebeldía richiede uno sforzo di questo tipo. Allora, io dico: giusto, come fa l'On. Fontanelli, chiedere maggiore chiarezza sulle possibilità di futuro impegno da parte dell'Università nel confronti dell'ex ASNU. Ma in questo per ora ci avverto anche un gesto di sfida, come a dire: candidati, visto che parlate, fateci vedere che sapete fare. Allo stato attuale, agire così rischia di provocare un'inutile arretramento, visto che, comunque la si metta, Rebeldía nella palazzina di Via Saragat nello stato attuale non ci andrà mai, perché significherebbe dividere il Progetto. E dunque ucciderlo. Ecco che allora ciò che dovrebbe avvenire è ben altro: invece di chiedere a Pasquali di scrivere veline del Comune, quest'ultimo, insieme a Provincia, candidati a Rettore e attivisti di Rebeldía dovrebbe sedersi intorno a un tavolo informale, ma pubblico e valutare seriamente la proposta dell'ex ASNU. A quel punto, sono certo che le cose inizierebbero a marciare, le associazioni accetterebbero di lasciare liberamente la sede di via Battisti e in Comune potrebbe dare avvio ai lavori della Sesta Porta. Ogni altra ipotesi, in questo momento, significa precipitare di nuovo la città nello stallo: Rebeldía si arrocca; il Comune non può sgomberare, perché altrimenti cade la giunta; Provincia e Università riprendono i balletti di sempre; i lavori per la Sesta Porta non hanno avvio e magari quest'ultima inizia a essere oggetto di rilievi tecnici e critiche sempre più argomentate e puntuali che portano al blocco del progetto esecutivo per via legale... Ma a chi conviene tutto questo?
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gregorio 25/07/2010 0.43.47
Mah ... per ora l'unico che ha capito quella roba lì sei te franci ... Ma tei sei troppo avanti. Magari fra un par d'anni, quando ci sarà davvero da pagare la "tassa rebeldia", mi ritornerai ammente ... bona franci.
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francesco 24/07/2010 14.35.41
Relativamente a Rebeldia,
questa settimana appena conclusa è stata sfibrante ed emozionante. Un susseguirsi di colpi di scena tipo i supplementari di Italia-Germania ai Mondiali del '70...
Mi auguro solo che la tensione si stemperi e si faccia chiarezza soprattutto sulla storia delle penali della Sesta Porta. Le parole del Cerri sono state estremamente rassicuranti, anche se da cittadino mi fanno preoccupare ben oltre l'affaire Rebeldia.
Ora è chiaro a tutti che il legame tra Rebeldia e l'eventuale pagamento di penali non c'è, ma credo che sarebbe molto importante che il Comune informasse in modo più limpido sulla faccenda.
Ripeto, l'attuale presenza di Rebeldia in Via Battisti non ha nessuna implicazione con le penali, ma perchè la Sviluppo Pisa ha firmato contratti di quel tipo?
Gli imprevisti ci sono sempre, è un dato di fatto. E sotto terra ce n'è parecchi, basta ricordarsi cosa è successo poche decine di metri più in là.
Anche nel Monopoli, discilpina che da un po' di tempo si è sostituita all'urbanistica, ci sono IMPREVISTI.
Comunque, nel Monopoli ci sono anche le PROBABILITA'. E Rebeldia è sempre stata una PROBABILITA' che il Comune ha scambiato per un IMPREVISTO.
Grazie a Rebeldia ora può nascere un più bilanciato e produttivo rapporto fra Università e città. Non perdiamo questa occasione. Impegnamoci tutti in quella direzione e lasciamo perdere Pasquali, tanto fra poco sarà solo un brutto ricordo.
In Via Saragat ci metteranno i mezzi i Vigili Urbani, tanto nella Sesta Porta non sono previsti.
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domenico 24/07/2010 14.07.41
Mirafiori si salva solo se compete con il mondo di Giuseppe Berta,
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-24/mirafiori-salva-solo-compete-092740.shtml?uuid=AYEiEiAC
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Torino, città non più opaca di Giuseppe Berta,
Rassegna sindacale, n. 27, luglio 2002
http://archivio.rassegna.it/2002/lavoro/articoli/fiat/berta.htm
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Quando la politica penderà meno dalle labbra dei professori accademici spesso al servizio delle idee dominati,solo all'ora ritroverà se stessa.
Berta smentisce Berta, per lui ciò che accade è solo un fenomeno da studiare uno dei tanti esperimenti umani.
