Il taccuino di Paolo Fontanelli
Un giorno a L'Aquila ... ancora disastrata un anno dopo il terremoto
Ieri sera sono rientrato tardi da L'Aquila. Come gruppo parlamentare del Pd, compresi i radicali, siamo andati con quattro pullman nel capoluogo dell'Abruzzo profondamente ferito dal terremoto dell'aprile dell'anno scorso. Siamo partiti alle due e mezzo, dopo che da parte del governo è stato posto il voto di fiducia sulla manovra finanziaria. Questa scelta l'abbiamo motivata con la necessità di segnalare la grave inadeguatezza e iniquità di quel provvedimento chiamato anticrisi, che tra l'altro non risolve ancora, nonostante le reiterate promesse del governo, il problema del rinvio degli obblighi fiscali per la popolazione delle zone terremotate. Paradossalmente gli aquilani senza casa all'inizio del prossimo anno rischiano di pagare più tasse degli altri cittadini italiani. Siamo arrivati verso le sedici e trenta e tutti in fila, con "l'elmetto" bianco o giallo, siamo stati guidati nel centro storico della città, nella zona rossa interdetta al pubblico. La visione diretta è impressionante. E' tutto devastato e puntellato. Ci sono ancora molte macerie per strada. Non si vedono interventi di ristrutturazione. Quello che si vede è una città abbandonata. Di questa impressione avevo già parlato mesi fa in altri taccuini, sulla base di informazioni ricavate da qualche articolo e dai racconti del compagno e amico da una vita (politica) Giovanni Lolli. Dal vivo, in presa diretta, la situazione si presenta ancora più drammatica. E allora ti viene da pensare al grande imbroglio mediatico, all'enorme mistificazione, che per più di un anno è stata costruita sulla testa dei cittadini aquilani. Berlusconi che inaugura le case provvisorie, ci porta il G 8, loda e riloda l'efficiente Bertolaso, si intesta il "miracolo" della protezione civile che ha avviato in tempo record la ricostruzione. E quai tutti i mezzi di comunicazione lì, ad accreditare questa mirabolante impresa. Invece è tutto un inganno. Non solo per gli intrecci affaristici e gli inquinamenti camorristici che sono venuti alla luce. Questo è il meno. L'inganno grave è verso gli abitanti de L'Aquila che vedono sempre più lontana la prospettiva di poter tornare nelle loro case. Anzi, temono di non vedere più la loro città, con la sua vita e le sue relazioni. Infatti come possono immaginare qualcosa di diverso quando fino ad oggi, a un anno tre mesi e ventuno giorni dal terremoto, non è stato presentato uno straccio di piano credibile per la ricostruzione e non ci sono norme e risorse per mettervi mano.
Dopo il giro fra le strade del centro il nostro corteo di deputati, con le teste bianche o gialle, è tornato sulla piazza dove è stata istallata la tenda dei comitati dei cittadini con lo striscione "Ricostruiamo L'Aquila". Qui ci aspettavano decine e decine di aquilani. Ed è iniziata una affollata assemblea introdotta dagli interventi e dalle domande dei terremotati. Ci hanno ringraziato perché è la prima volta che un intero gruppo parlamentare si reca sul luogo per vedere e ascoltare. Però ci hanno anche criticato perché "il Pd non ha fatto tutto quello che poteva e doveva". Da noi si aspettavano di più, e ce lo hanno detto con molta e cruda franchezza. Anche se non è mancato l'apprezzamento per l'impegno costante di Lolli, deputato e cittadino aquilano. Mentre ascoltavo questi interventi che trasmettevano la loro rabbia e il loro disagio, avendo negli occhi le fresche immagini dello stato della città, ho pensato anch'io che una certa sottovalutazione anche da parte nostra c'è stata. Però allo stesso tempo mi sono chiesto se non ci sia stato da parte loro, degli aquilani, nei primi sei sette mesi dopo il terremoto, un eccesso di fiducia e di credibilità verso le promesse e le ripetute visite di Berlusconi. Forse se contestavano fin dall'inizio l'idea dei due tempi, in cui la ricostruzione del centro veniva dopo, le cose avrebbero preso un'altra piega, soprattutto nell'impatto comunicativo. Tuttavia ora il problema va affrontato com'è. E Bersani, rispondendo alle tante domande poste nella discussione, ha colto il problema e si è impegnato per portare avanti una legge d'iniziativa popolare che abbia i caratteri di un intervento straordinario per la ricostruzione e per fare la battaglia in direzione dell'individuazione di una tassa di scopo finalizzata a reperire le risorse necessarie. Risorse che oggi non sono previste in nessun capitolo del bilancio dello Stato. Sicuramente la sola azione del Pd non è sufficiente a realizzare questi obbiettivi, ma potrà aprire la strada ad una più ampia mobilitazione. Con questi pensieri e con questo impegno siamo rientrati a Roma a ora tarda, caricati da un confronto e da una discussione pieni di intensità emotiva e di problemi reali e concreti.
26 commenti
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francesco 02/08/2010 15.14.20
Ma davvero Garzella è simpatico?!?
