03/03/2010Immigrati, dopo il primo marzo qualcosa deve cambiare
Il Pd si mobilita: pronta una legge d'iniziativa popolare per il diritto di voto alle amministrative
Il primo marzo, fatto del tutto nuovo per il nostro Paese, in decine e decine di piazze gli immigrati hanno manifestato chiedendo lavoro, dignità e diritti. A Santa Croce sull'Arno si è svolto un nutrito corteo di migranti con le loro famiglie, le istituzioni locali, la Cgil e molti
pisani. Un corteo pacifico, persino gioioso, che ha messo in evidenza quanto ormai i lavoratori stranieri siano una componente essenziale ed imprescindibile dell'economia Toscana. Ed è per questo che è urgente sviluppare una seria politica dell'inclusione a partire dalla regolarizzazione del rapporto di lavoro, dalla politica per la casa e per il diritto allo studio, per il riconoscimento della cittadinanza e un nuovo regime dei permessi di soggiorno. Come ricordava il sindaco Filippeschi "I problemi degli immigrati sono i nostri problemi, la lotta per la crescita dell'economia e del Paese deve unire e non dividere: si
cresce tutti insieme". O non si cresce affatto. Non serve, invece, usare strumentalmente le rivendicazioni dei migranti, dare loro una connotazione ideologica e di parte che produce divisioni, sterili contrapposizioni e infine l'isolamento dei migranti stessi. Di fronte ad
un Governo che affronta l'immigrazione solo in termini di emergenza e di ordine pubblico, che emana il decreto sicurezza, che taglia i fondi per i servizi sociali di tutti mettendo in grosse difficoltà i Comuni, la risposta non può che essere la più ampia, articolata e unitaria
possibile. Come avvenuto a Santa Croce.
Il Pd svilupperà nei prossimi mesi un'ampia iniziativa su questi temi, a partire dalla mozione presentata alla Camera per la legalità del lavoro e per un piano nazionale per le politiche di integrazione, e dalla raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che garantisca l'elettorato attivo e passivo per le elezioni amministrative per gli stranieri titolari di
permesso di soggiorno e che risiedono nel nostro Paese da almeno cinque
anni. Come da tempo hanno richiesto sia il Consiglio comunale della nostra città che il Consiglio provinciale. (foto: Adnkronos)
Paolo Fontanelli
deputato Pd