Al governo, il primo ministro ieri sera affermava " in una economia liberale le imprese sono libere di muoversi dove possono collocare al meglio le proprie risorse" ma " io spero che la Fiat non penalizzi l'Italia".
Il destino dell'Italia è legato alla speranza e alla magnanimità di Marchionne. Insomma l'Italia è con il cappello in mano a elemosinare il lavoro l'oggetto stesso della sua fondazione ( art 1 della Costituzione).
Nel giorno dell'annuncio di Marchionne uno dei massimi leader del PD alla festa provinciale di Pisa ha parla di tutto, ha fatto battute sul governo, ha elogiato la globalizzazione Cino-Indiana,ma non dice una parola sulle dichiarazioni di Marchionne.
Se nel PDL non ci fosse Berlusconi, mi domando quali differenze di indirizzo politico ci sarebbero fra i vari leader dei due schieramenti?
Forse partendo da questa domanda si può anche tentere di ricercare il perchè della crisi del cosidetto socialismo progressista europeo.
Sono lontani i tempi in cui Fedrico Caffè sulle pagine del manifesto (1981)scriveva "l'ipocrisia del libero scambio ", una ipocrisia evidente agli occhi di Caffè per il semplice fatto che in alcuni luoghi si producevano manufatti sfruttando oltremisura l'uomo, ma anche sfruttando oltremodo l'infanzia. Spesso in quei luoghi di produzione i rapporti di produzione sono più simili al rapporto schiavo padrone che a quello moderno di dtaore di lavoro operaio salariato.
Oggi, si chiedono regole morali per la finanza, ma c'è da domandarsi quali sono le regole morali della politica progressista visto che Caffè si definiva un Riformista?
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henry 24/07/2010 11.53.51
Finalmente una vittoria vera, governo non solo battuto ma umiliato dalla toscana, dalla civiltà, dalla ragione.
Mentre, sulla questione peretola mi pare che ci sia un approccio un pò assurdo, la strategia internazionale del trasporto di domani è ben definita non è un caso che si producono aerei giganti per tagliare i costi di viaggio e ridurre le emissioni, vedi boing787 e airbus380. Ora, la domanda è spontanea come pensano di farli atterrare in sicurezza a firenze? spianando le colline?
Infine, l'uscita del rettore a mio avviso conferma che non è un possibile interlocutore ... aspettiamo, meno male, il nuovo.
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domenico 23/07/2010 23.50.30
Bersani:
Inaccettabili le scelte della Fiat: il governo ne chieda conto
http://partitodemocratico.gruppi.ilcannocchiale.it/?t=post&pid=2512338
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domenico 23/07/2010 23.13.23
Per quanto riguarda il “movimento di opinione che si faccia sentire attraverso il gradimento dei programmi televisivi”, sarebbe certamente una iniziativa interessante e democratica.
I voli per la Cina da Pisa non solo faranno bene all'economia Pisana ma servono anche per una maggiore integrazione fra i popoli, noi andiamo in Cina e i Cinesi vengono in Italia nella speranza che noi si diventi un tantino Cinesi e loro un tantino Italiani (o Europei). Questo mi da anche la possibilità di chiarire una cosa fondamentale,io non sono contrario al commercio internazionale tutti i popoli hanno diritto ad emanciparsi economicamente per migliorare le condizioni di vita sociale.
Ma bisogna stare attenti il Marchionne pensiero è un messaggio chiaro nella sua drammaticità ha perlomeno il pregio della chiarezza e manda a dire cosa ci attende perlomeno nel medio periodo.
Ora io sono un criticone ma non un cretino e quando D'Alema afferma che siamo un paese di 59 milioni di abitanti e che invecchia anagraficamente sotto banco ci dice che da soli si fa poca strada, e ha ragione. MA NOI SIAMO IN EUROPA E L'EUROPA E' UN CONTINENTE CHE PUO' SEDERE A QUALUNQUE TAVOLO ECONOMICO AL PARI DEGLI STATI UNITI, DELLA CINA E DELL'INDIA.
L'EUROPA DEI POPOLI PUO' TUTELARE NELLA TRANSAZIONE GLOBALE I POPOLI EUROPEI.
COME CONCIALIARE LIBERTA',PROGRESSO E UGUALIANZA?
In Europa.
Nel documento economico della minoranza del Senato da lei postato si riprende una affermazione di Bersani che invita L'Europa ad una maggiore unificazione fiscale ( un fisco meno gravoso è di fatto un vantaggio competitivo esogeno che si aggiunge ai vantaggi di costo offerti dalle economie di nuova industrializzazione). Occorre andare oltre e affermare che ci deve essere una maggiore unificazione anche a livello salariale in Europa e il brand nazionale non può essere copiato ( il made in Italy che da un valore aggiunto al prodotto finito, non può essere fatto altrove e in Italia si mette solo il cartellino.