Io credevo che il più compagno fosse Bedini, me lo ricordo quando ha salvato la Ciccone dalle botte del marito durante una Commissione alla quale ero presente...
Oppure Buscemi, che nella solita Commissione ha suggerito alla stessa Maria Paola Ciccone di fare un'assegnazione diretta di Via Saragat a Rebeldia.
Ma non ci pensiamo più...
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Giuseppe 02/08/2010 12.48.16
Alessandra... un po' meno di veleno non guasterebbe alle sue riflessioni. E comunque il mio era e resta un giudizio sulla qualità delle nuove infrastrutture e sulla loro manutenzione. È un punto d'osservazione abbastanza basso, ma concreto, da cui si apprende molto: in primo luogo, a distinguere tra opere di propaganda e opere al servizio dei cittadini. Se poi preferisce farsi quattro risate con Garzella, sono affari suoi.
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ALESSANDRA 01/08/2010 22.10.04
Ma si, caro Giuseppe, il guasto all'idrovora e la non riparazione sono opera del Sindaco e dei suoi amministratori. E poi un guasto, come problema, equivale certamente agli investimenti sulla trasformazione della città. E i danni provocati dall'acquazzone, nonostante il silenzio pilotato dei giornali locali, sono un vero disastro, quasi una calamità. Non come quella denunciata dai commercianti pisani quando si allagò Corso Italia, con polemiche feroci contro la giunta Floriani. Però..... I commenti di Giuseppe se non somigliano a quelli dei commercianti, perchè l'accostamento disturba, somigliano molto nel giudizio sull'amministrazione comunale a quelli di Garzella, consigliere comunale del Pdl, chè però è più spiritoso. Le mie preferenze politiche sono evidenti: voto Pd e non mi pento. Il sindaco e questa giunta stanno facendo il possibile e all'orizzonte non si vede niente di meglio.
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francesco 31/07/2010 8.58.00
E' molto irritante sentir parlare di "eventi eccezionali" quando invece quasi sempre dovremmo riflettere in modo laico e scevro da pregiudizi sul principale motivo delle disgrazie: la cattiva pianificazione.
Ora, io non ho certo la bacchetta magica e in un taccuino dove il ragionamento parte dalla tragedia dell'Aquila mi sembra abbastanza irrispettoso andare a ragionare del nubifragio di ieri. Sarebbe però sbagliato non rendersi conto che, a livelli diversi di danni prodotti e prezzo pagato in termini di vite umane, il problema di fondo è il medesimo.
Cè un minimo comune denominatore fra tutte queste disgrazie, che vanno dal terremoto dell'Abruzzo all'esondazione del Serchio. Dalla palazzina appena crollata ad Afragola alla strage di Viareggio. Dalla marea nera nel Golfo del Messico alle fogne che a Pisa vanno in tilt.
Questo minimo comune denominatore è l'incapacità di metabolizzare gli insegnamenti passati e coniugarli in modo efficace sia con le tecnologie odierne, sia con l'attuale (e prevedibile già 20 anni fa almeno) momento di crisi.
Se continuiamo a credere che l'"evento eccezionale" non sia gestibile non avremo futuro, anche perchè a causa della nostra pessima condotta degli ultimi decenni siamo destinati ad avere a che fare prevalentemente con "eventi eccezionali". L'uomo moderno è megalomane per imprinting berlusconiano, non si accontenta delle 4 stagioni e dell'ora legale. Deve essere protagonista del suo tempo, troppi film abbiamo visto e non ci vogliamo rendere conto di quello che sta succedendo.
I soldi vanno spesi bene, senza fare polveroni stupidi e sparate di propaganda.
