Il taccuino di Paolo Fontanelli
... E comunque grazie Luciano!

Stamani sono andato alla Pubblica assistenza per l'ultimo saluto a Luciano Lischi. Un editore che ha dato un contributo di straordinario rilievo alla cultura italiana e che ha rappresentato un punto di riferimento forte e prolungato nel tempo per quella pisana. In aprile è stato presentato al cinema Lumiere un bel documentario sulla storia dell'editore Lischi realizzato da Daniele Segre. C'era tanta gente a testimoniare la stima e l'affetto per Luciano, già sofferente ma attento,lucido e gentile come sempre. Poi l'ho rivisto pochi giorni fa alla inaugurazione della mostra su Viviani a Palazzo Lanfranchi. Ha fatto di tutto per esserci, nonostante la malattia e il caldo. Il suo amore per Pisa e la sua storia culturale era incontenibile. Posso dire di averlo conosciuto tanti anni fa in via indiretta, attraverso le edizioni di alcuni libri e soprattutto attraverso Giugi De Felice. Fu lui a dirmi chi era Luciani Lischi e a consigliarmi di dare sempre un'occhiata a "Terme e Riviere", una pubblicazione che parlava di turismo, di ambiente e di territorio con una visione profondamente innovativa. Me lo disse notando il mio stupore nel vedere una pubblicazione con quel titolo fra i giornali e le riviste che arrivavano alla sede del PCI pisano. Ho avuto modo di raccontare questo piccolo episodio allo stesso Lischi anni dopo, in uno dei diversi incontri fatti con lui nel periodo in cui sono stato sindaco. Mi piace ricordarlo nel momento del suo addio, con l'idea che il pezzo di storia pisana da lui rappresentato non si perderà. E comunque, grazie Luciano!
Ieri sera, all'ultima serata della festa democratica, c'è stato il dibattito con Rosy Bindi. Spazio pieno e tantissime persone che hanno seguito la discussione per più di due ore. Ovviamente sono stati affrontati tutti i temi dell'attualità politica e anche quello dello stato di salute del Pd. Siamo di fronte ad una situazione di forte conflittualità e di crisi che sta investendo il Pdl. Anche i sondaggi indicano un Berlusconi in calo. Tuttavia nei prossimi giorni alla Camera verrà approvata con il voto di fiducia la manovra finanziaria di Tremonti, contro cui si sono pronciate le categorie e i settori più diversi: dai poliziotti agli agricoltori, dalle regioni ai Comuni, dai medici al mondo della cultura e dello spettacolo, fino alle associazioni del volontariato sociale. Si spendono tante parole di critica e di denuncia contro questo governo e questa maggioranza ma non cresce nell'opinione pubblica l'idea di una credibile alternativa. Non è una questione di parole più o meno forti, ad effetto. E non basta pensare che comunque bisogna passare dal messaggio e ciascuno ricerca il proprio per guadagnare qualche punto in più. Anche lisciando il pelo per verso al populismo. Così come non basta l'invenzione delle primarie, che fanno parte del DNA del Pd. Trovo efficaci le riflessioni di Francesco Piccolo pubblicate su l'Unità di stamani. Forse dovremmo fare uno sforzo reale per parlare di problemi concreti e di provare a discutere su come risolverli. Forse entrando nel merito si possono davvero capire i diversi punti di vista e le strade da percorrere per costruire davvero una visione e un progetto riformista da proporre all'Italia.
24 commenti
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francesco 30/07/2010 15.59.17
Mmmmm...
No Alessandra informati prima di parlare a caso.