A livello mondiale.
Una volta provocatoriamente ho scritto che bisognava aggiungere la D di democrazia al WTO.
Intendevo dire che esiste una differenza fra capacità produttiva e lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo. E' STONATO SENTIRE CHI AFFERMA DI ESSERE DI FORMAZIONE MARXISTA E CONTEMPORANEAMENTE ELOGIA LA CRESCITA CINESE. PUO' VENIRE IL DUBBIO VISTO CHE L'UOMO NON PARLA A CASO CHE IL TERMINE NON SIA GENERICO E RICONDUCIBILE A MARXIANO, PERCHE' MARX AFFERMVA CHE TUTTO QUELLO CHE SAPEVA ERA DI “ NON ESSERE MARXISTA” VISTO LANDAZZO DELL'UNIONE SOVIETICA, FIGURIAMOCI COSA PENSEREBBE DELLA CINA.
Si fa solo confusione, se si afferma che il governo Cinese è un governo progressista, perché lascio a lei la risposta da chi vorrebbe essere governato fra uno qualunque dei governi Europei o quello Cinese.
Di conseguenza una sana cultura progressista, per non passare per quello che non è affichè il pragmatismo non sia confuso con il cinismo, commercia con il mondo ma cerca di dettare alcune regole a livello mondiale a tutela dei lavoratori salariati affinché la competizione non si giochi sul dumping sociale. E quando parla di sviluppo Cinese non può elogiarlo perché entra in contraddizione con se stessa, IN QUANTO LA CINA COME L'INDIA CRESCONO A VALORE TRE VOLTE LA MEDIA EUROPEA NON SOLO PRCHE' SONO PAESI DOVE SI DEVENO COSTRUIRE FABBRICHE E INFRASTRUTTURE MA LA LORO CRESCITA SI BASA SULLO SFRUTTAMENTO OLTRE MODO DELL'UOMO.
Fuori da questi principi uno può raccontare di essere nato dove gli pare, di avere conosciuto chi gli pare, di essere stato iscritto dove credeva meglio, ma una cosa è certa non può dirsi marxiano e nemmeno tendenzialmente Keynesiano, ne tanto meno può dire di avere in interesse la condizione sociale dei lavoro visto che non solo rimane inerte di fronte alle forze del potere dominante ma non ne denuncia neanche le contraddizioni. Parafrasando Marx di fatto si diventa involontariamente intellettuali del potere costituito che opera dentro lo stato facendo leggi al fine di mantenere lo “status quo” ( i privilegi sociali).
Non ho idea di cosa ci sia scritto nei tre tomi sulla crisi del socialismo in Europa citati da D'Alema, ma se non riprendono la critica come forma di cambiamento sociale, guardando da terra verso il cielo e non viceversa, sono destinati a fare bella figura in libreria.
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cristiana 23/07/2010 21.30.18
Ho pubblicato du FB il servizio su Toscani, che va mandato direttamente al sito Nuovo paesaggio Italiano. E vediamo se lo pubblicano. Dopo aver visto la foto, ho passato mezzo pomeriggio ad individuare il capannone, e una volta trovatolo, ho con facilità capito che si trattava di un'operazione sporca, e di una foto schiacciata col teleobiettivo che annulla la distanza e fa sembrare i capannoni sotto il Duomo.
Eppure QUESTO E' STATO IL MANIFESTO DI LANCIO DELLA MOSTRA E DELLA CAMPAGNA di nuovo paesaggio italiano!!!!!!!!! meriterebbe una querela. In ogni caso, bisognerebbe che ci riflettesero gli illustri personaggi che a Toscani danno credito, come il nostro stimatissimo ma questa volta distratto Settis.
Sull'areoporto, sono d'accordo: sarebbe un'idiozia pensare ad un areoporto in ogni città! il localismo più sfrenato e inutile. Qualunque città d'Europa ha areoporti di area, distanti dal centro ma ben collegati, che servono ampie zone.







Certo Domenico,
ma, come cittadini interessati alla politica, sul piano locale possiamo agire (poco), mentre sul piano nazionale non contiamo assolutamente nulla, purtroppo.
Quindi rimbocchiamoci le mani a Pisa (e ovunque) per far rinascere la politica su tutto lo stivale.
Forse fra 20 anni vedremo i risultati, speriamo...