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Giuseppe 31/07/2010 1.23.05
Mi scuso, ma vorrei fare un ultimo inciso sul primo commento di Alessandra. Pare che ieri notte una delle zone che più hanno sofferto dell'acquazzone sia stata proprio Porta a Lucca (uno dei quartieri la cui situazione, a quanto scrive, sarebbe migliorata grazie all'intervento del Comune). Ho parlato con un amico residente nella zona, che ha denunciato la cosa alla stampa dopo una notte di scoperte straordinarie (dovrebbe parlarne domani il Tirreno), mentre la sua casa di allagava e nella sua via l'acqua raggiungeva quota 60 cm. Mi ha raccontato di aver tentato invano per ore di chiamare polizia, pompieri, protezione civile. Nessuno rispondeva perché le linee erano fuori uso e lo sono rimaste fino alle 6 del mattino. Se ci fosse stata una reale emergenza, se qualche anziano o invalido si fosse sentito male, sarebbero stati guai seri... Ma in Italia preferiamo sempre parlare di "tragica fatalità". Le linee telefoniche non funzionanti non sono certo responsabilità del Comune di Pisa, ma forse lo è il funzionamento delle pompe manuali realizzate tre anni fa nella zona per evitare gli allagamenti a Porta a Lucca. Ecco, ieri sera quelle pompe erano disattive. E non lo erano per mancanza di personale che aprisse le pompe (che pure occorre, perché per risparmiare si è scelto di non farle elettriche...), bensì per il semplice fatto che da un anno e mezzo sono rotte e nessuno le ha riparate. Questa è la qualità delle nuove opere pubbliche che vengono fatte in città con i soldi dei contribuenti. Vede, Alessandra, non si tratta di ipercriticismo o di disfattismo. Questi sono attitudini che non mi appartengono. Semplicemente, continuare a tacere di fronte alla mala amministrazione non fa che perpetuarne i danni, rendendo più sicuri di sé e arroganti i cattivi amministratori. Non vedo peraltro in che cosa questa osservazione, tutta fatta di dati concreti e pacatezza, sia assimilabile all'atteggiamento – generalmente ben diverso nelle forme e strumentale nei contenuti – dei commercianti, categoria dalla quale mi sento estraneo quante altre mai. Le ricordo che è stato proprio il Comune che lei tanto fedelmente difende a spada tratta ad assecondare, tra 2008 e 2009, i peggiori istinti razzistoidi dei commercianti, varando ordinanze vergognose come quelle che hanno colpito venditori ambulanti (perlopiù senegalesi e bengalesi) e accampamenti rom. Non voglio entrare ancora una volta in polemica su quelle che ritengo alcune delle pagine più tristi e infami della recente storia pisana, destinate nel tempo a lasciare una ferita duratura nel tessuto civile e sociale della città. Mi basterebbe che non mi accosti nuovamente ai commercianti. Con loro, con le loro misere pretese che rendono più gretta e provinciale la mia Pisa, accordi e intese non ce li faccio io, ma la parte politica che esprime la maggioranza proprio in quel Comune di cui lei è araldo orgoglioso e privo di alcun dubbio.
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domenico 31/07/2010 0.23.55
Fiat, lettera di un operaio: «Caro Sergio, saremo noi a perdere tutto»
http://www.unita.it/news/economia/101621/fiat_lettera_di_un_operaio_caro_sergio_saremo_noi_a_perdere_tutto
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Da leggere ci si può fare un programma di partito. Ma sopratutto serve a non confondere il pragmatismo con il cinismo spicciolo.
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francesco 30/07/2010 21.10.01
Il parco delle mura sarebbe una bella cosa, e di per sè la Sesta Porta non è un'idea negativa. Il problema è che quando vengono dette troppe bugie poi si perdono di vista anche i lati positivi (che comunque ci sono).
Quanto alle penali io sono convinto che siano una bufala, ed è per questo che ci scherzo sopra dicendo che le pagherà direttamente il Sindaco che le ha agitate come un fantasma in questi ultimi mesi.
Sarebbe molto utile che il Comune facesse chiarezza (già Paolo Fontanelli è stato chiaro nel taccuino precedente, ma secondo me serve di più).
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ALESSANDRA 30/07/2010 18.46.41
Ha ragione Francesco: a Pisa si scende dal treno e si monta sul bus. Praticamente allo stesso binario.Solo che prima bisogna fare via Gramsci, la rotonda di via Battisti, il porticato della Provincia e Piazza S.Antonio. E quando piove non serve nemmeno l'ombrello. Quanto alle mura medievali, se non ricordo male, è stato detto che nel caso di eventuali utili sull'operazione Sesta Porta saranno investiti nel loro recupero. Però già liberare le mura dalla presenza degli autobus, che finora sostano e partono proprio a ridosso, è un risultato importante che ne consente una visione che adesso è impedita o ostacolata. Quanto alle penali non lo so, però vedo che il tema vi brucia tanto.
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francesco 30/07/2010 17.29.50
No vabbè...
è un posto aperto a tutti è roba da ridere...
Diciamo le cose come stanno: la Leopolda è un posto occupato abusivamente da un cartello di associazioni, con un contratto scaduto da tempo e con una delibera del consiglio comunale che ne dichiara il fallimento della gestione.
Via, sennò si cade nel ridicolo.
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Massimiliano 30/07/2010 17.18.05
Scusate, ma non ho compreso su cosa si basa l’ultima osservazione. Con la mia associazione andiamo tutte le settimane a giocare in Leopolda con i giochi da tavola fino a notte fonda e la nostra associazione non paga alcunché. Ogni sera arrivano 100 persone: ci divertiamo e raccogliamo energie per collaborare all’evento annuale che si svolge in Logge di Banchi. Tornando alla Leopolda pagano coloro che organizzano attività commerciali. Senza finanziamenti pubblici è normale fissare delle quote di utilizzo degli spazi. In assemblea le abbiamo differenziate tra quelle relative alle attività delle associazioni (per es. da 50 a 20 Euro per la saletta convegni) e quelle per le attività commerciali. Inoltre le associazioni che aderiscono al progetto possono in larga parte utilizzare gli spazi gratuitamente. Del resto gestire una struttura come quella costa, basta pensare alle utenze o alle manutenzioni che richiedono i Vigili del Fuoco. Noi vediamo che in Leopolda operano tantissime associazioni che utilizzano gli spazi a rotazione. Trovare uno spazio libero non è semplice. Quando arriviamo dopo cena per giocare in Sala Prove ballano gli studenti AEGEE, altre volte ci sono state le associazioni che ballano tango oppure danza del ventre o suonano le percussioni, praticamente tutte le settimane si svolge un evento nel salone grande, durante questi mesi estivi abbiamo visto che diverse assemblee e concerti e la Ludoteca ha iniziato un nuovo progetto in orario serale. Nel complesso sono presenti sia le associazioni che proposero il progetto di recupero del vecchio mercato e lavorarono per ottenere insieme al Comune il finanziamento europeo per fare i lavori, sia tante altre associazioni che si sono aggiunte dopo, come la nostra. Nessuno ci obbliga a star lì. Se ci stiamo è perché ci troviamo bene. Spero in ogni caso che la vicenda Rebeldia si concluda positivamente. C’è spazio per tutti!