1) La Sesta Porta non produrrà nessun miglioramento del trasporto
pubblico, dato che il terminal verrà semplicemente spostato di 200 metri
2) L'integrazione fra la stazione ferroviaria e quella dei bus c'è già, più o meno, vedi punto 1
3) Il recupero delle mura medievali e degli spazi verdi non ha niente a che fare con la Sesta Porta, chiedi pure a Cesare Valle o a Paolicchi
4) Rebeldia non vuole rimanere lì dov'è, basta leggere i giornali (più o meno addomesticati dal Comune)
5) Imporre uno spazio adeguato per le attività sociali e cercare di incastrarle in Via Saragat è un insulto, comunqua questo non è molto rilevante dato che è più probabile che ci vada a vivere Marco Filippeschi dopo che a causa delle penali della Sesta Porta (speriamo di no) gli porteranno via la casa
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ALESSANDRA 30/07/2010 15.48.34
Come ci ha abituati negli ultimi tempi Giuseppe ha impartito la
solita lezioncina quotidiana. Piove, c'è un ciclone sulla Toscana
costiera, e lui che fa ? Incolpa il Comune e il "faraonico" progetto della
Sesta Porta. Sembra uno di quei commercianti che ad ogni problema se
prendono con l'amministrazione comunale e invocano l'attenzione ai piccoli
problemi. Quelli loro ovviamente. Ma non ha visto il Giuseppe che la
pioggia era così intensa da allagare tutte le città su cui è passata, da
Viareggio a Livorno. E non ricorda o non sa che solo pochi anni fa, quando
pioveva più del normale, a Pisa si allagavano sistematicamente tante zone
della città come P.ta a Lucca, Via Corridoni, P.ta Fiorentina, S.Giusto.
Proprio per questo il Comune ha investito tanti soldi per realizzare il
sistema fognario di Pisa Sud e potenziarlo a Pisa Nord, e infatti la
situazione è migliorata. E non a caso alle elezioni amministrative il
centrosinistra ha vinto, nonostante quelli come Giuseppe.Però la cosa più
sorprendente è che per difendere Rèbeldia si sostiene che non si deve fare
la Sesta Porta. Ma si, chi se ne frega del miglioramento del trasporto
pubblico, dell'integrazione fra la stazione ferroviaria e quella dei bus,
del recupero delle mura medievali e degli spazi verdi. L'unica cosa che
conta è che Rèbeldia resti lì dov'è. E anche via Saragat a che serve,
poichè non va bene per Rèbeldia ? No, non ci siamo caro Giuseppe. A Pisa
ci sono molte associazioni che non hanno avuto la fortuna di avere una
sede gratis e molto spesso non hanno nemmeno una sede. Allora perchè il
Comune dovrebbe rinunciare al recupero di uno spazio delle ferrovie oggi
inutilizzato ? Se è vero che nella nostra città mancano gli spazi per le
iniziative asociative quello che sta facendo il Comune è sicuramente
positivo.
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francesco 30/07/2010 11.47.34
Giuseppe...
inizio a volerti un gran bene, ma non l'hai ancora capito che a Marco Filippeschi il Progetto Rebeldia gli dà un gran fastidio?
Se poi finisse in uno stabile dell'Università non potrebbe neanche più ricattarlo dicendo di essere stato "generoso". Poi capace la città diventa di sinistra...
Via, non impediamo il disegno di Paolo Fontanelli di regalarla alla destra.
Del resto, se il Comune pensa davvero che proponendo a Rebeldia di trasferirsi nel ghetto di Via Saragat possano partire i lavori della Sesta Porta vuol dire che la Sesta Porta non la vogliono fare. Questa è ormai una verità.
Poi ormai lo sanno tutti che le penali sono quelle che pagherà Marco Filippeschi, sotto forma di consenso. Ormai il Sindaco è pubblicamente una persona bugiarda e paurosa, noi lo sapevamo già ma qualcuno si ostinava a dire il contrario. Però queste persone ora sono sparite, chissà...
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Giuseppe 30/07/2010 10.09.42
Infatti credo che la signora Laura volesse proprio sentirsi dire questo da lei, perché addirittura in Consiglio Comunale esponenti della maggioranza hanno affermato (a registratori accesi...) che le penali scattavano dal 20 luglio scorso, che ogni giorno la città stava già pagando 5000 euro e che la cosa sarebbe ricaduta sugli abitanti. Tutto questo non è vero. Allo stesso modo, occorrerebbe più trasparenza da parte della Sviluppo Pisa, che gestisce soldi pubblici (questi sì, davvero nostri!), rispetto ai contratti firmati. Dove si può leggere quello sottoscritto con l'INGV e con la Sepi? Dopo tanto parlare, renderli pubblici sarebbe un dovere politico da parte del Comune. A non dire che, dall'esterno, la sensazione che si ha è che si sia fatto un uso strumentale dell'argomento delle penali, dal momento che è raro che vengano riscosse, tanto meno dagli enti pubblici (qual è l'INGV). Ad esempio, non mi risulta che il Comune di Pisa si sia rivalso verso le ditte che hanno consegnato alla città l'utilissimo parcheggio di piazza Vittorio Emanuele con circa 4 anni di ritardo. Siamo sicuri che INGV abbia tutta questa intenzione di esigere penali? Non è che a suon di dirlo, alla fine sarà costretto a farlo? E soprattutto, dove si è mai visto in Italia, un paese che non brilla certo per rispetto delle scadenze, che qualche mese di ritardo nella consegna di un lavoro (normale per un appartamento, figuriamoci per una Sesta Porta...) comporti l'effettivo pagamento delle penali? Ad oggi, Rebeldía non è responsabile di alcun ritardo a norma di legge e così non sarà fino al 30 ottobre. Se dunque vi saranno penali, esse dipenderanno da manchevolezze degli amministratori, che è giusto ritenere responsabili. Del resto, sono loro che hanno venduto pezzi della Sesta Porta già nel maggio 2009 (all'INGV), quando mancava ancora persino il piano definitivo dell'opera (lasciamo perdere l'esecutivo, che è stato chiuso meno di un mese fa...). Bugie e inadempienze hanno le gambe corte. Questo credo che volesse dire la signora Laura. Tentare di attribuire la colpa di tutto questo a Rebeldía è stato molto grave da parte dell'amministrazione comunale. È un giochino molto pericoloso, che potrebbe finire per ritorcersi contro il Sindaco Filippeschi e la sua giunta. A questo punto, almeno per riscattare la faccia di fronte alla città, occorrerebbe impegnarsi per ottenere da subito la concessione temporanea dell'ex Asnu, permettere a Rebeldía di lasciare via Battisti entro la fine di agosto e avviare i lavori della Sesta Porta a settembre, evitando ulteriori ritardi causati da Palazzo Gambacorti, permettendo alle ditte coinvolte di poter finalmente lavorare e lasciando cadere nel dimenticatoio e nel silenzio quel pasticciaccio brutto di via Saragat...
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Paolo Fontanelli 30/07/2010 1.36.01
Cara Laura, leggo da Roma il tuo commento. La mia posizione su Rèbeldia era sul Tirreno di stamani ed è sostanzialmente uguale a quella già espressa su questo sito. Non sto a ripeterla. Per quanto riguarda la questione delle penali, al di là delle tante chiacchiere, è semplice. Pisa Sviluppo ha firmato dei contratti con i soggetti che devono entrare in possesso e utilizzare la nuova struttura, e in base agli impegni contrattuali ha ottenuto la copertura finanziaria per fare l’investimento e appaltare i lavori. La condizione è che gli spazi pattuiti, contenuti nell’edificio da costruire, siano consegnati entro la data stabilita. Se ciò non avverrà scatteranno le penali come avviene in ogni contratto non rispettato. E’ chiaro che queste scattano a quel momento e non ora, ma le inadempienza che portano alle penali derivano dal ritardo con cui partono i lavori e quindi si scaricanosul soggetto promotore e sul socio di maggioranza che è l’Ente pubblico, il Comune. Se invece il ritardo non è provocato da una dilazione dei tempi di partenza ma da inadempienze dell’impresa costruttrice allora le penali ricadono su quest’ultima. Non sono cose segrete o riservate, sono cose normali e ovvie quando si definiscono contratti con scadenze precise.
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laura 29/07/2010 14.12.06
Buongiorno Onerevole Fontanelli, ieri sera come avevo detto sono andata all'assemblea di Rebeldia. nonostante sia il 28 Luglio c'erano veramente tante persone, che volevano sapere e capire cosa si può fare per la città.
Erano presenti anche i partiti della sinistra di minoranza in comune e Provincia, ma nessun rappresentante PD.
Mi è sembrato davvero strano, alla fine siete voi i primi interlocutori in quanto esprimete il governo della città, perchè non cogliere questa occasione?
è stato davvero un peccato, anche perchè mi sembra di capire che ci siano informazioni sbagliate sulle penali da pagare sulla sesta porta, da quel che ho capito, non c'è una informazione ufficiale in merito.
ma la cosa più utile che ho scoperto ieri e che sostiene il Progetto Rebeldia è che le penali non sono scattate, come avevo letto sul giornale, il 21 Luglio ma scatteranno, se l'INGV vorrà farle scattare, nel 2013!
Perchè allora tutta questa fretta?
perchè non si può dialogare in modo disteso con Rebeldia e trovare un percorso condiviso????
a quel che si sa se l'INGV non chiede nessuno pagherà, si può fare chiarezza su questo?
inoltre pare che i cittadini non pagheranno alcunchè ma saranno i responsabili dei progetti a doverlo fare....