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Giuseppe 30/07/2010 16.24.58
Mah, guardi Alessandra, personalmente esprimevo solo lo sconcerto per lavori fatti da poco che non sapevano resistere a un acquazzone estivo, per violento che sia stato, mentre le malandate strade accanto erano quasi asciutte (a riprova che il problema non è stato nell'eccezionalità dell'evento, ma altrove...).
In secondo luogo: io non so per chi lei vota, né m'interessa, e non credo che lei immagini per chi voto io. In ogni caso, non penso affatto che riflessioni e giudizi come i miei non contribuiscano a far vincere il centro-sinistra. A mio parere, le critiche rafforzano i partiti seri, li rendono migliori e proprio per questo li portano alla vittoria. Gli eterni apologeti del sistema, invece, temo che in una città come Pisa siano quelli che rischiano per davvero di far vincere la destra. Detto questo, aggiungo che non mi pare di aver mai detto che bisogna far restare Rebeldía in via Battisti lì dov'è e far ritardare i lavori di quel bussolone della Sesta Porta. Temo che se lo sia sognato, perché io ho sempre detto l'esatto contrario... Ho la vaga impressione che lei appartenga alla schiera di quelli che fino a pochi giorni fa urlavano ai quattro venti che dal 20 luglio i cittadini pisani iniziavano a pagare le penali per colpa di Rebeldía, in ogni caso, la invito a leggere con più calma e minor furia ideologica i commenti altrui.
Concludo su via Saragat e sulla retorica pelosa delle povere associazioni che non hanno niente, mentre Rebeldía vuole avere tutto. Ora, a parte il fatto che non esistono esperimenti di integrazione e qualità paragonabili al Progetto Rebeldía a Pisa (credo che sia indiscutibile)), vorrei farle presente che quell'ipotesi di spreco di denaro pubblico a vantaggio di un ente privato (RFI) che va sotto il nome di palazzina di via Saragat (300.000 euro in 5 anni!) è stata sempre ed esclusivamente pensata per il Progetto Rebeldía, tanto è vero che il Sindaco Filippeschi, quando è venuto a Rebeldía lo scorso venerdì 23 luglio ha parlato "apertis verbis" di assegnazione. La responsabilità e il senso civico degli attivisti di Rebeldía ha evitato fin qui che si perpetuasse questo ennesimo danno all'erario pubblico. Quanto poi ai presunti privilegi invocati dal Progetto Rebeldía, invito Alessandra (e in questo caso anche Cristiana, che ringrazio molto per la cordiale risposta) a informarsi meglio: recatevi in Comune e chiedete l'elenco delle assegnazioni di spazi alle associazioni in città. Ne esiste uno aggiornato recentemente discusso in II Commissione (affari sociali). Vi scoprirete decine e decine di associazioni (ca. SESSANTA) che godono di spazi ottenuti senza bando e nella maggior parte sulla base di contratti scaduti da tempo, tra le quali spicca l'Associazione Leopolda, che in questi anni ha gestito davvero egregiamento lo spazio omonimo contribuendo a farne una delle aree più vive della città: uno scheletro di spazio per congressi e mostre, dove se un'associazione vuole organizzare una serata deve sborsare fior di quattrini... O mi sbaglio? È questo il modello che le piace, Alessandra? Ancora non capisce che quella di Rebeldía non è affatto una richiesta di garantismo, ma il tentativo di rendere più trasparente e democratico il sistema di gestione degli spazi sociali in città? Dall'osservatorio di via Fratti non se ne accorge?
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francesco 30/07/2010 16.03.07
Mmmmm...
No Alessandra informati prima di parlare a caso.