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francesco 28/07/2010 14.00.55
Come sempre le donne sono una spanna sopra gli uomini...
Brava Laura!
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domenico 28/07/2010 12.48.30
Approfitto del nuovo post, per mandare l'ultimo commento qui, fcendo un pò il bibliotecario, segnalo un ebook gratuito.
Visto i tempi e le tematiche nazionali, potrebbe essere utile per capire le strategie altrui.
VANTAGGIO COMPETITIVO E CONTROLLO STRATEGICO DI PAOLO PARINI - FILE PDF PAG.133.
http://www.imperia.unige.it/download/economia/Cap1_2_LibroParini.PDF
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laura 28/07/2010 12.43.56
Buongiorno a tutti/e,
vista la sentenza di ieri e anche le parole dell'ON Fontanelli che sul suo blog definiva l'ex asnu una soluzione migliore per tutti, perchè meno dispendiosa, e più adeguata rispetto a via saragat, mi chiedevo: lei non si può fare da mediatore territoriale tra il comune Rebeldia, e l'Università?
in fin dei conti è il segretario comunale PD, ex sindaco e onorevole, mi sembra che abbia un peso politico importante e una ragionevolezza da spendere in questi 3 mesi, anche Realacci spinge per una soluzione condivisa.
Stasera ho saputo che a Rebeldia ci sarà un'assemblea cittadina, lei ci sarà?
dal canto mio andrò a sentire, in quanto credo che sia venuto il momento di informarsi il più possibile sulla vicenda e capire cosa può fare tutta la città per risolvere la vicenda REbeldia.
Spero che lei colga questa occasione di confronto pubblico.
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domenico 28/07/2010 12.02.57
Anche Omsa fugge in Serbia.
A sorpresa, la storica azienda di collant apre un nuovo impianto in Serbia ma chiude in Italia. Come Fiat, Ducati, Benetton, Geox e tante altre. Lavoratori e sindacati lo apprendono dai giornali esteri.
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/27/news/via_la_golden_lady_dall_italia_aprir_uno_stabilimento_in_serbia-5854828/
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domenico 28/07/2010 11.58.57
Matteotti, la politica al servizio dei più deboli.
in estratto:
(...) Giacomo Matteotti. Guardiamo all'uomo, non al martire. E domandiamoci se non ci sarebbe gran bisogno - qui e adesso - di un politico come lui. Della sua idea di militanza come servizio dell'interesse pubblico anziché del vantaggio privato. Della sua pratica di un riformismo concreto, attuoso, costruito sui fatti anziché sulle parole. Del suo carisma personale, tanto evidente quanto poco sbandierato. E anche (come no?) della sua scommessa sul futuro della socialdemocrazia: della sua battaglia per un mondo più giusto perché meno diseguale.
http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2010-07-28/politica-come-servizio-assoluto-080449.shtml?uuid=AYlSGeBC
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domenico 28/07/2010 11.46.36
Il Sud ha speso solo il 38% del Fas 2000-2006.
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-28/speso-solo-20002006-091447.shtml?uuid=AYXG2eBC
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E la puglia come si colloca nel panorama?
Ecco un metro di misura per valutare Vendola.
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francesco 28/07/2010 11.44.08
Il giudice ha fatto bene il proprio lavoro.
Ivan Ferrucci no.
Poi più soluzioni serie ci sono sul piatto meglio è per tutti.
Se c'è qualcos'altro oltre all'Ex Asnu ragioniamone.
Se poi la proposta Via Saragat è quella palazzina così com'è (senza volumi aggiuntivi) è ovviamente una non proposta. Ed è bene non perderci altro tempo, per il bene della Sesta Porta.
Ogni minuto perso a discutere di Via Saragat sarà una grave responsabilità da attribuire alla cocciutaggine dell'Amministrazione.
Ogni minuto dedicato a velocizzare la concessione del''Ex Asnu sarà invece un contributo alla città. La storia dei residenti che si lamentano per il rumore si risolve con un decimo dei soldi buttati via in Via Saragat.
Poche storie, e che ognuno faccia ammodino la sua parte.
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domenico 28/07/2010 11.41.14
Viaggio nel quartiere Mirafiori, mito sbiadito della Torino fordista.