1) La Sesta Porta non produrrà nessun miglioramento del trasporto
pubblico, dato che il terminal verrà semplicemente spostato di 200 metri
2) L'integrazione fra la stazione ferroviaria e quella dei bus c'è già, più o meno, vedi punto 1
3) Il recupero delle mura medievali e degli spazi verdi non ha niente a che fare con la Sesta Porta, chiedi pure a Cesare Valle o a Paolicchi
4) Rebeldia non vuole rimanere lì dov'è, basta leggere i giornali (più o meno addomesticati dal Comune)
5) Imporre uno spazio adeguato per le attività sociali e cercare di incastrarle in Via Saragat è un insulto, comunqua questo non è molto rilevante dato che è più probabile che ci vada a vivere Marco Filippeschi dopo che a causa delle penali della Sesta Porta (speriamo di no) gli porteranno via la casa
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ALESSANDRA 30/07/2010 16.02.20
Come ci ha abituati negli ultimi tempi Giuseppe ha impartito la
solita lezioncina quotidiana. Piove, c'è un ciclone sulla Toscana
costiera, e lui che fa ? Incolpa il Comune e il "faraonico" progetto della
Sesta Porta. Sembra uno di quei commercianti che ad ogni problema se
prendono con l'amministrazione comunale e invocano l'attenzione ai piccoli
problemi. Quelli loro ovviamente. Ma non ha visto il Giuseppe che la
pioggia era così intensa da allagare tutte le città su cui è passata, da
Viareggio a Livorno. E non ricorda o non sa che solo pochi anni fa, quando
pioveva più del normale, a Pisa si allagavano sistematicamente tante zone
della città come P.ta a Lucca, Via Corridoni, P.ta Fiorentina, S.Giusto.
Proprio per questo il Comune ha investito tanti soldi per realizzare il
sistema fognario di Pisa Sud e potenziarlo a Pisa Nord, e infatti la
situazione è migliorata. E non a caso alle elezioni amministrative il
centrosinistra ha vinto, nonostante quelli come Giuseppe.Però la cosa più
sorprendente è che per difendere Rèbeldia si sostiene che non si deve fare
la Sesta Porta. Ma si, chi se ne frega del miglioramento del trasporto
pubblico, dell'integrazione fra la stazione feroviaria e quella dei bus,
del recupero delle mura medievali e degli spazi verdi. L'unica cosa che
conta è che Rèbeldia resti lì dov'è. E anche via Saragat a che serve,
poichè non va bene per Rèbeldia ? No, non ci siamo caro Giuseppe. A Pisa
ci sono molte associazioni che non hanno avuto la fortuna di avere una
sede gratis e molto spesso non hanno nemmeno una sede. Allora perchè il
Comune dovrebbe rinunciare al recupero di uno spazio delle ferrovie oggi
inutilizzato ? Se è vero che nella nostra città mancano gli spazi per le
iniziative asociative quello che sta facendo il Comune è sicuramente
positivo.
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francesco 30/07/2010 14.49.27
Certo che L’Aquila è un problema più serio di Rebeldia. Senza alcun dubbio.
Ma soprattutto, ci sono 3 verità:
1) Rebeldia non è un problema, ma una risorsa
2) Il Comune non è stato generoso in questi anni, semmai non ha capito cosa stava succedendo
3) Le penali erano una bugia, brutta e strumentale
Poi tutto il resto viene da sé.
E chiedo anch’io che non si parli più di Rebeldia. Parliamo della Sesta Porta, questo si un grave problema per Pisa.
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cristiana 30/07/2010 14.08.09
Vedo solo ora il messaggio indirizzatomi da Giuseppe, e, non avevo suoi recapiti, gli rispondo qui.
Intanto lo ringrazio per la stima e apprezamento che mi tributa; io non so chi sia, avendo moltissimi studenti; ma mi fa molto piacere che mi conosca e lo sia stato anche lui.
Dico due cose su Rebeldia, anche se, in tutta onestà, i problemi de L'Aquila qui sollevati da Fontanelli mi paiono infinitamente più importanti e coinvolgenti.
Schematizzo, in risposta :
1. sono convinta che Rebeldia abbia svolto e svolga una importante funzione; per questo ha avuto finora un trattamento di favore e di attenzione, non riservato ad altre associazioni.
2. il problema del trasferimento è reale; bisogna tenerne conto e lavorare per una soluzione accettabile, magari transitoria o integrabile nel tempo. Ma non si può imporre la propria soluzione e rifiutare a priori quanto offerto dal comune, che fa quanto può ma certo non può lasciare le cose come sono.
3. mi auguro che i candidati rettori mantengano quanto detto. sono convinta che anche l'università debba fare la sua parte; ma ciò, appunto, dipende dal prossimo rettore e non dal comune.
4. non si vede mai perdere la misura delle cose e fare di un problema, anche significativo, il centro del mondo, neanche del piccolo mondo pisano.
5. mi paiono disturbanti e poco costruttivi alcuni toni, critici a prescindere. Bisogna lavorare per risolvere al meglio la questione, con il buon senso che useremmo se si trattasse di un nostro problema privato.
Ciò detto, mi scuso delle ripetizioni, e, a meno che intervengano fatti nuovi e davvero dirompenti, non parlerò più di Rebeldia
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francesco 30/07/2010 9.23.59
Non preoccuparti Giuseppe, nel giro di poco la verità verrà a galla. Non c’è da essere troppo impazienti anche se capisco che la curiosità sia tanta.
Mi sa che stanotte il tempo gira bello...
E da qui al 30 ottobre sapremo se Marco Filippeschi andrà a vivere in Via Saragat.
Sempre che la qualcuno non lo obblighi prima a barattare l’ordinanza antiborsoni con l’ordinanza prolenzoli (quella che legalizza l’uscita di emergenza dal Don Bosco).