In Estratto:
(...)oggi si parlerà anche del futuro della Fiat, con il tavolo che questa mattina si apre in Regione. Ma nel quartiere che più di tutti ha famigliarità con le liturgie sindacali, la fiducia non abbonda: «I tavoli si fanno se si ha qualcosa da offrire in cambio», osserva con disincanto Corrado Ferro, 78 anni, entrato in Fiat nel '51 da colletto bianco e poi passato al sindacato, dove è diventato segretario regionale della Uil. «Oggi le istituzioni che cosa avranno da offrire a Marchionne? Poco o niente, in confronto a quello che può mettere sul tavolo un paese come la Serbia»
http://www.ilsole24ore.com/art/economia/2010-07-27/fiat-vara-newco-fabbrica-202330.shtml?uuid=AYv2wZBC
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Paolo Fontanelli 28/07/2010 11.28.28
Francamente non capisco. Il giudice ha stabilito che Rebeldia deve rilasciare lo spazio di via Battisti non oltre la fine del mese di ottobre. Ha quindi riconosciuto l’esigenza di non rinviare l’attuazione dei lavori per la Sesta Porta. Allo stesso tempo ha riconosciuto l’esigenza, stabilendo tempi più lunghi di quelli di un provvedimento immediatamente esucutivo, di favorire l’individuazione di una soluzione alternativa per Rebeldia. Nel frattempo il Comune ha fatto passi avanti con le ferrovie per la disponibilità e l’utilizzazione di via Saragat ed è in grado di farla diventare presto una soluzione percorribile, e i candidati al rettorato hanno dichiarato una loro disponibilità a prendere in considerazione l’ex-Asnu. Basta che vinca almeno uno di loro tre. Non mi pare che manchino le ipotesi di soluzione. Allora dov’è il problema ? Perché il Comune, che è l’unico che ha fatto concretamente qualcosa, dovrebbe ritirare la sua proposta? Se l’università sarà in condizione di risolvere per l’ex-Asnu vuol dire che in via Saragat andrà qualcun altro. Del resto non si parla di carenza di spazi ? E se c’è una situazione in cui i residenti non protestano a priori per il rumore perché dovremmo perderla ?
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domenico 28/07/2010 11.17.29
Il sondaggio completo di Tabelle.
Centrosinistra, Vendola batte Bersani ma è alta la fiducia nel segretario.Secondo Ipr Marketing, i consensi per il governatore della Puglia superano quelli per il leader democratico: sia per le primarie, sia per la sfida con Berlusconi. Ma l'ex ministro risulta più competente e affidabile.
http://www.repubblica.it/politica/2010/07/27/news/vendola_bersani-5861220/
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C'è qualcosa che non và.......... Il PD non può essere considerato eternamento un partito neonato,abbiamo già bruciato un segretario e il secondo è sulla graticola. Bersani è stato eletto il 25 ottobre del 2009 e in un anno non sembra che non sia riuscito a consolidare la sua leadership nei confronti della base elettorale, è evidente che c'è un problema non di comunicazione ma di indirizzo politico. CHI SIAMO? COSA VOGLIAMO? E NELL'INTERESSE DI CHI FACCIAMO POLITICA?
Ma sopratutto quali azioni di politica economica mettiamo in atto per raggiungere gli obbiettivi dichiarati.
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Giuseppe 28/07/2010 9.23.59
Sì, in effetti, a questo punto l'ossessione di Via Saragat diventa quanto meno sospetta. I paradossi abbondano: il Comune urla ai quattro venti che urge avviare i lavori della Sesta Porta perché i cittadini (???) stanno già pagando le penali, mentre in realtà le penali scattano dal maggio 2013, saranno in ultima istanza a carico degli amministratori (leggi il sindaco e i dirigenti che hanno firmato atti in modo sconsiderato) e addirittura una sentenza della magistratura stabilisce che è prioritario garantire un'uscita di Rebeldía da via Battisti in un tempo congruo. E ancora: il Comune si straccia le vesti proclamando a tutti la sua straordinaria generosità, che lo ha portato a stringere un protocollo con un ente privato (RFI) per mettere a disposizione del mondo associativo una palazzina sbilenca ai margini delle rotaie, con un sacco di lavori di bonifica da fare che non si sa a carico di chi andranno e con affitto a costo doppio rispetto ai prezzi di mercato; Rebeldía fa intendere di non gradire quella non-soluzione che non consente di continuare attività ormai da tutti riconosciute come di grande importanza (da ultimo anche il deputato Realacci, anche se il fido Tirreno oggi tenta di insabbiare...) e mette in campo una panoplia di possibilità da valutare nel corso dei prossimi tre mesi; e il Comune che fa: ci ripicchia con Via Saragat... niente da fare, mi sa proprio che è una giunta di "cocciuti".
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francesco 28/07/2010 8.48.36
Faccio qualche domanda, sconcertato da alcune dichiarazioni farneticanti di membri del PD.
Ma Ivan Ferrucci è uno pseudonimo di Raimondo Pistoia?
Cosa ci guadagna Ivan Ferrucci se salta la Sesta Porta?
E soprattutto, perchè non ci si trasferisce Marco Filippeschi in Via Saragat?
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Giuseppe 28/07/2010 0.28.04
Per chi volesse farsi un'idea obiettiva sulla sentenza su di ieri, 27 luglio, evitando di incappare nell'informazione controllata del Tirreno, segnalo l'articolo di Repubblica su Rebeldía: http://firenze.repubblica.it/cronaca/2010/07/27/news/sfratto_rebeldia_tre_mesi_di_tempo-5873365/
Intanto, vediamo se almeno l'appello civile e ragionevole lanciato oggi dall'On. Realacci troverà ascolto presso i nostri amministratori.
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domenico 27/07/2010 23.22.28
Di questi tempi è utile mantenere le radici salde e scegliere l'abbeveratoio delle idee per non perdersi.
Sandro Pertini - l'idea di socialismo
http://www.youtube.com/watch?v=aJfKCn1bUMM
Enrico Berlinguer "Questione morale"
http://www.youtube.com/watch?v=01cDwLAcdVY&feature=related
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Giuseppe 27/07/2010 16.56.24
Anzitutto, vorrei unirmi all'On. Fontanelli nel ricordo di Luciano Lischi. Anch'io ero presente al Lumiere durante la proiezione del film di Segre. Penso che Pisa perde così il suo ultimo grande editore perché, senza nulla togliere alle case editrici che operano oggi nel nostro territorio, nessuno oggi prosegue in città la tradizione di qualità intellettuale e finezza dei libri della Nistri-Lischi.
Un secondo pensiero va alla principale notizia della giornata di oggi: la sentenza di sfratto di Rebeldía e la concessione di tempo alle associazioni fino al 30 ottobre per lasciare i locali di via Battisti. Quando andavo a scuola, la maestra usava sempre un aggettivo per definire i miei compagni più somari, che non facevano la lezione a casa e restavano indietro sul programma: "cocciuti". La parola mi ha sempre affascinato per il suo legame al "coccio", duro ma al tempo stesso capaci di frantumarsi in mille pezzi. Appresa la notizia della sentenza, è stato il primo aggettivo che mi è venuto a mente per definire il Sindaco e la sua giunta. Si sono comportati con arroganza nelle ultime settimane; hanno piegato il Consiglio Comunale a un voto infamante contro il mondo delle associazioni; hanno raccontato un sacco di bugie sulle penali e sui tempi dei lavori della Sesta Porta. L'assessore Cerri, che ha più volte definito "testardi" gli attivisti di Rebeldía, si è spinto addirittura a invitare le associazioni a lasciare subito i locali di via Battisti e il suo invito si è poi trasformato in un ordine del giorno votato in Consiglio Comunale (si è provato a fare altrettanto in Provincia, ma invano...). Mai paghi, si è fatto sottoscrivere al Rettore Pasquali una sgradevole velina; si è velatamente minacciato i candidati a Rettore; si è andati a dritto su via Saragat e sulla conferenza dei servizi senza curarsi dei problemi di natura tecnica posti dalle associazioni. Come se fosse stato uno scontro tra bande. La sentenza del giudice Tocci riporta d'improvviso la ragione in un contesto nel quale la "cocciutaggine" del Sindaco e della sua giunta rischiava di produrre ferite insanabili in città. Mi auguro che il PD saprà ora essere garante della legalità anche di fronte a una sentenza sfavorevole e che avvii finalmente un serio percorso di trattativa e dialogo, in primo luogo con le associazioni di Rebeldía e in secondo luogo con l'Università, considerato anche che, con l'uscita al 30 ottobre e l'entrata in carica del nuovo rettore il I novembre, la posizione di Pasquali è ormai ininfluente. Lavorare sull'ex ASNU diviene ora, alla luce della sentenza del giudice Tocci, l'unica soluzione che permetta di avviare in tempi ragionevoli la Sesta Porta, perché credo che se il Sindaco strappasse dall'attuale rettore un'assegnazione temporanea dell'ex ASNU già dal I settembre, le 31 associazioni di Rebeldía si assumerebbero il gesto di grande generosità di accelerare l'uscita dai locali di Via Battisti. In questo senso credo che debba essere intesa anche la dichiarazione alla stampa che il deputato Ermete Realacci, il quale ha sempre seguito con attenzione ma senza rumore la vicenda di Rebeldía, ha appena rilasciato e che, per doveroso senso di informazione, riporto qui di seguito:
Ore 16:10 - L'intervento di Ermete Realacci
“La sentenza del Tribunale che sposta le lancette di 90 giorni in avanti, offre l’occasione per individuare una soluzione condivisa e accettabile per tutti”, commenta il deputato PD Ermete Realacci.