Ah, se qualcuno dicesse: “che palle, parlate sempre di Pisa e di Rebeldia... Ma non lo vedete cosa succede a Berlusconi e al Paese?”
La risposta è facile: è il blocco di potere baby... e sta vacillando!
Con la differenza che Berlusconi è Berlusconi e Filippeschi è Filippeschi.
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Giuseppe 30/07/2010 0.16.08
Parafrasando il titolo dell'intervento dell'On. Fontanelli sul Tirreno a proposito di Rebeldía, mi viene da dire: "È sbagliato puntare tutto sulla Sesta Porta". Nella giornata di oggi la zona di Pisa (ma non solo) è stata colpita da un violento nubifragio a raffiche. Si dirà che è stato un evento eccezionale. A me non pare. come che sia, credo che abbia messo a nudo, ancora una volta, l'inefficienza del sistema fognario pisano. Che ci siano stati degli errori nei lavori pubblici e che si tratti di colpe assai recenti, lo dimostra l'attuale allagamento nel tratto fra piazza San Francesco e il carcere Don Bosco, che ho appena avuto la malaugurata sorte di percorrere in bicicletta. Almeno la zona di San Francesco è stata oggetto di opere recenti, con una nuova pavimentazione che contribuisce a rendere più bella una delle piazze più suggestive della città. Tuttavia, l'estetica non è tutto. Soprattutto, se non corrisponde a una seria riqualificazione, con la quale non si può intendere se non l'effettivo miglioramento di un servizio ai cittadini... Le fogne sono esondate e ho dovuto varcare tratti di strada dove l'acqua raggiungeva quasi il mezzo metro. Il mio fastidio, però, non dipende tanto dal fatto che mi sono completamente inzuppato fino alle ginocchia. Deriva piuttosto dall'amara constatazione che girando l'angolo e imboccando le vie laterali (dove evidentemente ha piovuto con altrettanta violenza) non c'era neppure una pozzanghera. E sì che, in questo caso, si tratta di vie dove non è stato fatto recentemente alcun lavoro dal Comune. Non trovo altra espressione per chiamare questi esempi di cattiva amministrazione se non "spreco di denaro pubblico".
Morale della favola: forse, ai cittadini pisani, più di sentir parlare di 30 e passa milioni di euro buttati in un'opera faraonica per fare un deposito dei pullman che chissà se lo vedranno finito i miei nipoti, basterebbe godere di un sistema idrico-fognario che funzioni come in qualsiasi paese civile. Non si chiede nulla di speciale. Si chiede solo di non buttare via i soldi dei contribuenti (come si minaccia ora di fare anche per la palazzina di Via Saragat). Salvo forse i costruttori, nessuno in citt`å sente davvero l'esigenza impellente di Seste Porte, People Mover, Piuss e altre opere buone soprattutto per farsi pubblicità, ma di scarsa utilità. Gli assessori non dovrebbero presentarsi come delle grandi star, sempre pronti a propagandare soluzioni fighissime che poi finiscono quasi sempre per rivelarsi pacchi clamorosi... Ci basterebbe che svolgessero bene il loro lavoro di amministratori e di funzionari al servizio della comunità. In questo caso, considererei già una riqualificazione sufficiente il poter camminare in città tranquillamente dopo un acquazzone estivo. Una roba semplice, forse banale, ma concreta. A quanto pare, però, come dimostra anche la gita all'Aquila, si preferisce continuare a tentare invano di battere Berlusconi sul suo terreno...
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domenico 29/07/2010 15.43.45
Marino critica i candidati del Pd. Bersani: "Posizione inaccettabile"
http://www.repubblica.it/politica/2010/07/29/news/csm_il_pd_sceglie_i_candidati-5913245/?ref=HREC1-2
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domenico 29/07/2010 15.39.02
MA CHE' SUCCEDE?
Sembra che Fini chieda a Berlusconi di chiudere i conflitti......
Nel frattempo l'istat oggi è uscita con i dati di maggio sull'occupazione nell'industria dove emerge:
- a Maggio i dipendenti al netto della CIG segnano -5 punti sul 2007 le ore lavorate segnano + 3.3 punti sul 2007.
L'impressione è che: invece di rientrare l'occupazione, le imprese si assestano sul recupero della produzione usando la CIG come strumento do flessibilità per razionalizzare il sistema produttivo.
Questo da una parte aumenta la competitività, ma dall'altra non è propedeutico al rientro dei lavoratori nel sistema , con evidente decurtazione del salario.