“In questo senso, tutte le forze in gioco, e sottolineo tutte, hanno una ulteriore occasione per risolvere il problema, purché non si facciano trascorrere invano i prossimi 90 giorni – prosegue Realacci - Da un lato ci sono le ragioni ed i vincoli dell’Amministrazione Comunale, dall’altro ci sono le ragioni di una esperienza e di un tessuto associativo che sarebbe riduttivo non riconoscere come un patrimonio di iniziativa politica e culturale, di tutta la città: da queste due ragioni, può e deve essere trovata la risposta alla attuale empasse.
Prendendo spunto ad esempio, dalla posizione dei tre candidati a Rettore che hanno ribadito la loro disponibilità a collaborare e convocare al più presto il CUT (l’organo di confronto università territorio) come ha
chiesto peraltro anche il gruppo consiliare del PD”.
Speriamo che adesso l'Amministrazione comunale esca dal suo isolamento e inizi seriamente a lavorare per il bene della comunità pisana.
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francesco 27/07/2010 13.53.38
Ooopppsss...
scusate se reintervengo subito, ma come sapete io sono un farabbutto!!!
Il giudice ha appena emesso la sentenza sullo sfratto di Rebeldia. C'è tempo fino al 30 ottobre per svuotare i locali di Via Battisti.
Ma se la soluzione ex Asnu è pronta prima si viene via anche prima.
Ormai mi pare ovvio che anche solo parlare di Via Saragat sia sinonimo di voler pagare le penali, anche perchè il 30 ottobre partirà l'iter, chissà quanti mesi ci vorranno senza una soluzione condivisa da tutte le parti in causa.
Rebeldia ergo sum!
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francesco 27/07/2010 12.00.50
Concordo con l’On. Fontanelli quando dice che è necessario fare uno sforzo reale per affrontare i problemi concreti.
E’ vero che il PD è un partito nuovo (anche se ora insomma un po’ di tempo inizia ad essere passato...), però dovrebbe scrollarsi di dosso alcune brutture del vecchio modo di far politica. Ci sono troppe posizioni strumentali, alcune delle quali evidentemente pregiudiziali e miopi. Forse sarà possibile iniziare ad immergersi nei problemi reali (senza farsi male inutilmente nelle beghe delle correnti) solo emarginando qualche mela marcia (anche di quelle potenti e influenti).
Questo non lo dico per interessi di parte (Gregorio, please... credimi se questa volta affermo di fare un ragionamento che esce dai confini di Pisa), ma sono convinto che possa essere l’unica speranza, sennò siamo del gatto...
Poi chiaramente costruire una vera forza alternativa di governo oggi come oggi è un’impresa titanica, perché il populismo è diventato egemonia culturale fomentata in modo esponenziale dagli stenti della crisi. Io non so neanche se sia una roba umanamente possibile, in bocca al lupo!
Io che sono un polemico rompicoglioni apartitico “non ho paura di essere minoranza, mi sento estraneo alle menzogne della maggioranza!”
Sarà un fatto catartico...







C'è stato un errore di distrazione, ma ho pubblicato erroneamente il mio intervento in risposta a Giuseppe in questo taccuino. Quello giusto dove volevo rispondere è quello intitolato “Un giorno a L'Aquila... ancora disastrata un anno dopo il terremoto” al seguente link: http://www.paolofontanelli.it/blog/dettaglio.html?iId=256
Mi scuso con il blog e i suoi frequentatori