Su base annua a Maggio l’occupazione al lordo cig segna un -1,8%.
http://www.istat.it/salastampa/comunicati/in_calendario/indilav/20100729_00/
Nel frattempo la Fiat manda a dire che la newco di Pomigliano,è fuori da Confindustria.Disdetti accordi su monte ore e permessi
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/29/news/la_fiat_incontra_i_sindacati_sacconi_non_uscir_da_confindustria-5917128/?ref=HRER2-1
Consiglio di leggere L.Gallino,nella speranza che un giorno anche nelle assemblee del PD si faccia una seria riflessione fra capitalisti storici e nuovi capitalisti globali. E' chiaro che una volta fatta la distinzione è difficile poi dire che il Governo Cinese è un governo progressista, come sarà difficile se non imbarazzante invitare i banchieri facendoli passare per riformisti e eticamente responsabili anche quando rifilavano i bond parmalat alle nostre nonne che erano ignare del rischi intrinseco nel passaggio fra titoli di stato e azioni di aziende private, figuriamoci se potevano addentrarsi nell'ingegneria finanziaria all'italiana. Che poi detto fra di noi sono i soliti banchieri che hanno riempito di derivati i nostri Comuni.
Visto che siamo un partito in progress magari se qualcuno intanto definisce l'aggettivo progressista e Riformista sarebbe già un bel passo avanti, per una definizione condivisa e non abigua.
I rischi del Lingotto di LUCIANO GALLINO
http://www.repubblica.it/economia/2010/07/29/news/rischi_lingotto-5912486/?ref=HRER2-1
Fini chiede a Berlusconi di chiudere la fase conflittuale.
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-07-28/fini-berlusconi-chiudere-fase-211610.shtml?uuid=AYa96qBC
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Dario 29/07/2010 11.46.33
Caro Fontanelli, in questo momento i parlamentari del PD sono riuniti per decidere sulle nomine al CSM. Sarebbe interessante avere la sua cronaca sul come è andata: Vietti for vicePresident o ascoltere i 40 dissidenti ?
Buon lavoro
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Giuseppe 29/07/2010 11.23.08
On. Fontanelli,
la ringrazio per la precisazione. L'immagine dei contestatori con il "Giornale" sotto il braccio puzza proprio di regime... povera l'Aquila, che ha però anche comitati che sono un vero esempio di civiltà e di solidità democratica. Alla fine, è uno specchio dell'Italia: una larga fascia passiva che si lascia ammansire dalle promesse televisive; una nutrita minoranza attiva e solidale, che viene demonizzata dal potere (e selvaggiamente picchiata a Roma); i soliti sparuti provocatori destrorsi, sempre pronti a buttarla in caciara.
Nel frattempo ho letto la pagina delle lettere sul Tirreno di oggi, a cui accennava Francesco. Visto il peso di chi è intervenuto, mi viene da pensare all'irritazione di Cristiana per l'argomento Rebeldía. È evidente la sua centralità in questo momento. Stendo un velo pietoso sul livido Ferrucci, che ormai fa più male della grandine al suo partito ogni volta che prende la parola. Il quadro che ne emerge, in ogni caso, è un po' caotico e mi chiedo se l'attuale confusione sulla vicenda non dipenda anche da questo. La lettera di Danti pone di per sé il problema della distanza che si sta creando tra la giunta provinciale e la giunta comunale, soprattutto a causa della linea dura difesa dal sindaco Filippeschi (un politico che sembra non conoscere l'arte della mediazione...). I due rappresentanti che Pisa esprime in Parlamento (l'On. Realacci e l'On. Fontanelli) danno invece entrambi il segno di un'intelligenza politica che lavora per trovare una soluzione. Ora, personalmente condivido lo spirito dell'intervento di Realacci, ma anche la sua posizione, On. Fontanelli, mi pare più che ragionevole. Esiste una soluzione a portata di mano (via Saragat), che non è forse la migliore ma c'è; stiamo attenti a non restare senza nessuna, perché l'ex Asnu potrebbe volatilizzarsi. Vero. Ma non mi è chiaro se lei esprima un timore, o un auspicio. Perché se, come mi auguro, lei esprime un timore, i margini per lavorare ci sono tutti: perché il Comune non congela per qualche settimana la proposta di via Saragat e non avvia seriamente un confronto con l'Università per l'ex Asnu? In caso contrario, se si tenta di chiudere subito e unilateralmente su via Saragat (la cui proposta concreta non è mai stata neppure mostrata alle 31 associazioni di Rebeldía), non si rischia di buttare via il denaro pubblico che sarebbe servito per risolvere anche la vicenda di Rebeldía? Lei scrive che, dopo via Saragat, se l'Università decide di riaprire sull'ex Asnu questo sarà poi un problema esclusivo dell'Università. Ma non è un ragionamento politicamente pericoloso? Se alla fine le associazioni non accettano via Saragat, i lavori per la Sesta Porta rischiano davvero di iniziare in ritardo (fino al 30 ottobre, è tutto in regola dopo la sentenza del giudice Tocci) e allora sarà difficile scaricare la responsabilità su Rebeldía, quando tutti avranno visto che il Comune ha agito senza mai tenere conto delle esigenze e dei problemi posti dalle associazioni. E se poi l'Università dirà "sì, noi l'ex Asnu lo avremmo anche dato, ma il Comune ha buttato e ci ha fatto buttare 60.000 euro a testa in un posto dove non ci andrà nessuno (o forse una delle tantissime associazioni che occupano spazi pubblici senza alcun titolo in città, a cominciare – udite, udite – dalla Leopolda?) e in queste condizioni la concessione di quello spazio sarebbe per noi troppo onerosa", che figura ci faranno Filippeschi e i suoi assessori di fronte alla città? C'è qualcosa che continua a non tornarmi in tutto questo... Se in via Saragat non ci vuole andare nessuno, perché la politica ci deve buttare migliaia di euro di soldi pubblici, cioè di noi cittadini? Basterà la ratifica di una Conferenza dei servizi blindata a giustificare tutto questo? Come risponderà il sindaco quando questa storia sarà raccontata, che so, sul Manifesto o su Repubblica, magari insieme alle menzogne raccontate sulle penali e sulle gare di appalto della Sesta Porta? Se c'è un'ipotesi condivisa da molti e a risparmio evidente di denaro pubblico come l'ex Asnu, come si giustifica che la si lasci cadere il 28 luglio, se comunque, in virtù della sentenza del giudice Tocci, c'è tempo fino al 30 ottobre per trovare una soluzione?
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francesco 29/07/2010 10.09.30
Anch’io spesso ho molto apprezzato l’atteggiamento di rispetto e di ascolto assunto dal Pd, peccato che poi però quando si doveva passare al fare qualcosa prevaleva l’ordine dall’alto. Ore a discutere e argomentare, ore di sguardi di approvazione e complimenti, ma poi il giorno dopo atti che si muovevano in direzione opposta.
Si può entrare nel merito del centralismo democratico, e criticarlo o sostenerlo.
Oppure essere più terra terra e triviali, e dire che c’è qualcuno che se ne sbatte del confronto. E prima di mettersi in discussione è disposto a diventare lo zimbello della situazione. Solo per fare un esempio, come non notare che nella paginata delle lettere del Tirreno di oggi l’unico commento violento, stupido e fuori dalla storia è quello di Ivan Ferrucci?!
Tutti gli altri commenti sono argomentati e validi, ma il suo è disarmante. Mi auguro solo che qualcuno lo quereli, dato che ci sono gli estremi.
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Paolo Fontanelli 29/07/2010 9.59.48
In verità ce ne hanno dette anche alcune peggiori, tipo “siete venuti in gita?” oppure “qui non è Pompei”. Frasi pronunciate ad alta voce da alcuni che tra l’altro avevano “Il Giornale” sotto braccio. Tuttavia l’assemblea è durata quasi tre ore, molto partecipata e si è conclusa con un grande applauso all’intervento di Bersani. Credo che sia stato molto apprezzato l’atteggiamento di rispetto e di ascolto che ha assunto il Pd.
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francesco 29/07/2010 9.10.51
O che domande fai Giuseppe?!?
Nel PD devono farsi la guerra interna, mica possono occuparsi delle cose importanti.
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Giuseppe 29/07/2010 1.10.26
Sui giornali ho letto però che siete stati anche contestati dalla popolazione e che siete stati accolti dal seguente benvenuto: «Grazie a tutti voi di essere venuti qui. A soli un anno, 3 mesi e 21 giorni dal terremoto». È vero, o si tratta di una notizia riportata in modo erroneo dalla stampa?







Caro Francesco, sinceramente se Garzella sia simpatico o meno io non lo so proprio, perché gli esponenti politici della destra italiana cerco sempre di evitarli fin dove possibile... Immagino invece che Alessandra abbia ben altre esperienze, dal momento che è uno dei più convinti araldi di una di quelle belle giunte di centro-sinistra sempre pronte al voto bipartisan quando si tratta di colpire le fasce più deboli o sensibili della società, si tratti dei senegalesi con i loro pericolosissimi "borsoni" (invisi più che altro ai vituperati commercianti, mi pareva...), dei rom senza riconoscimento dei loro sacrosanti diritti, degli studenti da videocamerare o delle associazioni di Rebeldía da stoccare nella piccola e fatiscente palazzina di via Saragat. Nun ce sta nient'a facere... gli unici democratici in città sono loro!
Ma piuttosto che parlare di un Garzella qualsiasi, o dei commercianti con cui fino a due mesi fa il sindaco andava d'amore e d'accordo, mi piacerebbe che l'obiettiva Alessandra argomentasse un po' meglio le sue posizioni sul sistema idrico-fognario pisano, del quale, a giudicare dai suoi post, pare che s'intenda molto. Lo dico perché, per quanto mi abbia accusato, nell'ordine, di essere saccente, strumentale, filo-commerciante e simil-Garzella (quousque tandem abutere, Alexandra, patientia nostra?), pare che il problema sia ormai esploso, soprattutto – guarda un po' – sulle idrovore di Porta a Lucca, riguardo alle quali sembra proprio che il nostro-sempre-amato-e-mai-criticabile Comune qualche responsabilità ce l'abbia... ma noi, restiamo democratici e dunque umili neppure osiam con flebil voce manifestar il nostro vil-perché-autonomo pensiero, nella cieca e assoluta certezza che il Santo Padre Marco Filippeschi, nella sua infinita bontà, nella sua somma onnipotenza, nella sua ammirabile onniscienza, penserà a noi e si prenderà cura del nostro bene. Amen